Redazione 3 Settembre 2026, 16:31 Roma, 3 set. (askanews) – ENEA ha sviluppato presso il...
Roma, 3 set. (askanews) – ENEA ha sviluppato presso il Centro Ricerche Casaccia, a Roma, un innovativo sistema geotermico per il riscaldamento e il raffrescamento sostenibile degli edifici. Sviluppato nell’ambito del Programma di ricerca sul sistema elettrico italiano, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il sistema combina l’utilizzo del calore del sottosuolo con una pompa di calore di ultima generazione, in grado di sfruttare sia l’aria ambiente sia il terreno come fonti termiche.
Il calore naturalmente presente nel sottosuolo a temperature relativamente basse (inferiori a 90°C) viene sfruttato attraverso quattro perforazioni realizzate a diverse profondità e dotate di sonde geotermiche e sensori in fibra ottica.
“A differenza di altre fonti di energia rinnovabile, la cui disponibilità dipende dalle condizioni meteorologiche variabili, l’energia geotermica garantisce una disponibilità continua e affidabile, risultando particolarmente adatta ad assicurare una fornitura energetica stabile”, spiega Anna Carmela Violante, ricercatrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN) di ENEA. “Inoltre, le tecnologie geotermiche possono contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e materiali, poiché non richiedono materie prime critiche o strategiche, rendendo al tempo stesso il sistema energetico più resiliente alle oscillazioni dei costi provocate dalle crisi geopolitiche”, aggiunge Violante.
“Durante i periodi di domanda di riscaldamento o raffrescamento, la stabilità termica della fonte o del pozzo di calore è essenziale per garantire un’elevata efficienza della pompa di calore”, afferma Raniero Trinchieri, ricercatore di ENEA-TERIN.
L’Italia vanta una tradizione centenaria nello sfruttamento delle risorse geotermiche e attualmente è all’ottavo posto a livello mondiale per capacità installata di generazione elettrica da fonte geotermica, con circa 916 MW e una produzione annua di elettricità di circa 5,7 TWh, concentrata prevalentemente in Toscana. Per quanto riguarda l’utilizzo diretto del calore geotermico, l’Italia è tra i principali Paesi europei, con una capacità installata stimata di circa 1.316 MWth, utilizzata soprattutto per il riscaldamento degli ambienti, le applicazioni termali e agricole e i sistemi geotermici a bassa entalpia.
“Nonostante questi risultati, la crescita del settore geotermico italiano è rimasta sostanzialmente stagnante nell’ultimo decennio, evidenziando un potenziale ancora ampiamente non sfruttato”, sottolinea Simona De Iuliis, responsabile della Sezione Supporto strategico di ENEA-TERIN. “L’energia geotermica è ampiamente considerata un ‘gigante addormentato’, in particolare in Italia, che dispone del maggiore potenziale geotermico dell’Europa continentale. Sfruttare appena il 2% di questo potenziale nei primi cinque chilometri della crosta terrestre potrebbe consentire all’energia geotermica di coprire fino al 10% della produzione elettrica prevista per il 2050 e circa il 25% dei consumi finali di energia termica”, aggiunge.
Più in generale, le risorse geotermiche disponibili in Italia potrebbero teoricamente soddisfare oltre quattro volte il fabbisogno energetico complessivo del Paese per elettricità e calore, pari a 120 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel 2022, consentendo al contempo una riduzione di circa il 40% dei consumi di gas naturale.
“Per sfruttare questo potenziale è necessario superare le sfide tecniche e finanziarie che continuano a limitare la diffusione su larga scala delle tecnologie geotermiche e sviluppare politiche energetiche mirate”, afferma Giulia Monteleone, direttrice di ENEA-TERIN. “Oltre all’introduzione di meccanismi di incentivazione, comprese misure volte a mitigare i rischi tecnologici, riteniamo necessaria la semplificazione delle procedure autorizzative, la mappatura sistematica del potenziale geotermico e l’individuazione delle aree idonee, affinché l’energia geotermica possa diventare un motore della crescita economica e una componente centrale della transizione verso un futuro energetico sostenibile”.
La prossima fase delle attività di ricerca di ENEA riguarderà lo sviluppo di un sistema ibrido sperimentale che combini una fonte geotermica a bassa entalpia con l’energia solare termica. L’obiettivo è studiare l’accumulo di energia termica nel sottosuolo in terreni impermeabili, principalmente formazioni ricche di argilla, a profondità superiori ai 100 metri.
