Città, più alberi meno cemento

Carlo Alberto Tregua

Città, più alberi meno cemento

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Carlo Alberto Tregua |
sabato 12 settembre 2026 - 6:36
Città, più alberi meno cemento

Carlo Alberto Tregua 12 Settembre 2026, 08:36 I circa ottomila sindaci delle città italiane stanno...

12 Settembre 2026, 08:36

I circa ottomila sindaci delle città italiane stanno subendo le conseguenze di un clima che sembra impazzito, ma che, in effetti, è conseguenza delle dissennate decisioni di gran parte dell’umanità. La temperatura del mare supera i trenta gradi dove non dovrebbe, le città europee e italiane sfiorano i quarantacinque gradi, la rarefazione della piovosità aumenta, con il sorgere in contemporanea di forti nubifragi e grandinate in periodi dell’anno improbabili. Tutto questo è soprattutto frutto di un uso indiscriminato ed eccessivo di combustibili fossili, tremendamente inquinanti, come carbone, petrolio e gas. Sorge la domanda: come mai nel mondo in quest’ultimo secolo non si è sviluppata l’industria delle rinnovabili, in modo tale da convertire in qualche decennio il fabbisogno di energia fossile in energia “verde”? La risposta è semplice e ve la diamo di seguito, attraverso un altro interrogativo. Chi lucra sulle attività provenienti dalle energie fossili? Ovviamente quelle imprese pubbliche e private che le utilizzano. Esse costituiscono una corporazione mondiale che lotta con tutti i mezzi sia contro coloro che vorrebbero installare impianti di produzione di rinnovabili di vario tipo (solare, eolico, idrico, eccetera) sia contro quelle imprese che vorrebbero insediare impianti industriali per la produzione di energia nucleare, possibilmente di ultima generazione (fusione).

Ovviamente la lotta dei petrolieri non è fatta con mezzi leciti, bensì con tutte quelle forme di pressione sui Governi per evitare che questi rilascino autorizzazioni per gli impianti di energia rinnovabile. Dunque, si torna al solito ritornello: le corporazioni comandano a danno delle cittadine e dei cittadini di tutto il mondo e delle future generazioni. In questo quadro, la funzione dei sindaci è fondamentale. Essi infatti dovrebbero avere dei piani per la durata del loro mandato (cinque anni) tendente ad aumentare fortemente la piantumazione di alberi di ogni tipo nelle loro città e, contestualmente, eliminare asfalto e cemento, trasformando piazze e piazzette in verde pubblico, conseguente al dissodamento dei terreni.

Più alberi e meno cemento nelle città

Insomma, più verde, meno asfalto e cemento: questo dovrebbe essere il ritornello dei sindaci per tutti i loro cinque anni di mandato (salvo rinnovo dell’incarico).
Essi potrebbero prendere esempio dalla città colombiana Medellin, ove sono state collocate moltissime piante lungo le aree cementate, il che ha permesso un abbassamento della temperatura urbana di circa due gradi in soli tre anni.
Purtroppo dobbiamo rilevare che nelle città italiane (e non solo) questa tendenza (più verde, meno asfalto e cemento) non è seguita, con la conseguenza che esse sono asfissiate da inquinamento, calore e anidride carbonica, che il verde assorbirebbe, migliorando la qualità della vita di chi in queste zone abita.
Perché la maggior parte dei sindaci non ha come attività principale quella appena illustrata? Forse perché non rende immediatamente in termini di consenso, forse perché sono distratti da altre attività o forse perché non sono sensibili all’ambiente, che invece dovrebbe essere posto sotto la loro attenzione, al primo punto di ogni programma.

Scusate se battiamo e ribattiamo su questo tasto, peraltro messo al primo posto sia dall’Anci nazionale (presieduta dall’ottimo sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi) che dall’Anci regionale (guidata dall’altrettanto ottimo sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta).
Le due associazioni, quella nazionale e quella regionale, spingono i sindaci in questa direzione, ma non sempre trovano orecchie sensibili. Per cui, sarebbe indispensabile che cittadine e cittadini inviassero ai Municipi Pec a migliaia per evidenziare questa necessità e cioé, ripetiamo, piantumare infinita quantità di alberi e divellere chilometri di asfalto e cemento dalle strade e dalle piazze.
I sindaci, inoltre, dovrebbero seguire la strada di recuperare gli immobili dismessi o costruiti con cattivi materiali e mettere a bando la loro ricostruzione con criteri ambientali che privilegino il verde, facendo crescere in altezza gli stessi immobili e diminuendone la superficie di base.
Quelle che precedono sono elementari indicazioni. Vedremo se saranno recepite, in tutto o in parte.

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  • Editoriale

Fonte: QdS.it