Caro estinto, attesa per gli interrogatori: l’Asp si cautela contro i due medici indagati

Elian Lo Pipero

Caro estinto, attesa per gli interrogatori: l’Asp si cautela contro i due medici indagati

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Elian Lo Pipero |
venerdì 04 settembre 2026 - 4:04
Caro estinto, attesa per gli interrogatori: l’Asp si cautela contro i due medici indagati

Tribunale di Palermo - foto di Imagoeconomica Elian Lo Pipero 4 Settembre 2026, 06:04 Ci...

4 Settembre 2026, 06:04

Ci sono anche dei medici nel terzo filone dell’inchiesta “caro estinto” a Palermo. Si tratta di G. Passalacqua 67enne e B. Fogazza di 69 anni: dalle indagini coordinate dalla Procura di Palermo i due avrebbero intascato migliaia di euro per certificazioni necroscopiche false senza aver mai eseguito la visita obbligatoria che attestasse il reale decesso della vittima.

I costi di una certificazione necroscopica

Una certificazione necroscopica falsa variava da 15 a 170 euro come testimoniato dal verbale della Squadra Mobile di Palermo ed i due medici avrebbero intascato solo in un mese circa 1500 euro a testa.

Rilascio delle salme anticipate

Le prime inchieste sono partite dalle camere mortuarie del Policlinico e dell’ospedale Cervello che venivano gestite dagli infermieri che ricevevano “regalini” dalle agenzie funebri per accelerare le pratiche burocratiche, l’esecuzione di elettrocardiogrammi o per favorire l’uscita e il rilascio dei defunti prima delle 24 ore previste dalla legge. I poliziotti trovarono anche fogli e pizzini nascosti nei cassetti. I quattro infermieri indagati perché gestori della camera mortuaria delle cliniche universitarie, S. Lo Bianco, M. Gargano, S. Di Donna e G. Anselmo, sono stati sospesi in via cautelativa dall’azienda

Il rilascio delle salme passava anche dai certificati necroscopici: per legge la visita andrebbe eseguita 15 ore dopo il decesso. Tempi che, secondo la Procura, le agenzie funebri volevano accorciare, saltando di netto l’iter burocratico. In cambio di compenso tutte le pratiche burocratiche del caso subivano un’accelerata improvvisa.

Gli indagati

Per 29 persone sono scattate a vario titolo le richieste di arresto e di obbligo di firma per corruzione: B. Fogazza, 69 anni, G. Passalacqua, 67 anni (i due medici legali dell’Asp), S. Ales, 57 anni, M. Algozzino, 45 anni, G. Arrigo, 44 anni, G. Calafiore, 63 anni, S. Calafiore, 65 anni, F. Castagna, 46 anni, F. Chifari, 49 anni, F. Ciulla, 60 anni, I. Cuzic, 61 anni, F. Ambrogio, 61 anni, M. Di Sangro, 28 anni, S. Mannino, 36 anni, E. Marrella, 61 anni, M. Mondello, 55 anni, S. Paternostro, 40 anni, V. Paternostro, 50 anni, A. Pumo, 30 anni, I. Randazzo, 42 anni, A. Rizzuto, 46 anni, L. Scimò, 59 anni, F. Trapani, 34 anni, F. Vassallo, 68 anni, F. Velletri, 79 anni, S. Vicari, 34 anni, V. Vinciguerra, 58 anni, F. Vitale, 54 anni.

La salma del giovane Bacchi nell’inchiesta

Nelle carte dell’inchiesta sul business delle salme era finito anche la gestione del rilascio della salma di Francesco Bacchi, il giovane ucciso nel gennaio 2024 durante una rissa fuori da una discoteca a Balestrate. Secondo i magistrati, anche in questo caso si sarebbe attivato il consueto meccanismo di mazzette per accelerare i tempi della burocrazia o delle procedure autoptiche.

Gli interrogatori preventivi, l’Asp prende provvedimenti contro i due mesi

C’è attesa per gli interrogatori preventivi degli indagati. Alcuni si sono svolti ieri, 3 settembre, altri oggi. Nel frattempo l’Asp di Palermo ha preso delle cautele contro i due medici Passalacqua e Fogazza. Come fa sapere a QdS, l’azienda ospedaliera palermitana il dottore 69enne è in pensione: “Il dirigente ancora in servizio è stato messo in ferie di ufficio, mentre l’altro era stato già collocato in quiescenza. Sono stati richiesti gli atti alla Procura della Repubblica per il deferimento all’ufficio procedimenti disciplinari dell’Asp e l’eventuale sospensione dal servizio”.

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Fonte: QdS.it