Ricorsi contro le banche, Sicilia ai vertici nazionali. L’esperto: “Ecco come tutelarsi”

Daniele D'Alessandro

Ricorsi contro le banche, Sicilia ai vertici nazionali. L’esperto: “Ecco come tutelarsi”

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Daniele D'Alessandro |
giovedì 22 ottobre 2026 - 11:42
Ricorsi contro le banche, Sicilia ai vertici nazionali. L’esperto: “Ecco come tutelarsi”

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22 Ottobre 2026, 13:42

La Sicilia spicca come una delle regioni italiane più attive nel ricorso all‘Arbitro Bancario Finanziario. Nel 2025 sono stati presentati 1.068 ricorsi, mentre il Collegio di Palermo registra una percentuale di esiti favorevoli ai clienti superiore alla media nazionale.

La Sicilia al quarto posto in Italia

“La Sicilia si colloca al quarto posto in Italia per numero di ricorsi presentati all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), il sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche promosso dalla Banca d’Italia – afferma al QdS.it Gabriele Urzì dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo”. “Secondo i dati pubblicati dall’ABF, nel corso del 2025 i consumatori siciliani hanno depositato 1.068 ricorsi, pari a 223 ricorsi per milione di abitanti. Un dato che pone la Sicilia alle spalle soltanto di Lombardia, Lazio e Campania e davanti a regioni come Veneto, Piemonte, Toscana e Puglia. La fotografia che emerge evidenzia una crescente consapevolezza dei cittadini sugli strumenti di tutela a disposizione nei confronti di banche e intermediari finanziari. Il ricorso all’ABF rappresenta infatti una soluzione alternativa alla giustizia ordinaria, caratterizzata da costi contenuti e tempi generalmente più rapidi – continua il sindacalista”.

La figura dell’arbitro bancario finanziario

Ma cosa rappresenta la figura dell’arbitro bancario finanziario? Urzì lo spiega al nostro quotidiano: “L’arbitro bancario finanziario è un organismo di composizione stragiudiziale delle controversie bancarie (ad esempio nel caso di truffe) – continua -. In una controversia prima ti rechi in banca, poi hai due strade: o rivolgerti ad un legale oppure adire l’arbitro bancario finanziario. Quest’ultima ipotesi conviene perché è stragiudiziale, costa molto meno, al massimo 20-30 euro e i tempi sono molto più rapidi rispetto alla giustizia ordinaria. In Sicilia esistono 7 o 9 collegi, la sede di Palermo presiede i ricorsi di tutta la Sicilia. Dai numeri si evince come ci sia al quarto posto la Sicilia in tutt’Italia. La cosa importante si vede dal numero dei ricorsi accolti. L’utente deve fare la sua parte, ossia proteggere i propri dati sensibili e fare attenzione difendendosi dai tentativi di truffa, poi eventualmente rivolgersi all’arbitro bancario finanziario è fondamentale. Ci sono tante problematiche e tentativi di truffa. Quasi il 50% dei ricorrenti ha vinto il ricorso all’arbitro bancario finanziario. Nel tempo è maturata la consapevolezza maggiore dell’utente che utilizza sempre più l’ABF: consultando il sito si possono osservare vittorie per cifre piccole come 200 euro ma anche risarcimenti da 60-70 mila euro. Sottolineo come ci sia stato un cambio d’orientamento negli ultimi tempi: prima ci si basava principalmente su un possibile errore del cliente, ora invece nell’esame dei ricorsi il collegio tiene in mente la cura e l’innovazione delle truffe che possono trarre in inganno le persone e dunque anche l’intermediario finanziario deve fornire la strumentazione adeguata per prevenire ciò o rischia di dover pagare pegno nel contenzioso stragiudiziale”

I dati in Sicilia sui ricorsi all’ABF

“Particolarmente significativo il ruolo del collegio di Palermo, competente come detto per la Sicilia, che nel 2025 ha ricevuto 1.494 ricorsi e ne ha decisi 1.496, con una capacità di smaltimento pressoché equivalente alle nuove controversie presentate nel corso dell’anno – conclude Urzì – Ancora più interessante il dato relativo agli esiti: il collegio palermitano ha accolto il 44,6% dei ricorsi, mentre il 14,8% si è concluso con la cessazione della materia del contendere. I ricorsi respinti si fermano al 40,6%. Tradotto in termini sostanziali, quasi sei controversie su dieci (59,4%) si sono concluse con un risultato favorevole ai clienti, una percentuale superiore al dato medio registrato a livello nazionale. I numeri confermano come il tema della trasparenza bancaria e della tutela dei consumatori continui a essere centrale anche in Sicilia, dove famiglie, pensionati, lavoratori e piccole imprese ricorrono sempre più frequentemente agli strumenti di garanzia messi a disposizione dall’ordinamento per far valere i propri diritti nei confronti degli intermediari finanziari. Ritengo che questi numeri debbano essere letti anche come uno stimolo per il sistema bancario. Infatti, in una fase caratterizzata dalla digitalizzazione e dalla progressiva riduzione della presenza fisica degli sportelli sul territorio, diventa sempre più importante investire sulla qualità della consulenza, sulla trasparenza e sulla relazione con la clientela. La tecnologia non può sostituire il valore del rapporto umano, soprattutto quando i cittadini hanno bisogno di assistenza, orientamento e tutela ”.

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Fonte: QdS.it