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Liste d’attesa, l’Asp di Trapani ha recuperato il 58,3% delle prestazioni: a Marsala ne restano 1.124

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lunedì 02 novembre 2026 - 20:30

Liste d’attesa, l’Asp di Trapani ha recuperato il 58,3% delle prestazioni: a Marsala ne restano 1.124

Trapani – Le liste d’attesa restano lunghe, ma il piano di recupero dell’Asp di Trapani ha già consentito di erogare oltre la metà delle prestazioni arretrate. Secondo l’aggiornamento al 25 ottobre 2026, delle 23.727 prestazioni rilevate al 30 giugno, ne sono state effettuate 13.839, pari al 58,3% del totale. Restano quindi da erogare 9.888 prestazioni. Recupero liste di attesa 2026

L’Asp aggiorna settimanalmente i dati nel portale dedicato alla trasparenza e sta lavorando alla programmazione delle prestazioni residue attraverso il reclutamento di specialisti esterni.

L’avvio delle nuove attività è stato indicato a partire dalla prima settimana di novembre.

A Marsala restano 1.124 prestazioni

Il quadro territoriale mostra differenze significative tra i sei distretti sanitari della provincia.

Il numero più alto di prestazioni ancora da recuperare si registra nel distretto di Trapani, con 4.276 appuntamenti.

Seguono Castelvetrano con 1.871, Alcamo con 1.534, Marsala con 1.124, Mazara del Vallo con 1.080 e Pantelleria con appena 3 prestazioni residue.

Per quanto riguarda Marsala, delle 1.124 prestazioni ancora in attesa, 225 sono state proposte in anticipo ma non accettate dall’utente, mentre 899 risultano in lavorazione per l’azione di recall e l’anticipazione della data.

Il dato mette Marsala al quarto posto in provincia per numero di prestazioni residue, dopo Trapani, Castelvetrano e Alcamo.

Quasi duemila anticipi non accettati dagli utenti

Un elemento importante riguarda le prestazioni per le quali l’Asp ha provato ad anticipare l’appuntamento.

Sul totale delle 9.888 prestazioni residue, per 1.978 casi, circa il 20%, è stata proposta telefonicamente una data più vicina.

La proposta, però, non è stata accettata dagli utenti per diverse ragioni.

Tra le motivazioni indicate dall’Asp figurano il fatto che si trattasse di visite di controllo e non di primi accessi oppure la distanza tra il luogo di residenza e la sede disponibile per l’anticipo.

Un esempio riportato direttamente nel documento riguarda un utente residente a Trapani al quale viene proposta una prestazione anticipata a Marsala.

In questi casi il cittadino può decidere di mantenere l’appuntamento originario.

Il rifiuto dell’anticipo, infatti, non comporta la cancellazione della prenotazione già ottenuta.

Il peso delle distanze tra i distretti

Le liste d’attesa restano lunghe anche perché la prima disponibilità utile può trovarsi in una città diversa da quella in cui vive il paziente.

L’Asp segnala, ad esempio, casi di utenti di Trapani che non accettano appuntamenti anticipati a Marsala o Alcamo perché le sedi vengono considerate troppo lontane.

Secondo l’Azienda sanitaria, questo fenomeno incide in maniera importante sulle liste d’attesa.

Il problema assume un peso particolare in una provincia molto estesa, dove gli spostamenti tra un distretto e l’altro possono richiedere tempi significativi, soprattutto per anziani e pazienti fragili.

Diciassette specialisti esterni già disponibili

Per recuperare le 9.888 prestazioni residue, l’Asp ha pubblicato un avviso per reclutare medici specialisti in regime libero-professionale.

Alla prima fase hanno presentato domanda 23 specialisti, dei quali 17 risultano disponibili alla stipula del contratto.

Le disponibilità riguardano diverse discipline.

Due professionisti risultano disponibili in Allergologia, due in Chirurgia e/o Oncologia, uno in Dermatologia, due in Endocrinologia, uno in Endoscopia digestiva, due in Geriatria, uno in Medicina interna, uno in Neurologia, quattro in Oculistica e uno in Radiologia.

Nella prima fase non risultano invece professionisti disponibili per Angiologia e Chirurgia vascolare e Dietologia.

Altre nove disponibilità sono in valutazione

L’avviso resta comunque aperto.

Nel frattempo sono arrivate altre nove disponibilità: cinque per Chirurgia e/o Oncologia, due per Geriatria, una per Neurologia e una per Medicina interna.

Queste richieste sono ancora in valutazione da parte della Commissione e non sono comprese nei 17 professionisti già indicati nel primo prospetto.

L’obiettivo dell’Asp è acquisire le disponibilità mensili dei professionisti, definire i giorni e le ore di attività e costruire nuove agende dedicate al recupero delle prestazioni arretrate.

Per alcune visite attese fino a 344 giorni

Uno dei dati più delicati del documento riguarda i tempi di attesa.

La rilevazione aziendale del 19 ottobre segnala che, per alcune prestazioni programmabili in classe P, quindi con un tempo teorico massimo indicato in 120 giorni, l’attesa può arrivare fino a 344 giorni.

Per affrontare questa criticità l’Asp sta analizzando circa 240 mila prescrizioni riferite al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026.

L’obiettivo è lavorare insieme ai medici prescrittori, dai medici di medicina generale ai pediatri e agli specialisti, per migliorare l’appropriatezza delle richieste e ridurre gli errori nella classificazione delle prestazioni.

Controlli prescritti come primi accessi

Tra le criticità segnalate dall’Azienda sanitaria c’è infatti anche l’appropriatezza prescrittiva.

In alcuni casi visite o esami di controllo vengono prescritti come primi accessi, contribuendo a occupare spazi che dovrebbero essere destinati ai nuovi pazienti.

L’Asp ritiene quindi necessario distinguere correttamente le agende riservate ai primi accessi da quelle dedicate ai controlli.

La carenza di personale medico viene comunque indicata come il principale limite per le prestazioni programmabili.

Il 14% degli appuntamenti viene “bucato”

C’è poi un altro fenomeno che pesa sulle liste d’attesa: gli appuntamenti prenotati ma non utilizzati.

Secondo il documento dell’Asp, circa il 14% delle prenotazioni effettuate ogni mese non viene rispettato senza che l’utente comunichi la disdetta.

Questo significa che uno spazio che potrebbe essere assegnato a un altro paziente resta inutilizzato.

Per questo motivo l’Azienda ha riavviato la campagna di comunicazione sulle disdette, invitando i cittadini che non possono presentarsi a liberare l’appuntamento.

La disdetta può essere effettuata tramite il modulo online indicato dall’Asp:
Compila il modulo per comunicare una disdetta

Recuperata oltre la metà dell’arretrato, ma il lavoro continua

Il quadro complessivo mostra quindi due aspetti.

Da un lato, l’Asp ha già recuperato il 58,3% delle prestazioni arretrate, con oltre 13.800 appuntamenti erogati.

Dall’altro, quasi 10 mila prestazioni restano ancora da smaltire e in alcuni settori i tempi di attesa rimangono molto superiori agli standard previsti.

Per Marsala il residuo è di 1.124 prestazioni, con quasi 900 appuntamenti ancora in lavorazione per l’anticipazione della data.

La fase decisiva sarà adesso quella legata all’ingresso degli specialisti esterni e all’apertura delle nuove agende, che l’Asp aveva programmato a partire dalla prima settimana di novembre.


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