La morte di Simona Cinà, il legale: “Lacune evidenti nelle indagini”

Edoardo Ullo

La morte di Simona Cinà, il legale: “Lacune evidenti nelle indagini”

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Edoardo Ullo |
lunedì 14 settembre 2026 - 16:57
La morte di Simona Cinà, il legale: “Lacune evidenti nelle indagini”

Simona Cinà, foto Facebook Edoardo Ullo 14 Settembre 2026, 18:57 La famiglia di Simona Cinà,...

14 Settembre 2026, 18:57

La famiglia di Simona Cinà, la giovane studentessa e pallavolista morta nella notte tra l’1 e 2 agosto dello scorso anno durante una festa di laurea in una piscina di una villa a Bagheria nel Palermitano, non ci sta e andrà avanti opponendosi all’archiviazione delle indagini. Lo ha annunciato l’avvocato Antonio Ingroia, legale della famiglia durante una conferenza stampa in cui sono state contestate diverse “criticità nelle indagini”.

L’avvocato osserva: “Abbiamo ritenuto di dovere convocare questa conferenza per accompagnare l’atto di opposizione all’archiviazione che la Procura di Termini Imerese ha depositato a fine luglio: abbiamo l’esigenza di rappresentare l’amarezza dei familiari di Simona Cinà riguardo al modo in cui le indagini sono state svolte dal pm di Termini, dalla polizia giudiziaria e dai consulenti tecnici nominati dal pm”.

“Evidenti lacune investigative, accertamenti medico legali insufficienti”

Ingroia prosegue la sua analisi: “Ci sono evidenti lacune investigative, soprattutto nelle ore successive al decesso, e gli accertamenti medico-legali sono insufficienti. Il punto dolente è il mancato approfondimento di tutti quei profili dai quali avrebbero potuto evidenziarsi responsabilità penali colpose di vari soggetti; la sensazione è che la ricostruzione della Procura, che conduce a una morte accidentale in una dinamica mai accertata, sia contraddittoria e condizionata fin dall’inizio da un’ipotesi investigativa precostituita, che esclude la partecipazione di terzi all’evento”.

“La famiglia non ha sete di vendetta”

Poi sottolinea: “Non è qualcosa che la famiglia dice per sete di vendetta, ma perché è convinta che ci sono responsabilità terze che si sarebbero potute accertare meglio in sede di indagine: è stata scartata completamente l’ipotesi che Simona sia caduta in piscina per una spinta a mo’ di scherzo, cosa che secondo gli atti era già successa a un’altra ragazza nel corso della serata con rischio di annegare”.

“Per noi l’ipotesi di omicidio colposo è contro noti”

“Le ipotesi in campo a nostro parere sono quella di omicidio colposo nei confronti di noti, a cominciare dagli organizzatori della festa: lo stesso pm parla di condizioni particolari che avrebbero giustificato il fatto che nessuno si sia accorto di nulla e il tutto sia avvenuto accidentalmente. Medici legali e pm hanno completamente ignorato il trauma cranico di Simona: questo non è stato datato, né si è stabilito se potesse essere una concausa della morte”, continua Ingroia.

“Inammissibile che una vicenda del genere si chiuda con la richiesta di archiviazione”

Infine: “Che una vicenda così si chiuda con una richiesta di archiviazione è inammissibile, come anche che non siano state date cause certe sulla morte di una ragazza che era arrivata sana e felice a questa festa, dopo la quale tutti gli amici sono improvvisamente spariti”.

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Fonte: QdS.it