Redazione 4 Agosto 2026, 16:31 Milano, 4 ago. (askanews) – Oberalp ha concentrato nel 2025...
Milano, 4 ago. (askanews) – Oberalp ha concentrato nel 2025 parte delle proprie iniziative ambientali sul riciclo da tessile a tessile, sul design monomateriale e sul prolungamento della vita dei prodotti. Le analisi della Corporate Carbon Footprint per il 2024 e il 2025 indicano che oltre l’80% dell’impatto misurato dal gruppo è legato ai prodotti, con una quota particolarmente significativa attribuita alla lavorazione dei tessuti. I risultati e gli interventi sono raccolti nel “Contribute Report 2025”.
In occasione del 90esimo anniversario di Salewa, il marchio ha realizzato un prodotto in edizione limitata con un tessuto in poliestere riciclato al 100%, composto per il 51% da materiale proveniente dal riciclo di prodotti tessili. LaMunt ha invece introdotto alcuni capi in pile con tessuti in poliestere al 100%, riducendo il numero di componenti in materiali misti per agevolarne la selezione e il riciclo a fine vita.
Il riciclo da tessile a tessile utilizza materiali provenienti da prodotti arrivati al termine del loro ciclo di vita per ottenere fibre destinate a nuovi capi. Si differenzia dal poliestere riciclato ricavato da altri flussi di rifiuti, come le bottiglie di plastica, perché mantiene i materiali tessili all’interno dello stesso sistema. Una diffusione più ampia incontra ancora limiti legati alla disponibilità di sistemi efficaci di raccolta e selezione, alla costanza della qualità dei materiali e alla capacità di riciclo.
Il design monomateriale riduce invece il numero di materiali impiegati nello stesso tessuto o prodotto per facilitarne la selezione e il riciclo. LaMunt ha applicato questo principio a una selezione di capi in pile, ma alcune cerniere e finiture devono ancora essere rimosse prima del riciclo perché le alternative in poliestere non hanno soddisfatto gli standard prestazionali richiesti. La mancanza di sistemi adeguati di raccolta e riciclo dei tessili sufficientemente diffusi porta inoltre Oberalp a definire questi articoli come progettati nell’ottica della circolarità, senza considerarli pienamente circolari o interamente riciclabili.
Nel 2025 sono cresciuti anche i servizi di riparazione, risuolatura, ricondizionamento, rivendita e fornitura di ricambi dei marchi distribuiti dal gruppo. Il volume delle riparazioni è aumentato del 19% e, a partire dal 2023, oltre 7.000 prodotti hanno ricevuto una seconda vita. Tra le attività rientrano il servizio “Care & Repair” di Dynafit, il programma “Second Life” di Salewa, le toppe per la riparazione di Dynafit, Wild Country e LaMunt e il servizio di risuolatura delle scarpe da arrampicata Evolv. Salewa e Wild Country hanno inoltre sviluppato prodotti progettati per agevolare manutenzione, smontaggio e sostituzione dei componenti.
“La circolarità non si raggiungerà attraverso una singola innovazione nei materiali o un unico prodotto. Richiede di ripensare il modo in cui i prodotti vengono progettati, utilizzati e riparati, e come i loro materiali possano essere infine recuperati a fine vita” ha dichiarato Ruth Oberrauch, presidente del gruppo Oberalp, aggiungendo che “nel 2025 abbiamo compiuto importanti passi concreti, acquisendo al contempo una maggiore consapevolezza dei limiti tecnici e sistemici ancora esistenti”.
Le misure illustrate nel “Contribute Report 2025” fanno parte del percorso di Oberalp verso l’obiettivo Net Zero. Il gruppo indica nella riduzione della complessità dei materiali, nell’aumento dell’impiego di elementi riciclati e durevoli e nell’estensione della vita utile dei prodotti alcuni degli strumenti per ridurre la propria impronta di carbonio.
Nel 2025 Oberalp ha anche migliorato qualità e disponibilità dei dati relativi ai prodotti e automatizzato ulteriormente i processi di valutazione del ciclo di vita, Lca, e di contabilizzazione delle emissioni di carbonio. Nello stesso periodo ha compiuto un passaggio formale verso la definizione di obiettivi basati su evidenze scientifiche nell’ambito della strategia Net Zero 2050. Sul fronte dei diritti umani, il gruppo ha proseguito l’integrazione della due diligence nelle proprie attività e nei rapporti con i fornitori, attraverso la collaborazione con stabilimenti produttivi e soggetti esterni nei principali Paesi di approvvigionamento.
