Consorzi e territori raccontano la vendemmia come esperienza turistica

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Consorzi e territori raccontano la vendemmia come esperienza turistica

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mercoledì 23 settembre 2026 - 15:32
Consorzi e territori raccontano la vendemmia come esperienza turistica

Redazione 23 Settembre 2026, 17:32 Milano, 23 set. (askanews) – La vendemmia sta cambiando anche...

23 Settembre 2026, 17:32

Milano, 23 set. (askanews) – La vendemmia sta cambiando anche fuori dai vigneti. Il momento più intenso dell’anno vitivinicolo è diventato una delle occasioni più ricercate per entrare in contatto con il vino prima che arrivi nel bicchiere. Visite durante la raccolta, incontri con i produttori e giornate trascorse tra filari e cantina accompagnano sempre più spesso la stagione estivo-autunnale, mentre nei diversi territori italiani il raccolto 2026 restituisce situazioni tra loro differenti.

Il punto non è trasformare la raccolta in una rappresentazione per il pubblico. A renderla interessante è precisamente il contrario: chi arriva in azienda in queste settimane incontra un’attività in pieno svolgimento, condizionata dalle maturazioni, dal tempo, dalle rese e dalle decisioni che devono essere prese giorno dopo giorno. La vendemmia può così diventare anche una forma di conoscenza del vino, purché conservi il rapporto con ciò che realmente accade in vigna e in cantina.

In Umbria questa apertura al pubblico viene letta anche come parte di un più ampio allungamento della stagione turistica verso l’autunno. A descrivere il fenomeno è Giovanni Dubini, presidente del Movimento turismo del vino Umbria. “La vendemmia è diventata un’esperienza enoturistica sempre più ricercata” ha dichiarato Dubini, spiegando che “cresce infatti la partecipazione di chi sceglie di visitare le cantine proprio durante la raccolta, per vedere da vicino il lavoro che c’è dietro il vino e vivere un’esperienza a contatto con le aziende”.

Per le aziende significa poter accogliere visitatori in un periodo che fino a qualche anno fa aveva un peso minore nei flussi turistici, mostrando però un volto molto diverso da quello di una normale visita enologica. In Umbria il racconto della vendemmia si intreccia con quello dell’accoglienza proprio mentre le aziende fanno i conti con una stagione che ha modificato tempi e rese. A descrivere il quadro produttivo è Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top. “Qui la vendemmia è iniziata con circa due settimane di anticipo” ha affermato, precisando che “la stagione è stata caratterizzata da siccità e da un periodo di caldo prolungato, che hanno portato a una riduzione della produzione e ad acini più piccoli e quindi a una minore resa delle uve”.

L’apertura delle aziende durante la raccolta offre dunque la possibilità di avvicinare il pubblico anche alla dimensione meno visibile del vino. Una bottiglia non nasce soltanto dal paesaggio che circonda il vigneto: dipende dalla qualità e quantità di uva disponibile, dalle condizioni in cui arriva in cantina e da eventi meteorologici che possono modificare una stagione in poche ore. È quanto accaduto nell’Alto Piemonte, dove la campagna 2026 presenta un quadro molto diverso tra le zone colpite dagli eventi atmosferici e quelle che hanno proseguito la maturazione in condizioni più regolari. Andrea Fontana, presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, distingue rimarca che “per quanto riguarda l’area novarese, l’annata è stata purtroppo segnata dalla violenta grandinata del 7 agosto, che ha colpito una vasta parte del territorio, mentre nelle altre aree invece le prospettive sono decisamente positive”. La grandinata ha interessato soprattutto Sizzano (Novara), Fara Novarese (Novara) e parte di Ghemme (Novara), con conseguenze rilevanti sulle quantità, mentre settembre ha favorito nelle altre zone un’evoluzione più regolare della maturazione grazie alle escursioni termiche tra giorno e notte. Poco più a sud, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato traccia un quadro differente. Il presidente Filippo Mobrici parla di una vendemmia positiva sia sul piano qualitativo sia nelle quantità e di una produzione che, dalle prime indicazioni, appare equilibrata nonostante una stagione caratterizzata da condizioni meteorologiche variabili.

In Lombardia il Consorzio Valtènesi segnala per la zona bresciana affacciata sul lago e la Riviera del Garda Classico una raccolta iniziata con qualche giorno di anticipo, ma con uve giudicate sane e mature, mentre le quantità risultano leggermente inferiori alle attese iniziali per effetto delle alte temperature e di alcuni eventi meteorologici. Il presidente Paolo Pasini invita però ad attendere prima di assegnare all’annata un giudizio definitivo.

Nell’Oltrepò Pavese la raccolta si trova invece in una fase più avanzata e il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha già una prima lettura delle uve entrate in cantina. Il direttore Riccardo Binda distingue i risultati delle basi spumante dalle conseguenze ancora da misurare degli eventi atmosferici che hanno interessato parte del territorio. “La vendemmia sta andando molto bene: la raccolta delle uve destinate alle basi spumante è terminata e la qualità si è rivelata molto alta” ha affermato Binda, precisando che “alcuni problemi si sono registrati nella parte orientale del territorio a causa delle recenti grandinate, ma è ancora presto per quantificarne l’impatto”.

A Castelvetro di Modena (Modena) il Consorzio Castelvetro Vita porta l’attenzione su ciò che accade dopo la raccolta. L’annata è stata molto anticipata per effetto delle elevate temperature estive, ma alcune varietà devono ancora essere vendemmiate e il Lambrusco Grasparossa sarà tra le ultime uve a entrare in cantina. Alberto Pozzuoli definisce quella di quest’anno “una delle più complicate degli ultimi anni” e indica acidità basse e pH elevati tra gli elementi che richiederanno particolare attenzione. È un passaggio interessante anche dal punto di vista dell’ospitalità: mostrare la vendemmia significa poter spiegare che la raccolta del grappolo non coincide con la fine del lavoro e che una parte decisiva dell’annata si gioca successivamente tra mosti e fermentazioni.

La distanza tra immagine e realtà produttiva diventa ancora più evidente in Sicilia, dove la vendemmia attraversa paesaggi e condizioni molto differenti. Il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia interpreta la raccolta come un percorso che attraversa l’intera isola e che, per la sua durata, mette in relazione territori molto lontani tra loro. A descriverlo è il presidente Alessio Planeta: “Iniziata ad Occidente, la vendemmia ha progressivamente preso forma e colore: sta attraversando tutta l’isola e si concluderà, dopo circa 90 giorni, nelle vigne più alte della Sicilia nord-orientale”. L’ente consortile esprime per ora valutazioni positive sulla qualità ma mantiene prudenza sui volumi, per i quali le prime indicazioni fanno prevedere una contrazione con differenze tra le varie aree. Nel Vittoriese, nella parte Sud-Orientale dell’isola, il quadro produttivo è stato condizionato dalla successione tra una primavera piovosa e un’estate molto calda. L’Enoteca Regionale della Sicilia sede del Sud-Est collega questa dinamica alla risposta delle vigne e alle caratteristiche delle uve arrivate alla raccolta. “L’andamento climatico ha comportato un anticipo della maturazione delle uve e imposto un’oculata gestione della parete vegetativa della vite” ha dichiarato il presidente Silvio Balloni, precisando che le prime valutazioni indicano un’elevata concentrazione aromatica e fenolica dei grappoli, buone condizioni sanitarie e un livello di acidità naturale conservato dalle piante. Le piogge primaverili hanno consentito ai terreni di accumulare riserve idriche utili durante un’estate nella quale le temperature hanno superato anche i 40 gradi, mentre le rese risultano leggermente inferiori.

La stagione 2026 mette così a disposizione dell’enoturismo un contenuto che va oltre la degustazione. Il Movimento turismo del vino, attraverso “Cantine Aperte in Vendemmia”, dedica ormai alla raccolta un periodo che nel 2026 si estende dalla fine di agosto alla seconda metà di ottobre, coinvolgendo aziende e territori durante il loro momento produttivo più intenso.

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Fonte: QdS.it