Viticoltura siciliana, Safina: «La Regione intervenga subito»
Trapani – La viticoltura siciliana ha bisogno di aiuti immediati. È il messaggio lanciato dal deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina dopo l’incontro svolto ad Alcamo con una delegazione del comparto vitivinicolo trapanese.
Alla riunione hanno partecipato Matteo Paladino, presidente di CIA Sicilia Occidentale, agricoltori, il responsabile del Gruppo di interesse economico vitivinicolo dell’associazione Piero Di Leo e diversi presidenti delle cantine del territorio.
Al centro del confronto, la situazione di un settore alle prese con vino invenduto, giacenze elevate e una crescente carenza di liquidità.
Il rischio per la prossima stagione
Secondo quanto emerso dall’incontro, il problema non riguarda soltanto il presente.
Dopo la vendemmia, infatti, i vigneti devono essere lavorati e preparati per la stagione successiva.
Per farlo servono risorse, investimenti e disponibilità economiche.
Se il vino resta fermo nelle cantine e non viene venduto, spiegano gli operatori, vengono meno le risorse necessarie per sostenere i costi e garantire la continuità produttiva.
Il rischio è che molte aziende non riescano nemmeno a ripartire con la prossima stagione.
La viticoltura siciliana ha bisogno di aiuti immediati
La viticoltura siciliana ha bisogno di aiuti immediati, secondo Safina, perché la crisi rischia di compromettere non soltanto le imprese ma un intero pezzo dell’economia regionale.
Il deputato dem chiede che la Regione intervenga già con la prossima legge di stabilità.
Tra le richieste avanzate dal comparto c’è un pacchetto di misure che punta a dare ossigeno alle aziende e alle cantine.
La richiesta di 50 milioni di euro
Una delle proposte principali riguarda lo stanziamento di 50 milioni di euro di aiuti diretti ai viticoltori.
Le risorse dovrebbero essere previste nella prossima legge di stabilità regionale.
L’obiettivo è fornire liquidità immediata alle aziende per affrontare i costi di produzione e garantire la continuità delle attività.
Safina sottolinea che il comparto non può essere lasciato senza sostegno in una fase così delicata.
Distillazione di crisi per 500 mila ettolitri
Tra le richieste c’è anche la distillazione di crisi obbligatoria per almeno 500 mila ettolitri della produzione siciliana.
La misura servirebbe a ridurre le giacenze presenti nelle cantine e a liberare spazio in vista delle prossime produzioni.
Il problema delle scorte invendute viene indicato infatti come uno dei nodi principali della crisi.
Il Fondo di garanzia regionale
Un altro punto riguarda la riattivazione del Fondo di garanzia previsto dalla legge regionale n. 6 del 2009.
Lo strumento dovrebbe consentire alle aziende di accedere più facilmente al credito e ottenere sostegno finanziario in una fase caratterizzata da margini ridotti e difficoltà di cassa.
Per il comparto, la disponibilità di credito rappresenta una condizione essenziale per affrontare investimenti e spese operative.
Il peso dei costi di trasporto
Safina richiama anche il tema dell’insularità.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, trasportare il prodotto siciliano costa circa 8 euro al quintale, contro i circa 5 euro della Puglia.
Una differenza che finisce per incidere direttamente sulla competitività delle imprese siciliane.
Da qui la richiesta di istituire un fondo per abbattere i costi di trasporto verso i mercati nazionali ed esteri.
Il nodo dell’insularità
Per Safina, il divario legato ai trasporti continua a rappresentare uno dei principali svantaggi strutturali per le imprese siciliane.
Il deputato chiede quindi che la Regione intervenga anche su questo fronte, evitando che la posizione geografica dell’Isola si trasformi in un costo permanente per chi produce e vende.
La questione riguarda in modo particolare il settore vitivinicolo, che ha bisogno di raggiungere mercati lontani in condizioni competitive.
Il richiamo alla “Sentenza Azzorre”
Nel suo intervento Safina ha richiamato anche i principi della cosiddetta Sentenza Azzorre della Corte di giustizia europea.
Secondo il deputato, gli interventi regionali dovrebbero essere costruiti esplorando tutti gli spazi di autonomia finanziaria e normativa riconosciuti alla Regione Siciliana.
L’obiettivo, sostiene Safina, è individuare strumenti compatibili con la disciplina europea sugli aiuti di Stato senza limitare tutta la capacità d’intervento al solo regime de minimis.
Safina: “Esclusione dalle variazioni di bilancio è stato un errore grave”
Il deputato del PD critica anche l’esclusione del comparto vitivinicolo dalle recenti variazioni di bilancio regionale.
“È stato un errore grave”, afferma Safina.
Secondo il parlamentare, la scelta rischia di lasciare senza sostegno un settore strategico per la Sicilia proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di interventi concreti.
“Non parliamo soltanto di vino”
Safina insiste sul fatto che la crisi non riguarda soltanto un prodotto.
“Non parliamo soltanto di vino, ma di lavoro, imprese, presidio del territorio e identità”, sottolinea.
La viticoltura rappresenta infatti una parte importante dell’economia e del paesaggio siciliano, con un peso particolarmente rilevante nella provincia di Trapani.
Il Trapanese al centro della crisi
Il territorio trapanese è uno dei principali poli vitivinicoli della Sicilia.
La difficoltà delle cantine e dei produttori ha quindi ricadute che vanno ben oltre il singolo comparto.
Occupazione, reddito agricolo, indotto, territorio e capacità di investimento dipendono anche dalla tenuta di un sistema produttivo che coinvolge migliaia di aziende.
L’appello alla Regione
Safina conclude chiedendo alla Regione di intervenire prima che la crisi diventi irreversibile.
Per il deputato servono misure immediate e una programmazione capace di andare oltre gli interventi tampone.
Il messaggio è rivolto al governo regionale e alla maggioranza: secondo Safina, il tempo delle promesse è finito e ora servono risorse, strumenti e decisioni concrete.
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