Redazione 12 Ottobre 2026, 16:34 Roma, 12 ott. (askanews) – La manovra turca, che impone...
Roma, 12 ott. (askanews) – La manovra turca, che impone un dazio fisso di 630 euro a tonnellata per tutte le transazioni sotto la soglia dei 1.400 euro, raddoppia i costi per gli importatori e chiude brutalmente le porte al riso italiano ed europeo renderà “materialmente impossibile esportare in Turchia alle attuali condizioni a meno dell’apertura di contingenti che Ankara aprirà a fronte di una scarsa produzione di riso”. Così Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi che torna a criticare le istituzioni comunitarie, accusate di abbandonare le aziende agricole in nome di politiche commerciali distruttive.
“La misura è colma – spiega in una nota Bobba – Mentre Bruxelles resta a guardare in silenzio, la Turchia erige barricate insormontabili perché, prima di tutto, pensa a sostenere la propria produzione interna e a proteggere i suoi agricoltori. La Commissione europea la smetta di pontificare e impari da Ankara cosa significa difendere la sovranità alimentare del proprio paese. È una vergogna assoluta: da una parte l’Europa subisce passivamente il protezionismo spietato dei paesi extracomunitari, dall’altra spalanca le nostre porte, allargando le maglie delle importazioni a dazio zero e inondando il mercato interno di prodotto estero, senza pretendere alcuna reciprocità e calpestando ogni tutela per il produttore europeo”.
“Siamo stanchi di essere l’agnello sacrificale di un’Europa debole e complice – prosegue Bobba – Chiediamo un intervento immediato di Bruxelles: servono contromisure vere e barriere a protezione del nostro lavoro. Se la Commissione europea non è in grado di difendere i propri agricoltori con la stessa aggressività con cui gli altri paesi difendono i loro, decreterà la fine irreversibile della nostra agricoltura”, conclude.
