Sicurezza, ok al decreto: stretta su cortei e minori. Le regole dopo gli scontri di Milano

Emanuela La Mela

Sicurezza, ok al decreto: stretta su cortei e minori. Le regole dopo gli scontri di Milano

Condividi su:

Emanuela La Mela |
martedì 20 ottobre 2026 - 18:31
Sicurezza, ok al decreto: stretta su cortei e minori. Le regole dopo gli scontri di Milano

Giorgia Meloni in video messaggio, immagine da governo.itdecreto bollette , immagine da governo.it Emanuela La...

20 Ottobre 2026, 20:31

Il Consiglio dei ministri straordinario ha dato il via libera al nuovo decreto Sicurezza del governo Meloni, intervenendo sulle condotte violente durante le manifestazioni e sui comportamenti illeciti che coinvolgono i più giovani. Il provvedimento arriva dopo gli scontri avvenuti a Milano e punta a rafforzare gli strumenti di contrasto ai disordini pubblici.

Tra le misure annunciate nelle scorse settimane non compare, invece, l’impiego di 500 militari a Milano con funzioni di polizia giudiziaria. L’ipotesi sarebbe stata accantonata nel corso delle interlocuzioni tecniche con il Quirinale, per scongiurare possibili criticità sul piano costituzionale.

Decreto Sicurezza, stretta sui reati commessi alle manifestazioni

Il nuovo intervento normativo si concentra soprattutto sulle condotte illegali commesse nel corso dei cortei e sulle responsabilità di chi partecipa ad azioni violente. Tra le novità figura un aggravamento delle conseguenze previste per il danneggiamento quando il fatto viene commesso da più persone.

Il testo amplia inoltre l’ambito del reato di associazione a delinquere, includendo le organizzazioni costituite con l’obiettivo di compiere atti violenti durante le manifestazioni. La misura mira a intervenire non soltanto sui singoli episodi, ma anche sulle attività organizzate che possono favorire il verificarsi di disordini.

Un’altra disposizione riguarda il divieto di aggregazione, che potrà interessare anche i minorenni con precedenti. Il provvedimento introduce così ulteriori strumenti di intervento nei confronti di chi, secondo i presupposti previsti dalla norma, potrebbe essere coinvolto in condotte illecite.

Fermo preventivo nelle zone della movida

Resta sul tavolo anche la possibilità di introdurre il fermo preventivo nelle aree interessate dalla movida. La misura riprende una proposta già inserita in un disegno di legge governativo approvato a febbraio, ma che non ha ancora concluso il proprio iter parlamentare.

Diversamente dall’ipotesi dell’invio di militari con compiti di polizia giudiziaria, questa disposizione è rimasta tra gli interventi considerati nell’ambito del nuovo pacchetto di sicurezza. Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sugli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine per prevenire episodi di violenza e tutelare l’ordine pubblico.

Meloni: “Il disagio non può diventare un alibi per la violenza”

A illustrare la linea del governo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha presentato il provvedimento attraverso un video. La premier ha riconosciuto le difficoltà che attraversano una parte dei giovani, distinguendo però le situazioni di disagio dalle responsabilità legate ai comportamenti violenti.

“Conosciamo le difficoltà di tanti giovani, ma il disagio non può diventare mai un alibi per la violenza”, ha affermato Meloni.

La presidente del Consiglio ha poi criticato chi attribuisce un significato di protesta sociale ad azioni che provocano danni e distruzioni: “Considero inaccettabile ogni tentativo di presentare saccheggi e distruzioni come forme legittime di rivendicazione sociale”.

Con il nuovo decreto, l’esecutivo punta dunque a rafforzare le misure contro i disordini, con particolare attenzione alle manifestazioni pubbliche e al coinvolgimento dei minorenni. Le disposizioni dovranno ora essere valutate alla luce del testo definitivo del provvedimento e del relativo quadro normativo.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

Condividi su:

  • Fatti dall'Italia e dal mondo

Fonte: QdS.it