Mauro Seminara 14 Settembre 2026, 18:46 PALERMO – La legge elettorale che è già stata...
PALERMO – La legge elettorale che è già stata ribattezzata Melonellum per la maternità attribuita alla premier Giorgia Meloni è oggetto di tensione trasversale ancora prima di arrivare alla fine del proprio iter. Dura la critica di Marcello Pera, ex presidente del Senato con il Popolo della Libertà e attualmente senatore con Fratelli d’Italia.
Feroce quella delle opposizioni, che dopo lo scontro sulle preferenze affrontano adesso lo sbarramento con premio al miglior partito non eletto. Un sistema considerato a sfoltimento di cespugli che in Sicilia avrebbe effetti imprevedibili allo stato attuale delle cose.
Esponenti e rispettivi movimenti politici, che in Sicilia contano un consenso notevole, tale da proiettarli nelle immediate vicinanze di partiti come Italia Viva o Azione, con questo sistema elettorale potrebbero limitarsi a scambi di sostegno politico. Un do ut des in cui il movimento politico siciliano appoggia i candidati di un partito nazionale in Sicilia per avere in cambio un posto al tavolo di un’eventuale maggioranza nell’Isola.
Il Melonellum non avrebbe il solo “merito” di tagliare fuori nuovi movimenti politici territoriali, che così non potrebbero eleggere la propria rappresentatività regionale nel Parlamento nazionale se non indicando candidati dei partiti già oggi sopra la quota di sbarramento senza dubbio alcuno.
Il primo movimento verso Palazzo Madama
Proprio per questo, il primo a muoversi dalle varie regioni d’Italia per manifestare sotto Palazzo Madama è Progetto civico Italia. Il movimento politico dei civici ha già palesato la sintonia con il Movimento 5 stelle, in Sicilia come a Roma, da Nuccio Di Paola a Giuseppe Conte, ed è parte integrante del campo progressista come Avs oltre che il Pd.
Ma il numero di firme che la legge elettorale voluta e difesa a oltranza da Giorgia Meloni rischia di tagliare fuori molti progetti politici o comunque creare un ostacolo aggirabile solo pagando il prezzo del preventivo accordo con gli alleati che dovrebbero mobilitare le proprie sedi territoriali per contribuire a raccogliere firme. Un evidente inquinamento della libertà politica che ne condizionerebbe l’esistenza.
La manifestazione “per tutti quei movimenti che il governo vuole tenere fuori”
“Oggi la comunità di Progetto civico Italia non manifesterà solo per se stessa, anzi. Lo farà per tutti quei movimenti che legittimamente ambiscono a chiedere di esser giudicati dal popolo sovrano e che incredibilmente il governo vuole tenere fuori con un disegno scriteriato”. Così Ismaele La Vardera, raggiunto a Roma dal nostro giornale mentre da presidente partecipava insieme ai vertici di Progetto civico alla manifestazione davanti al Senato.
La Vardera spiega nel dettaglio il meccanismo delle firme contro cui si erge la protesta: “Progetto civico non chiede alcuna esenzione. Noi ci siamo sui territori, e siamo in grado di raccogliere le firme. Qui il problema è che facciamo così paura che hanno cambiato le regole del gioco in corsa. Fino a ieri bastavano 90 mila firme, adesso il governo ci chiede di raccoglierne 370 mila. Una legge fatta apposta per impedire alla nostra forza politica di partecipare al momento più alto della democrazia, ossia il momento del voto”.
In difesa della Costituzione
Da Roma, il leader di Controcorrente e deputato regionale Ismaele La Vardera ribadisce che Progetto civico non manifesta per se stesso “ma per difendere la Costituzione” perché: “Oggi siamo noi presi di mira, domani magari non saremo noi, ma una battaglia è giusta non per se stessi ma per un principio”. Il deputato regionale siciliano ricorda inoltre, come altri in questi giorni, che “la stessa Meloni partecipò alle politiche prendendo meno del 2%, raccolse però solo 90 mila firme”.
La domanda è chiara: perché oggi si cambiano le regole? “Evidentemente – dice La Vardera – perché sanno che possiamo superare abbondantemente la soglia del 3%”. La manifestazione di ieri pomeriggio, annunciata e messa in atto da Progetto civico, era mirata alla questione della raccolta delle firme, “ma abbiamo un giudizio pessimo sulla legge elettorale – dice La Vardera – che di fatto introduce delle preferenze fake con i capi lista bloccati. Noi siamo e resteremo per l’idea di preferenze pure, perché la composizione del Parlamento non può essere decisa dalle segreterie dei partiti, ma dal popolo sovrano”.
Gli effetti collaterali della riforma sulle elezioni regionali
La riforma della legge elettorale voluta da Meloni per il prossimo rinnovo di Camera e Senato porta inevitabilmente agli effetti collaterali sulle elezioni regionali anticipati in apertura. “È chiaro che mirare a tenere fuori dalla competizione politica Progetto civico avrebbe il risultato successivo di provare a disimpegnare Controcorrente in Sicilia a vantaggio dello stesso Governo”, dice il fondatore di Controcorrente.
“La nostra partecipazione diretta fa ballare cinque, sei collegi – prosegue La Vardera – che qualche partito dava già per scontati. Noi abbiamo la colpa, in democrazia, di avere il consenso dei cittadini. Paradossalmente oggi questo è diventato un problema”.
I siciliani contro il sistema elettorale di FdI
Contro il sistema elettorale partorito da Fratelli d’Italia si sono pronunciati anche i Cinque stelle siciliani, con il coordinatore regionale Nuccio Di Paola che sui canali social ha “spiegato semplice” in pieno acceso dibattito il meccanismo delle preferenze con capilista bloccati. Un meccanismo che unito al sistema dello sbarramento definirebbe un sistema di alimentazione elettorale per i partiti “big” a discapito di quelli regionali con candidature “in prestito” e voti alle liste senza ritorno.
La coalizione progressista è quindi sotto attacco, immobilizzata dalle incognite costituite dal sistema elettorale e dalla data delle elezioni. Entrambi incerti, entrambi non favorevoli. Incognite che pesano sulle politiche come sulle regionali siciliane. “Riguardo la coalizione – conclude al riguardo Ismaele La Vardera – ci auguriamo che chi è esentato dalla raccolta delle firme sposi non la battaglia di Progetto civico, ma la difesa della Costituzione”.
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