EriceErice Emanuela La Mela 13 Settembre 2026, 13:07 L’omicidio di Elisa Claps, uno dei casi...
L’omicidio di Elisa Claps, uno dei casi più noti della cronaca nera italiana, porta anche in Sicilia. Danilo Restivo, condannato in via definitiva a 30 anni per la morte della sedicenne scomparsa a Potenza nel 1993, era infatti originario di Erice, nel Trapanese. È qui che è nato il 3 aprile 1972 e dove la sua famiglia ha mantenuto per anni un legame con il territorio siciliano.
Da Erice alla Basilicata
Il legame tra Restivo e la Sicilia risale dunque alla sua nascita. La famiglia, originaria di Erice, lasciò successivamente il Trapanese per seguire il percorso professionale del padre Maurizio, che a metà degli anni Ottanta ottenne l’incarico di direttore della Biblioteca nazionale di Potenza. La madre, Maria Rosa, era invece insegnante. Il trasferimento portò così Danilo Restivo dalla Sicilia alla Basilicata, dove sarebbe cresciuto e avrebbe trascorso gli anni precedenti all’omicidio di Elisa Claps.
Elisa Claps, il caso che riportò Restivo in Sicilia
Il nome di Restivo tornò a essere associato alla Sicilia molti anni dopo la scomparsa di Elisa. Il 12 settembre 1993 la sedicenne potentina incontrò il giovane nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza, prima di sparire. Restivo, allora 21enne e già trasferitosi da tempo in Basilicata, fu l’ultima persona ad aver visto Elisa. Il corpo della ragazza sarebbe stato ritrovato soltanto il 17 marzo 2010, nel sottotetto della stessa chiesa.
Per la Sicilia, però, il caso non rimase soltanto un riferimento alle origini dell’uomo. Nel luglio 2010 gli investigatori della Polizia giudiziaria di Potenza arrivarono infatti nel Trapanese, nella casa dei genitori di Restivo a Erice, per acquisire computer e documenti nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Elisa. La perquisizione riportò così direttamente nel territorio siciliano una delle fasi più delicate delle indagini.
Il ritorno dei genitori nel Trapanese
Mentre Danilo Restivo aveva lasciato la Sicilia da giovane, i suoi genitori erano tornati a vivere nel Trapanese. La loro abitazione si trovava a Casa Santa, frazione del territorio di Erice. Nel 2010, proprio quella casa divenne oggetto di un’attività investigativa collegata al caso Claps.
La presenza della famiglia nel territorio ericino rappresentò quindi uno dei punti di contatto tra la vicenda giudiziaria maturata in Basilicata e il passato siciliano di Restivo. Le indagini della Procura di Salerno portarono gli investigatori anche nell’abitazione dei genitori, alla ricerca di elementi utili a ricostruire la vicenda e i rapporti familiari dell’uomo.
La cittadina siciliana torna al centro della cronaca
Nel 2010, quando il caso Claps arrivò alla svolta dopo il ritrovamento del corpo della ragazza, Erice tornò dunque sulle cronache nazionali. Nel Trapanese vivevano infatti i genitori di Restivo, mentre l’uomo si trovava ormai in Inghilterra, dove si era trasferito nel 2002. La distanza geografica non impedì agli investigatori di tornare sulle sue origini e sui luoghi legati alla sua famiglia.
La vicenda siciliana del caso Claps si intreccia anche con le dichiarazioni e gli accertamenti condotti nei confronti della famiglia Restivo. La casa di Erice fu perquisita dalla polizia giudiziaria su disposizione della Procura di Salerno e furono sequestrati un computer e alcuni documenti. Un passaggio investigativo che confermò come il Trapanese fosse ancora parte della storia giudiziaria di Restivo, nonostante l’omicidio fosse avvenuto a Potenza quasi vent’anni prima.
La condanna per l’omicidio
La vicenda giudiziaria si concluse con la condanna di Restivo a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Elisa Claps, pena confermata dalla Cassazione nel 2014. Il caso aveva attraversato quasi due decenni, dalla scomparsa della ragazza nel 1993 fino al ritrovamento del corpo nel 2010 e ai successivi processi.
Per il territorio siciliano resta così un legame particolare con uno dei più controversi casi di cronaca italiana: Elisa Claps fu uccisa in Basilicata, ma l’uomo condannato per il suo omicidio era nato a Erice e la sua famiglia viveva ancora nel Trapanese quando le indagini tornarono a occuparsi di lui. Un filo che unisce Potenza ed Erice e che, nel 2010, riportò il caso anche sulle strade della provincia di Trapani.
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