Noemi Impellizzerihttps://qds.it/wp-content/uploads/2026/08/noemi-impellizzeri-2.jpg Emanuela La Mela 27 Settembre 2026, 20:22 “Non è della nostra famiglia, abbiamo...
“Non è della nostra famiglia, abbiamo chiesto il sequestro per analizzarla“. La rivelazione della madre di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata priva di vita nella sua abitazione di Riposto lo scorso agosto. Il riferimento è a una maglietta rinvenuta nell’auto della famiglia della vittima.
Il giallo della maglietta
La notizia è stata diffusa dalla madre di Noemi Impellizzeri nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione di Canale Cinque Dentro la notizia. La donna ha rivelato di aver chiesto agli inquirenti il sequestro della vettura appartenente alla propria famiglia dopo il ritrovamento di alcuni oggetti. Sotto la lente una maglia che sembrerebbe non essere riconducibile ad alcun membro del nucleo.
“Non sappiamo di chi sia“, ha dichiarato e per tale motivo è stato chiesta l’analisi dell’oggetto. Si tratterebbe di una t-shirt grigia maschile, a maniche corte, stando alle immagini mostrate nel programma.
I sospetti della famiglia: “Noemi ha usato quell’auto con lui”
La famiglia della 33enne non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio e continua a cercare la verità sulle cause della sua morte. “Tony continua ad affermare che mia figlia si sia tolta la vita, ma non è così, se sa qualcosa parli”. La madre ha affermato, sempre durante l’intervista a Dentro la notizia, che l’auto nella quale è stata rinvenuta la maglietta sarebbe stata utilizzata da Noemi insieme a Tony Proietto, attualmente unico iscritto nel registro degli indagati per la morte della ragazza.
Cosa potrebbero rivelare gli oggetto ritrovati
Una corda, una bottiglia e la maglietta in questione. Questi gli oggetti al momento attenzionati dagli inquirenti.
Analizzare la t-shirt è importante perché potrebbe portare ad accertamenti importanti per l’indagine, sia per esclusione sia per conferma. Negli indumenti difatti è possibile risalire a tracce di diversa natura, dal dna alle tracce genetiche. Inoltre, è ipotizzabile il ritrovamento di filamenti della stessa nell’abitazione del proprietario. Insomma, un elemento importante da inserire nelle verifiche.
A inizio settembre, era stato posto sotto sequestro dai Ris anche un furgoncino riconducibile all’indagato. Da quel momento, la direzione investigativa ha preso una direzione più chiara e l’ipotesi del suicidio iniziava a tramontare.
“Ho pregato Proietto di parlare”
“Mia figlia era una ragazza buona, si fidava e ha trovato amici falsi, tra i quali c’è questo assassino“. La madre rivolge un appello a Tony Proietto: “Se è stato l’ultimo saprà qualcosa. L’ho pregato di parlare“.
“Gli accertamenti del nuovo medico legale nominato dalla famiglia ci lasciano la certezza di poter sconfessare l’ipotesi del suicidio di Noemi quindi una linea di demarcazione netta tra tracce che escludono categoricamente l’ipotesi del suicidio”, aveva già dichiarato Angelo Patané, l’avvocato della famiglia di Noemi Impellizzeri, ai microfoni di Ore 14, la trasmissione di Salvo Sottile in onda su Rai2.
Le ferite emerse dall’autopsia
L’autopsia sul corpo di Noemi Impellizzeri avrebbe rivelato segni compatibili con lo strangolamento. La ragazza era stata trovata impiccata nella sua abitazione. Proietto ha raccontato di essere uscito dalla casa in cerca dei familiari della donna, ma al suo ritorno ha trovato la casa in fiamme.
Secondo gli investigatori, l’impiccagione prima e l’incendio poi, sarebbero parte di una messinscena per evitare l’inchiesta per omicidio. Gli accertamenti medico legali avrebbero confermato l’ipotesi della morte violenta: sul corpo vi sarebbero segni di strangolamento. Ad evidenziarlo è il medico nominato dalla famiglia, che ha sconfessato l’ipotesi del suicidio.
L’amica della vittima: “So chi l’ha uccisa”
Francesca, un’amica della, sfortunata ragazza è intervenuta in alcune trasmissioni. “Era una ragazza solare, però fragile. Credo di sapere chi sia l’assassino. Ho dei sospetti, aveva cattive frequentazioni, anche una persona molto inquietante, penso che possa averle fatto del male”, aveva detto. “Non dico il nome, chiamiamolo Mister X. Secondo me ha le ore contate, non capisco perché non si va a costituire. Sono venuti i Ris, non si scappa, non so perché avrebbe potuto ucciderla”.
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