Edoardo Ullo 1 Novembre 2026, 09:13 Ancora un subdolo raggiro, ancora un’altra vittima caduta, questa...
Ancora un subdolo raggiro, ancora un’altra vittima caduta, questa volta, nella trappola di una 48enne palermitana che è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Catania Ognina perché accusata del reato di truffa. Un raggiro da 15.000 euro.
È quanto accaduto a un 62enne catanese che ha chiesto aiuto ai carabinieri che sono riusciti a restituirgli l’importo sottratto. Pochi giorni fa a San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, un’anziana di 83 anni ha sventato la truffa del finto carabiniere. L’operazione dei militari si è conclusa con un arresto e una denuncia.
La truffa partita con un Sms
Tutto è iniziato con un Sms ricevuto sul cellulare con il quale il mittente, che si è presentato come funzionario di una società leader nelle soluzioni di pagamento digitale, ha informato l’uomo che dal suo conto corrente erano stati prelevati 4.450 euro e che, qualora non fosse stato lui a disporre l’operazione e avesse, dunque, voluto disconoscerla, avrebbe dovuto contattare tempestivamente un altro numero telefonico indicato nel messaggio.
Il finto operatore di banca e i finti carabinieri
Questa è stata l’esca con la quale l’abile malfattore ha agganciato il malcapitato che, convinto che il messaggio fosse veritiero, ha contattato il numero indicato.
A questo punto, il truffatore gli ha riferito di essere un operatore del centro antifrode della banca e di aver avviato dei controlli sul suo conto corrente, dai quali sarebbe emerso un bonifico in uscita di quasi 15.000 euro. Il professionista ha disconosciuto quel pagamento, quindi il finto operatore gli ha comunicato che avrebbe inviato una segnalazione ai carabinieri che, nel giro di pochi minuti, lo avrebbero contattato per chiedergli chiarimenti.
A quel punto è entrato in scena un altro truffatore, che si è qualificato come “maresciallo dei carabinieri”, che confermava di aver ricevuto la segnalazione dalla banca e intimato alla vittima del raggiro a recarsi immediatamente presso la sua filiale per eseguire un bonifico dello stesso importo su di un iban ritenuto “sicuro”, in modo da bloccare l’operazione fraudolenta; il tutto senza mai interrompere la chiamata, con la scusa di dover registrare la conversazione ma, in realtà, con lo scopo di impedirgli di comunicare con familiari o amici e accorgersi, in tal modo, dell’inganno in corso.
Il bonifico e il raggiro
La vittima ha poi effettuato il bonifico, ma il finto maresciallo gli ha raccontato che l’operazione non era andata a buon fine, invitandolo a contattare il direttore della banca per chiedere spiegazioni.
Quando, però, il direttore ha appurato che il denaro era stato trasferito, il truffatore ha chiesto all’uomo di effettuare un’altra operazione, ovvero controllare che sul suo pc non vi fossero stati accessi anomali. Poi, il truffatore ha interrotto la comunicazione e quando l’uomo ha provato a ricontattarlo, gli ha risposto una donna. In quel momento il 62enne ha compreso di essere stato raggirato.
La denuncia e le indagini
A quel punto, l’uomo si è rivolto ai veri carabinieri che hanno fatto subito scattare le indagini. Le immediate indagini dei Carabinieri hanno consentito di risalire non solo al conto corrente sul quale era stato versato il denaro, ma anche agli altri Iban sui quali l’importo era stato poi girato.
Seguendo, dunque, il flusso monetario, gli investigatori sono risaliti alla 48enne palermitana che aveva effettuato questi giroconti e, grazie alla rapidità delle indagini, sono riusciti a bloccare le somme, impedendole, dunque, di prelevarle.
Mediante questo sequestro preventivo, i 15.000 euro sono stati versati sul Fondo Unico della Giustizia e, infine, restituiti al 62enne. La truffatrice è stata invece denunciata per truffa.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram
