Drei: sul riso serve rete protezione contro clima e mercati

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Drei: sul riso serve rete protezione contro clima e mercati

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lunedì 14 settembre 2026 - 9:31
Drei: sul riso serve rete protezione contro clima e mercati

Redazione 14 Settembre 2026, 11:31 Roma, 14 set. (askanews) – Davanti alla crescente instabilità dei...

14 Settembre 2026, 11:31

Roma, 14 set. (askanews) – Davanti alla crescente instabilità dei mercati globali, all’impennata dei costi di produzione e alle pressioni competitive legate a importazioni e cambi climatici, occorrono risposte strutturali che riescano a dare agli agricoltori certezza del reddito. Ne è convinta la Confcooperative Agroalimentare che oggi a Vercelli ha sostenuto l’attivazione di uno strumento di stabilizzazione economica, che l’Ue mette a disposizione e che potrebbe presto diventare operativo nella filiera del riso.

Se ne è parlato questa mattina al convegno “Cambiamenti climatici e mercati globali: tra gestione del rischio e nuove sfide” organizzato da Confcooperative Agroalimentare e svoltosi oggi a Vercelli, nel corso del quale Ismea ha illustrato il funzionamento dell’IST (acronimo di Income Stabilization Tool, ovvero Strumento di Stabilizzazione del Reddito), un meccanismo di gestione del rischio che in Italia viene attivato e monitorato da Ismea in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura.

A differenza delle classiche assicurazioni agricole, che pagano solo se avviene il sinistro, l’IST copre direttamente la perdita del reddito (i cali devono essere superiori al 20% rispetto alla media triennale), proteggendo gli agricoltori sia dai disastri climatici e sanitari, sia dai crolli di mercato compresi quelli generati da instabilità politica, da crolli improvvisi del prezzo di vendita o da impennate dei costi delle materie prime. “Le tradizionali polizze agricole – ha spiegato il presidente Raffaele Drei – tutelano le aziende esclusivamente dai danni atmosferici e dalle perdite quantitative in campo, mentre l’IST Riso, che dovrà essere costruito su misura per le esigenze del comparto risicolo nazionale, potrebbe affermarsi accanto alle tradizionali polizze assicurative e agli strumenti già esistenti incluso Agricat, per riuscire a coprire il rischio di mercato a 360 gradi. Ente Risi ha già dato la disponibilità a fornire ad Ismea tutti i dati aggiornati, areale per areale. L’ISMEA a sua svolta ha sviluppato i modelli econometrici e gli algoritmi matematici necessari per ricostruire e certificare il reddito reale delle aziende. Noi come sistema cooperativo siamo pronti a fare la nostra parte sostenendo l’attivazione di questo strumento anche nella cornice della futura programmazione comunitaria”.

“L’IST – prosegue Drei – è uno strumento che si fonda su una logica mutualistica che è alla base del sistema cooperativo. Il fondo non si acquista infatti da compagnie assicurative, ma funziona tramite la creazione di Fondi di mutualità gestiti direttamente dagli agricoltori associati ed è qui che la cooperazione gioca un ruolo essenziale: gli agricoltori che scelgono di aderire versano una quota annuale per alimentare il fondo, alla quale si aggiunge la contribuzione pubblica che copre fino al 70% dei costi di costituzione e delle quote di adesione”.

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  • Askanews

Fonte: QdS.it