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Caro carburanti nelle isole minori, Safina: “Bocciata una misura che avrebbe ridotto i prezzi alla pompa”

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mercoledì 30 settembre 2026 - 10:50

Stop alla Carta Carburante per le isole minori

Trapani – La Carta Carburante per le isole minori non entra, almeno attraverso l’emendamento presentato da Pd e Movimento 5 Stelle, nella manovra di variazione di bilancio della Regione Siciliana.

A contestare la decisione è il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, che aveva predisposto la proposta insieme alla parlamentare del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, con il sostegno dei rispettivi gruppi parlamentari.

Safina definisce la bocciatura una scelta che penalizza le comunità isolane, già costrette – sostiene – a sostenere costi superiori per carburanti, trasporti e approvvigionamenti. La proposta della Carta Carburante era stata avanzata dai due deputati già nei mesi scorsi e la bocciatura dell’emendamento è stata resa nota il 30 settembre.

Uno sconto di 33 centesimi al litro

L’emendamento prevedeva un meccanismo collegato alla Carta Regionale dei Servizi, attraverso il quale riconoscere uno sconto immediato alla pompa di 33 centesimi per ogni litro di carburante per autotrazione acquistato dagli aventi diritto nelle isole minori.

La riduzione proposta era composta da due parti: 13 centesimi al litro indicati come compensazione del maggiore gettito Iva e altri 20 centesimi come indennità legata alla condizione di insularità e ai maggiori costi di logistica e stoccaggio.

Per finanziare la misura era previsto uno stanziamento di un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028, secondo quanto riportato nel comunicato diffuso dal parlamentare.

Safina: “Una scelta che punisce le comunità isolane”

Il giudizio politico di Safina è particolarmente duro.

Il deputato parla di “ennesima occasione persa” e accusa il Governo regionale di non avere dato una risposta a territori che, per la loro condizione geografica, sostengono spese aggiuntive rispetto alla terraferma.

“Voltare le spalle alle isole minori è una scelta vergognosa”, afferma Safina, riferendosi alla mancata approvazione della proposta.

L’attacco è rivolto al Governo regionale guidato da Renato Schifani. La variazione di bilancio 2026-2028 è attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana come disegno di legge n. 1200; Safina è deputato della XVIII legislatura eletto nel collegio di Trapani nelle liste del Partito Democratico.

Il nodo dei maggiori costi nelle isole

Alla base della proposta c’è una questione che va oltre il solo rifornimento delle automobili.

Vivere su un’isola minore comporta infatti, secondo i promotori dell’iniziativa, un aggravio legato alla movimentazione delle merci, alla distribuzione dei prodotti e ai collegamenti con la terraferma.

Un aumento dei costi logistici può quindi riflettersi non soltanto sui carburanti, ma anche sulle attività economiche e sui prezzi dei beni che devono essere trasportati via mare.

È su questo terreno che Safina e Ciminnisi hanno costruito la proposta della Carta Carburante, presentandola come uno strumento di compensazione delle differenze strutturali tra i residenti delle isole minori e quelli del resto della Sicilia.

“Non era una misura assistenziale”

Safina respinge anche l’idea che si trattasse di un intervento puramente assistenziale.

Per il deputato dem, la proposta avrebbe dovuto applicare un principio di equità territoriale, compensando almeno una parte dei maggiori costi sostenuti dalle comunità isolane.

Nel suo intervento richiama l’articolo 119 della Costituzione, che riconosce espressamente le peculiarità delle isole e stabilisce che la Repubblica promuova le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità.

È proprio a questo principio che Safina collega la richiesta di un intervento regionale specifico.

Il confronto sulla manovra regionale

Il parlamentare contesta inoltre il rapporto tra il costo previsto per la misura e l’ammontare complessivo delle risorse sulle quali si sta discutendo nell’ambito della variazione di bilancio.

Secondo quanto riportato da Safina, la manovra dispone di circa 640 milioni di euro per nuove spese, mentre la Carta Carburante avrebbe richiesto un milione di euro l’anno.

Per il deputato, quindi, il mancato finanziamento sarebbe frutto di una scelta politica più che dell’impossibilità di reperire le risorse.

Si tratta della posizione espressa da Safina: l’iter della manovra regionale è ancora in corso e il disegno di legge dovrà completare il proprio percorso parlamentare.

Le critiche alle politiche per l’economia del mare

Nel comunicato il deputato trapanese collega il tema dei carburanti anche al più ampio dibattito sullo sviluppo dell’economia del mare.

Safina critica il Governo regionale e richiama anche le iniziative nazionali sulla Blue Economy, sostenendo che i programmi di sviluppo debbano essere accompagnati da interventi capaci di ridurre concretamente gli svantaggi economici delle popolazioni insulari.

Il ragionamento del parlamentare è che turismo, pesca, commercio e attività produttive delle isole possano difficilmente essere rafforzati se imprese e residenti continuano a sostenere costi sensibilmente maggiori rispetto alla terraferma.

Una battaglia che Safina annuncia di voler proseguire

La Carta Carburante per le isole minori resta dunque al centro dell’iniziativa politica di Safina e Ciminnisi.

Il deputato del Pd annuncia che continuerà a sostenere la proposta sia all’interno dell’Assemblea regionale sia nel confronto politico esterno, chiedendo che il tema dell’insularità trovi applicazione anche attraverso misure economiche rivolte direttamente ai cittadini e alle imprese.

La discussione non riguarda soltanto il prezzo di benzina e gasolio, ma una questione più ampia: quanto debba intervenire la Regione per compensare i costi aggiuntivi sostenuti da chi vive e lavora nelle isole minori siciliane.

Per Safina la risposta deve tradursi in provvedimenti concreti. Dopo la bocciatura dell’emendamento, il confronto politico è destinato quindi a proseguire durante l’esame della manovra regionale.


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