Diga a secco Mauro Seminara 4 Settembre 2026, 06:43 Secondo Francesco Vincenzi, presidente Anbi, l’Associazione...
Secondo Francesco Vincenzi, presidente Anbi, l’Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, “è sempre più urgente la necessità di realizzare nuove infrastrutture idrauliche ed efficentare quelle esistenti”. L’allarme nasce dai dati, che la stessa associazione raccoglie e condivide dalle fonti certificate, riguardo le riserve idriche imbrifere dopo un inverno finalmente più ricco di precipitazioni ma all’esito di una estate che ha segnato l’ennesimo record storico consecutivo. Stando ai dati di Copernicus elaborati da Anbi, a livello globale, lo scorso mese di agosto è stato il più caldo di sempre con un’anomalia positiva media di +0,85 gradi centigradi rispetto alla media 1991-2020. Inoltre, è dalla terza decade di giugno che le temperature medie degli oceani sono le più alte mai registrate, raggiungendo il record assoluto, lunedì 24 agosto, con 21,11 gradi. Il picco massimo precedente è stato rilevato di 21,09 gradi tra febbraio e marzo del 2024.
Caldo record e temperature del Mediterraneo
Il Mar Mediterraneo, in un’ampia zona fra Tirreno centro-meridionale e costa meridionale della Sicilia fino al Nord Africa, registra ancora temperature superiori ai 32 gradi e durante il mese appena trascorso. Su gran parte delle coste occidentali dell’Italia e della Francia Meridionale, le anomalie medie mensili di temperatura delle acque erano fino a 4 gradi superiori alla norma con picchi fino ad oltre 6 gradi in più. “I dati – afferma Vincenzi – dimostrano ancora una volta la necessità di adattare il territorio, migliorando l’efficienza delle infrastrutture idrauliche e realizzandone di nuove per trasformare l’estremizzazione degli eventi meteo da rischio a risorsa”. In Sicilia, ad agosto, i bacini contenevano oltre 500 milioni di metri cubi d’acqua. Il 63% in più rispetto ad un anno fa, quando la Sicilia arrivava al razionamento a seguito di due stagioni di grande siccità.
Sicilia, acqua in aumento ma l’emergenza non è finita
Per risalire ad annate migliori di questa, in Sicilia bisogna tornare indietro di ben 7 anni. Ma a fronte della buona piovosità è poi giunta una estate torrida ed il ciclo di caldo e precipitazioni non è prevedibile né confortante. Sul piano dell’efficientamento la Sicilia ha visto gap infrastrutturali da colmare con estrema urgenza. Giusto a gennaio dello scorso anno il Ministero imponeva la messa fuori esercizio di una diga strategica per un’area agricola come quella del Belìce. Per un importo di oltre 1,17 milioni di euro, mercoledì l’Assessorato per l’Energia della Regione Sicilia ha dato il via libera alla progettazione del rifacimento dell’interconnessione acquedottistica tra le dighe Disueri e Cimia. Intervento condotto nell’ambito del potenziamento e dell’efficientamento della rete idrica siciliana con la copertura finanziaria dei fondi stanziati con la legge regionale n. 29/2025, che ha autorizzato la spesa complessiva di 6,28 milioni di euro per consentire la tempestiva progettazione degli interventi infrastrutturali sulle dighe.
Interconnessione Disueri-Cimia, il progetto per ridurre le perdite
Il via alla progettazione per l’interconnessione Disueri-Cimia, secondo l’assessore per l’Energia Francesco Colianni, “consentirà di eliminare le perdite che da anni interessano la condotta e di recuperare volumi d’acqua preziosi in un momento in cui il tema delle risorse idriche impone alla Regione il massimo impegno su tutte le infrastrutture strategiche”. Sulla dispersione di risorse idriche, per la Sicilia è una corsa contro il tempo e contro il clima e l’Isola non può permettersi di rallentare o perdersi in labirinti politici. Intanto, dall’Assessorato guidato da Colianni si annuncia operatività anche sull’avvio delle progettazioni per le interconnessioni Ancipa-Pozzillo e diga Villarosa-Olivo ormai in dirittura d’arrivo.
