Catania, il Cga mette un punto sul caso Vecchia Dogana: niente proroga per la concessione

Simone Olivelli

Catania, il Cga mette un punto sul caso Vecchia Dogana: niente proroga per la concessione

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Simone Olivelli |
sabato 12 settembre 2026 - 4:47
Catania, il Cga mette un punto sul caso Vecchia Dogana: niente proroga per la concessione

Porto di CataniaPorto di Catania Simone Olivelli 12 Settembre 2026, 06:47 CATANIA – Non ci...

12 Settembre 2026, 06:47

CATANIA – Non ci fu nessuna forzatura nel rifiuto opposto, nel 2024, dall’Autorità portuale di Catania alla richiesta di destagionalizzare l’accoglienza dei croceristi, con la possibilità di esercitare l’attività di somministrazione, presentata dalle società 74 srl e Filenz srl. A stabilirlo in via definitiva è stato nei giorni scorsi il Consiglio di giustizia amministrativa, con una sentenza che segue un altro pronunciamento di giugno quando i giudici di secondo grado respinsero una richiesta di risarcimento presentata dai titolari della 74 srl per un presunto danno derivante dall’impossibilità di esercitare l’attività nei primi mesi del 2024. La diatriba tra l’Autorità portuale e le due imprese – la prima per anni titolare di una concessione demaniale marittima e la seconda intervenuta nel 2023 nel ruolo di gestore di una pedana di 550 metri quadrati all’esterno dell’edificio Vecchia Dogana – è stata particolarmente accesa. Da una parte i privati che, riscontrato nel 2023 il successo dell’attività di info point, con la pedana di fatto divenuta punto di ritrovo non solo per i crocieristi ma anche per tanti giovani che decidevano di trascorrere le serate all’interno del porto, speravano di poter estendere gli affari anche nel periodo invernale tramite l’ottenimento della destagionalizzazione; dall’altra l’Autorità portuale che invece riteneva quell’esperienza da chiudere per il semplice fatto che la stessa concessione demaniale, detenuta dal 2016 dalla 74 srl, era da intendersi ormai scaduta il 31 dicembre 2023. Un termine che aveva già usufruito di proroghe e che non era ulteriormente procrastinabile.

Vecchia Dogana Catania, il no alla destagionalizzazione

All’epoca l’Autorità portuale aveva suggerito alle imprese di proseguire l’attività di info point all’interno del locale ex Vecchia Dogana. La proposta non era stata accolta in quanto – viene ricostruito nella sentenza del Cga, ripercorrendo le posizioni dei privati – “da un lato, la concessionaria (la 74 srl, nda) non avrebbe alcuna disponibilità di tale struttura, mentre la Filenz, pur essendo titolare di un contratto di locazione per l’utilizzo di alcuni locali ivi ubicati, ha fatto presente che questi ultimi sono già destinati ad altri scopi (discoteca, ristorante e birreria, caffetteria, oltre servizi igienici, aula studio e deposito)”. Per il Cga, l’aspettativa dei privati di ottenere l’ok alla destagionalizzazione sarebbe stata immotivata per diversi motivi.

Innanzitutto, la gestione della pedana che ospitava i banconi bar non avrebbe avuto nulla a che vedere con il contesto d’interesse in tema di destagionalizzazione. L’assunto poggia dall’esame di due diverse norme regionali. “Rileva il Collegio che entrambe le norme richiamate a sostegno della istanza, come condivisibilmente argomentato dall’amministrazione (l’Autorità portuale, nda) con il contestato provvedimento di diniego, non possono trovare applicazione alla fattispecie controversa”, hanno scritto i giudici, sottolineando il “chiaro tenore letterale” della normativa che fa riferimento a un perimetro applicativo “limitato alle strutture balneari e alle attività complementari alla balneazione”. Dunque, specifica il Cga, “a strutture e attività che esulano dall’oggetto della concessione” della 74 srl.

Catania, concessione della 74 srl scaduta nel 2023

A monte di tutto, comunque, resta il fatto che già dall’1 gennaio 2024 la 74 srl non avrebbe avuto alcun titolo per chiedere la destagionalizzazione, in quanto la concessione ottenuta dalla Regione era ormai cessata.

“Va aggiunto che la concessione n. 5/2017 è scaduta alla data del 31 dicembre 2023, tenuto anche conto che l’istanza di rinnovo del 30 agosto 2023 è stata respinta con decreto del presidente dell’Autorità portuale del 21 luglio 2024, la cui legittimità è stata da ultimo confermata dalla sentenza Cga del 4 giugno 2026”, scrivono i giudici. La sentenza di giugno è quella che ha escluso per i privati qualsiasi diritto a un risarcimento del danno.

Vecchia Dogana e direttiva Bolkestein, il nodo delle concessioni

Sullo sfondo della vicenda c’è la tanto discussa, quanto a oggi per larghi tratti ancora da applicare, direttiva Bolkestein sui servizi nel mercato comune europeo. Un tema che tocca da vicino le concessioni marittime. Nella sentenza del Cga si fa menzione infatti ai principi cristallizzati all’interno di due pronunciamenti dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato risalenti al mese di novembre del 2021. In quell’occasione i giudici specificarono che le concessioni in essere avevano una validità fino al 31 dicembre 2023. Dopo quella data non sarebbe stato percorrere la strada delle proroghe automatiche, ma si sarebbe dovuto procedere a indire le gare a evidenza pubblica.

Concessioni marittime, verso le gare a evidenza pubblica

Nel caso della concessione che era stata in mano alla 74 srl, nella sentenza del Cga si specifica che a fine 2023 l’Autorità portuale si era attivata per indire la gara. Il fatto che la stessa non si fosse conclusa entro la fine dell’anno non avrebbe comunque inciso sulla decadenza dei titoli della ditta uscente.

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Fonte: QdS.it