Redazione 16 Ottobre 2026, 11:31 Roma, 16 ott. (askanews) – Prima volta per il Crea...
Roma, 16 ott. (askanews) – Prima volta per il Crea nello Svalbard Global Seed Vault: circa 300 varietà e popolazioni di frumento e riso entrano nella riserva mondiale che protegge la biodiversità agricola e il futuro dell’alimentazione. “Questi semi riposti alle Svalbard non sono reperti da conservare, ma possibilità da tenere vive per il futuro. Testimoniano il valore di una ricerca pubblica che non si limita a produrre conoscenza, ma si assume la responsabilità di preservarla e renderla un capitale di conoscenza da mettere a frutto oggi e ancor più domani. Perché la biodiversità agricola è un patrimonio che non conosce confini e la sua tutela richiede cooperazione, visione e impegno condiviso”, spiega Alberto Cavazzini, direttore tecnico scientifico Crea, commentando il deposito di circa 300 varietà e popolazioni di frumento e riso della banca del germoplasma del CREA-Cerealicoltura e Colture Industriali di Vercelli presso lo Svalbard Global Seed Vault, in Norvegia.
Dai campi italiani e dai laboratori Crea alla cassaforte scavata nella montagna artica: per la prima volta, un passaggio importante per la conservazione di un patrimonio genetico che racconta la storia dell’agricoltura italiana e rappresenta una risorsa preziosa per affrontare le sfide agricole del nostro tempo. Nell’arcipelago delle Svalbard, sull’isola di Spitsbergen, il Seed Vault custodisce copie di sicurezza dei semi conservati nelle banche del germoplasma di tutto il mondo. Una riserva globale protetta dal freddo artico, pensata per mettere al riparo la diversità agricola da eventi che potrebbero compromettere le collezioni originarie. I campioni restano di proprietà delle istituzioni depositanti, che possono richiederne la restituzione in caso di necessità: una vera e propria polizza assicurativa per il futuro delle colture.
Il deposito porta con sé la memoria della ricerca agricola italiana. “Tra questi semi non c’è solo biodiversità, ma anche l’eredità di due pionieri del miglioramento genetico italiano: Nazareno Strampelli per il frumento e Giovanni Sampietro per il riso”, sottolinea Patrizia Vaccino, responsabile della banca del germoplasma della sede CREA di Vercelli. “Sapere che questo patrimonio è oggi custodito alle Svalbard è motivo di grande soddisfazione e averlo accompagnato fino a questo importante traguardo è per me una grande emozione”.
Con circa 40.000 accessioni delle principali colture agrarie conservate nelle banche del germoplasma dei propri centri di ricerca, il CREA custodisce una riserva strategica di diversità genetica. Un patrimonio fondamentale per la ricerca e il miglioramento genetico, che offre materiali preziosi per sviluppare colture capaci di rispondere meglio al cambiamento climatico e alle nuove esigenze dell’agricoltura.
“Conservare l’agrobiodiversità significa garantire agli agricoltori e ai ricercatori di domani la possibilità di adattare le colture al clima che cambia – dichiara Ignazio Verde, ricercatore CREA e National Focal Point del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (ITPGRFA) – Questo deposito conferma l’impegno dell’Italia, uno dei maggiori sostenitori del Trattato dal 2004”.
