Carmelo Pace, capogruppo della DC all'ArsCarmelo Pace, capogruppo della DC all'Ars Mauro Seminara 1 Settembre...
PALERMO – Accordi di massima, dichiarazioni di intenti, annunci di rimodulazioni necessarie alla ricostituzione di una coalizione di centrodestra al netto delle divergenze che ne hanno caratterizzato abbondantemente la seconda parte della legislatura regionale siciliana. Questo bolle in pentola nei giorni che intercorrono tra la pausa estiva del Parlamento siciliano e la ripresa dei lavori che, all’Ars, entrerà ormai nel vivo soltanto quando le Commissioni permanenti interessate inizieranno l’esame del ddl variazioni di bilancio. La Democrazia cristiana ha già manifestato la disponibilità a proseguire nel percorso di lealtà al presidente Renato Schifani anche per la sua ricandidatura, ma nel frattempo preme sull’acceleratore per consolidare il partito che dovrà affrontare alleanze ed elezioni nel dopo Cuffaro.
L’ex governatore agli arresti domiciliari è stato il motore del nuovo partito democristiano e anche primario sostenitore della candidatura di Renato Schifani nel 2022 insieme all’Mpa di Raffaele Lombardo. Questo quantomeno secondo gli attestati di stima in tempo di pace. Con l’acuirsi di una crepa tra gli autonomisti di Lombardo e Renato Schifani, sempre più evidente anche all’esterno con le marcate divergenze sull’attività legislativa, la sponsorizzazione del candidato perde di valore e il malcontento nei confronti del governatore ha, nei giorni scorsi, indotto i Giovani Autonomisti a rivendicare che “il presidente della Regione deve essere scelto dai siciliani, non dalle segreterie romane”.
Dc e Mpa, cresce la distanza nel centrodestra siciliano
Alla conta degli amici dei giorni scorsi, con le dichiarazioni di intenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Dc per la ricandidatura di Schifani mancavano gli autonomisti che, in merito, non hanno espresso alcuna pubblica dichiarazione. Fino in dirittura d’arrivo invece, e anche oltre, la manifestazione di sostegno dei democristiani siciliani. Con una nota, il partito ha fatto sapere che “la maggioranza assoluta del Consiglio nazionale della Democrazia cristiana, compresi tutti i deputati regionali della Sicilia e i segretari provinciali, ha sottoscritto e inviato una nota al presidente del Consiglio nazionale, onorevole Grassi, chiedendo la convocazione urgente del Consiglio nazionale”. La richiesta è chiaramente di chiudere la fase di transizione post Cuffaro e nominare un nuovo segretario che possa riunire i democristiani – smarriti o tentati da altri partiti per migrare sotto altri simboli – in vista delle elezioni e interloquire con gli alleati a pieno titolo. “La maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio nazionale ritiene infatti non più rinviabile l’avvio di un statutario legittimo percorso politico e organizzativo – si legge nella nota – capace di rilanciare l’azione del partito, rafforzandone l’unità e la partecipazione e restituendo piena operatività agli organismi nazionali”.
Secondo il capogruppo all’Ars Carmelo Pace, la richiesta accelerazione “è solo un chiarimento interno”, ma dopo qualche domanda il “chiarimento” assume altri contorni. Giampiero Samorì, segretario nazionale, e il commissario regionale Salvo Giuffrida, secondo Carmelo Pace sarebbero il risultato di un “golpe” subito dai democristiani siciliani a seguito dei problemi che il partito ha accusato in Sicilia con le vicende giudiziarie che lo avevano travolto. Le schede elettorali però si contano in Sicilia, e il commissariamento, per la deputazione regionale e per le cariche provinciali, sarebbe durato fin troppo a lungo. Quella di Carmelo Pace raccolta dalla nostra testata parrebbe quindi la controreplica a quanto affermato dal commissario regionale Salvo Giuffida sabato, che condividendo “le considerazioni espresse dall’onorevole Carmelo Pace in merito al lavoro svolto in questi anni dal Governo regionale e dalla maggioranza di centrodestra” aveva però puntualizzato quanto segue: “Il giudizio positivo sul percorso amministrativo e politico compiuto non può tuttavia essere confuso con l’assunzione anticipata di decisioni che, per la loro rilevanza, competono agli organismi politici del partito”.
La Dc cerca un nuovo equilibrio in vista delle regionali
Nel partito non mancherebbero i papabili per la guida della segreteria regionale. Da poco eletto sindaco a Ribera e attualmente ancora capogruppo all’Ars, Pace si dice non disponibile a candidarsi definendosi in modo assai modesto. Ma non nega una nota di apprezzamento per le capacità che in quel ruolo potrebbe avere la collega assessore regionale Nuccia Albano. In ogni caso, secondo Pace, “è inutile fare nomi” che pare non mancherebbero e intanto “bisogna rimettere le cose al proprio posto”. C’è poi il nodo dell’equilibrio all’interno della coalizione. Se la Dc risolve problemi e alleanze fino a recuperare il consenso che aveva raggiunto alle scorse elezioni e poi ancor più dopo un paio di anni di governo, non sarebbe comunque disposta a sedersi a un tavolo con Raffaele Lombardo e l’Mpa. “Gli autonomisti sono stati, sono e saranno i soliti opportunisti della politica”, attacca senza mezzi termini Carmelo Pace sostenendo che “utilizzano la politica dei due forni”. A condividere la linea anti-Schifani degli autonomisti è il movimento politico di Cateno De Luca, Sud chiama Nord oppure Governo di Liberazione che sia, disponibile a far parte della coalizione di centrodestra a patto che il candidato non sia Renato Schifani. Ma tra Cateno De Luca e Raffaele Lombardo appare evidente una comunione di intenti ma non una alleanza.
Cateno De Luca preferito a Raffaele Lombardo
“Non so cosa abbiano in comune – dice il capogruppo Ars della Dc Carmelo Pace in merito a Lombardo e De Luca – ma fra i due preferiamo cento volte di più Cateno De Luca”. A margine dell’endorsement di centro sulla possibilità di trovare un’intesa con il sindaco di Taormina che irriducibile “sindaco di Sicilia” continua la sua ricerca di affrancamento a Roma, Pace liquida il dialogo con Mpa come una ipotesi per la quale “non ci sono i margini né la voglia né le condizioni”. Margini che potrebbero quindi esistere con Cateno De Luca, che da una conferenza stampa convocata nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, a Messina, ha affermato che Sud chiama Nord è determinante in Sicilia e a livello nazionale.
Il fronte progressista prepara le prossime regionali
Altro tavolo che intensifica il confronto in vista delle regionali è quello del fronte progressista che sabato e domenica vedrà ad Agrigento “gli Stati generali dei civici Controcorrente”. Il presidente di Progetto civico Italia, nonché fondatore e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, ha annunciato gli interventi del presidente dei 5 stelle Giuseppe Conte, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dei leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e del segretario nazionale di Progetto civico Italia Alessandro Onorato.
