Andrea Sempio, foto da Adnkronos Caso omicidio Garlasco, Chiara Poggi Andrea Sempio - Adnkronos La...
La chiavetta Usb diventa prova regina nella nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco. Una prova che inchioderebbe Andrea Sempio, unico indagato che è stato accusato formalmente di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
A darne notizia è il Corriere della Sera: la pendrive era nel cesto di vimini dietro alla tv della cucina, un supporto da 2 gigabyte che Chiara Poggi – e probabilmente non solo lei – usava per i suoi file personali. Particolari importanti per gli investigatori perché la consulenza dell’esperto Paolo Del Checco incaricato dai pm di Pavia ha indicato che su questa memoria vennero impressi alcuni filmati intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Gli stessi che vennero trovati sul pc della vittima.
Video intimi
Per chi indaga, dunque, si tratta di un dato “probante” per il riferimento alla pennetta fatto nel lungo soliloquio da Andrea Sempio, il 14 aprile 2025, quando parla (imitando anche la voce di una ragazza nelle risposte) sia delle chiamate fatte a Chiara, sia dei video intimi. Che, per i pm, conferma di aver visto. E dice, appunto, “dentro la penna”. Per gli investigatori nessuno fino a quel momento poteva sapere dell’esistenza di quei video sulla chiavetta, emersi solo dalla nuova consulenza.
Quando era stata analizzata infatti era risultata vuota perché erano stati cancellati. I legali di Sempio hanno detto che l’indagato stava solo “canzonando” quanto veniva detto in un podcast sul caso Garlasco che stava ascoltando in macchina. Per i carabinieri, però, la puntata in sottofondo riguardava l’inchiesta del 2017 e gli autori non hanno mai fatto riferimento alle telefonate né ai video.
Da qui la convinzione che si tratti di parole uscite di getto e forse sottovalutando o non ricordando la possibilità che ci fossero intercettazioni in corso.
Il pc, il fratello di Chiara
Ci si chiede come questi video finiscano sulla chiavetta. Chiara Poggi li avrebbe copiati ai primi di giugno, poi “passati” ad Alberto Stasi che, a sua volta, aveva caricato un video restituendo la pennetta usb alla fidanzata.
Quel filmato era rimasto salvato sulla chiavetta per un mese, prima che lei, a luglio, lo trasferisse sul suo pc cancellandolo al termine delle operazioni. Lo stesso filmato era nella cartella “Albert” protetta da una password.
Gli inquirenti sostengono che Sempio abbia visto quei video e che lo abbia fatto nelle sole occasioni in cui aveva accesso al pc: quando era a casa con Marco Poggi. Come il 20 luglio 2007 quando un video girato da Sempio con il cellulare (piccoli vandalismi a scuola) viene scaricato proprio sul pc di Chiara. Da qui l’insistenza con la quale, anche mercoledì, hanno chiesto conto al fratello della vittima.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram