Stagnone di Marsala, Legambiente: «Le regole ci sono e vanno fatte rispettare»
Marsala – Legambiente interviene sullo Stagnone e torna a porre l’attenzione sulle attività sportive praticate all’interno della Riserva naturale orientata Isole dello Stagnone di Marsala.
La presa di posizione arriva dopo la definizione, da parte della Regione Siciliana, delle misure di conservazione dei siti della rete Natura 2000.
Il circolo Legambiente Marsala-Petrosino, attraverso una nota firmata dalla presidente Letizia Pipitone, richiama in particolare le prescrizioni relative al sito ITA010001 “Isole dello Stagnone di Marsala”.
Cosa prevedono le misure di conservazione
Nel documento relativo agli obiettivi e alle misure di conservazione del sito viene indicato il mantenimento dell’attuale grado di conservazione degli habitat.
Tra le misure di regolamentazione compare anche il divieto di esercitare attività sportive che possano compromettere l’integrità ambientale e la tranquillità dei luoghi.
Il documento richiama inoltre il divieto di organizzare manifestazioni folkloristiche e sportive non autorizzate dall’ente gestore.
Il richiamo al regolamento della Riserva
Le misure fanno riferimento all’applicazione del regolamento della Riserva naturale orientata Isole dello Stagnone di Marsala, approvato con il decreto del 24 giugno 2000.
Nel documento allegato vengono indicati tra i soggetti responsabili dell’attuazione il Comune di Marsala e il Libero Consorzio Comunale di Trapani.
Legambiente interviene sullo Stagnone
Legambiente interviene sullo Stagnone sostenendo che la definizione delle misure di conservazione confermerebbe un quadro normativo già noto.
Secondo l’associazione, non ci sarebbero quindi nuovi elementi sostanziali, ma una formalizzazione definitiva delle prescrizioni già esistenti.
La posizione del circolo è che le regole vadano ora applicate con maggiore rigore.
Il nodo delle attività sportive
Nella nota, Legambiente collega direttamente le misure alla pratica del kitesurf all’interno della Riserva.
L’associazione interpreta infatti le prescrizioni come conferma dell’impossibilità di svolgere attività sportive incompatibili con la tutela degli habitat e con la tranquillità dei luoghi.
Si tratta della lettura espressa da Legambiente, che invita le istituzioni competenti a far rispettare il quadro regolamentare vigente.
Il documento distingue habitat e misure
Il quadro allegato alla documentazione regionale distingue diverse tipologie di habitat e individua per ciascuno specifiche misure di tutela.
Per i pascoli inondati mediterranei, le praterie e fruticeti alofili e le steppe salate mediterranee vengono previste misure di regolamentazione legate alle attività sportive, turistiche e ricreative al di fuori delle zone urbane e ricreative.
Per alcune aree viene inoltre indicato il divieto di accesso agli habitat al di fuori dei percorsi previsti e il divieto di accesso ai mezzi meccanici.
Vigilanza e controllo sul territorio
Tra le misure trasversali previste per il sito compare anche la vigilanza e il controllo attivo sul territorio.
Il documento indica l’istituzione di squadre di vigilanza e controllo finalizzate a verificare il rispetto delle prescrizioni relative al regolamento della Riserva.
Anche in questo caso vengono richiamati il Libero Consorzio Comunale di Trapani e la Regione Siciliana tra i soggetti coinvolti.
La richiesta di Legambiente
La presidente Letizia Pipitone pone quindi una domanda politica e amministrativa.
Secondo Legambiente, una volta definito il quadro delle misure di conservazione, il tema non sarebbe più quello di attendere ulteriori strumenti regolamentari, ma di applicare quelli già esistenti.
L’associazione si rivolge in particolare alla sindaca di Marsala e al presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani.
Una posizione che riapre il confronto sullo Stagnone
La nota riporta nuovamente al centro del dibattito il rapporto tra tutela ambientale, fruizione turistica e attività sportive nello Stagnone.
Da un lato ci sono le esigenze di conservazione di un’area naturalistica particolarmente delicata.
Dall’altro, resta aperto il tema della compatibilità tra tutela, sport, turismo e attività economiche che da anni caratterizzano la zona.
La posizione espressa da Legambiente è netta: il quadro normativo, a suo giudizio, è già definito e deve essere applicato.
La discussione sul futuro dello Stagnone resta quindi aperta e coinvolge direttamente istituzioni, associazioni, operatori e cittadini.
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