Non è ancora estate, ma nelle Isole Egadi l’emergenza collegamenti è già realtà. Con l’arrivo dei primi flussi turistici di maggio, gli aliscafi risultano sistematicamente pieni, rendendo sempre più difficile se non impossibile per i residenti spostarsi tra le isole e la terraferma. Una situazione che ha spinto il gruppo consiliare “Egadi Meravigliose” a intervenire con una diffida formale indirizzata all’Assessorato regionale alle Infrastrutture, guidato da Alessandro Aricò.
Il documento dei consiglieri egadini
Nel documento, inviato per conoscenza anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Regione Renato Schifani, i consiglieri comunali di Favignana parlano apertamente di una compressione dei diritti fondamentali: dalla libertà di circolazione all’accesso a lavoro, studio e cure sanitarie. Il problema si manifesta ogni giorno, soprattutto nelle ore più delicate: al mattino, quando si parte verso Trapani o Marsala, e nel pomeriggio, quando si tenta di rientrare nelle isole. I posti finiscono rapidamente, lasciando a terra studenti, lavoratori e cittadini con necessità urgenti. Emblematico quanto accaduto il 1° maggio, quando persino figure istituzionali del Comune non sono riuscite a raggiungere Favignana per partecipare a una seduta ufficiale.
Le criticità e una nuova programmazione
Alla base della criticità, secondo i firmatari, c’è una programmazione che non tiene conto dell’anticipo della stagione turistica. L’orario estivo dei collegamenti marittimi entrerà infatti in vigore solo a giugno, lasciando scoperto un intero mese in cui la domanda cresce sensibilmente. In questo contesto, denunciano i consiglieri, il servizio pubblico – pur finanziato con risorse statali e regionali – finisce per rispondere più alle esigenze dei visitatori che a quelle dei residenti. Le richieste avanzate alla Regione sono chiare e immediate: introdurre una quota minima di posti riservati ai residenti su ogni corsa, anticipare almeno in parte l’orario estivo oppure aggiungere corse nei fine settimana, e garantire controlli efficaci sull’applicazione di queste misure da parte della compagnia di navigazione. Una particolare attenzione viene chiesta per Marettimo, dove la distanza dalla costa rende il problema ancora più grave.
Una vicenda annosa
La situazione, però, non nasce oggi. I consiglieri ricordano come già dal 2022 il sistema dei collegamenti abbia subito un ridimensionamento, con la riduzione dei mezzi disponibili a seguito di tagli alle risorse. Da allora, disagi e proteste si sono moltiplicati, senza che si arrivasse a una soluzione definitiva. Ora il tempo stringe. Se non arriveranno risposte rapide, il gruppo consiliare è pronto ad attivare ulteriori iniziative istituzionali, coinvolgendo la Prefettura e valutando azioni anche sul piano giuridico e contabile. Sul tavolo resta una questione di fondo: per chi vive nelle isole, la continuità territoriale non è un servizio accessorio, ma una condizione essenziale di vita quotidiana. E quando viene meno, l’insularità rischia di trasformarsi in isolamento.
L’intervento dell’on. Carmina
“Dopo mesi di segnalazioni, denunce e disagi documentati, nulla si è mosso. Siamo di fronte a una situazione ormai evidente e sotto gli occhi di tutti: corse esaurite con giorni di anticipo, residenti lasciati a terra, studenti e lavoratori impossibilitati a spostarsi, cittadini che non riescono nemmeno a rientrare a casa o a raggiungere cure mediche. È il fallimento di un sistema che vede, da un lato, l’inefficienza della Regione Siciliana nell’esercizio delle proprie funzioni di programmazione e controllo, e dall’altro l’inerzia del Governo nazionale, che continua a non intervenire nonostante la compromissione evidente dei diritti fondamentali delle comunità isolane”. Lo afferma con una nota la deputata M5s, Ida Carmina.
“Non è accettabile che, con l’arrivo dei primi flussi turistici, i residenti vengano sistematicamente esclusi dai collegamenti. La continuità territoriale non può essere sacrificata alle logiche del mercato o della massimizzazione dei profitti. Qui non parliamo di disagi occasionali, ma di una compressione strutturale dei diritti alla mobilità, al lavoro, allo studio e alla salute – continua la deputata nazionale pentastellata -. Le testimonianze che arrivano dalle isole sono inequivocabili: famiglie bloccate, pendolari senza alternative, cittadini costretti a rinunciare a spostamenti essenziali. È una condizione indegna per un Paese civile, che colpisce proprio le comunità più fragili e territorialmente svantaggiate. Per questo ho deciso di depositare un’interrogazione parlamentare per portare le richieste dei residenti davanti alle istituzioni nazionali: il ripristino di quote riservate ai residenti, il potenziamento urgente delle corse, l’anticipazione dell’assetto estivo e una verifica rigorosa sul rispetto degli obblighi di servizio pubblico da parte del concessionario. Se le istituzioni continueranno a rimanere ferme, sarà chiaro che si è scelto deliberatamente di ignorare i diritti degli isolani. Noi non intendiamo accettarlo e continueremo a portare questa battaglia in tutte le sedi possibili”.