Il caro gasolio pesa sull’economia
Marsala – Il caro gasolio pesa sull’economia e rischia, secondo il consigliere comunale Gaspare Di Girolamo, di incidere sempre di più sui bilanci delle famiglie e sui costi sostenuti dalle attività produttive del territorio. Di Girolamo fa parte dell’attuale Consiglio comunale di Marsala, insediatosi dopo le amministrative del 2026.
Il consigliere interviene sulla questione dei carburanti concentrando l’attenzione in particolare sul comparto agricolo, considerato uno dei settori maggiormente esposti agli aumenti perché fortemente dipendente dall’utilizzo di mezzi e macchinari durante l’intero ciclo produttivo.
“Servono interventi concreti. Il caro carburante pesa sulle famiglie, sulle attività produttive e in maniera particolare sull’agricoltura”, afferma Di Girolamo.
Dagli spostamenti ai trasporti, l’aumento si trasferisce sui costi
Il ragionamento del consigliere parte dagli effetti che un incremento del prezzo del carburante può produrre lungo l’intera catena economica.
Per i cittadini significa sostenere una spesa maggiore per gli spostamenti quotidiani. Per le imprese aumentano invece i costi dei trasporti, della logistica e, in alcuni settori, direttamente quelli necessari alla produzione.
Secondo Di Girolamo, quindi, il problema non riguarda soltanto chi si reca al distributore per rifornire la propria automobile, ma può trasferirsi progressivamente sulle attività economiche e sui costi che queste devono sostenere.
Una situazione che, nella sua lettura, richiede un’attenzione particolare in territori come quello marsalese, dove diverse attività produttive sono legate all’agricoltura e alla movimentazione delle merci.
L’attenzione all’agricoltura marsalese
È proprio sull’agricoltura che il consigliere concentra la parte principale del suo intervento.
Preparazione dei terreni, lavorazioni, raccolta e trasporto dei prodotti sono tutte fasi nelle quali viene utilizzato carburante.
Per questo, sostiene Di Girolamo, un aumento del gasolio si traduce direttamente in maggiori costi per le aziende agricole e può ridurne i margini economici.
La questione non riguarderebbe, inoltre, soltanto gli agricoltori.
Attorno al comparto lavorano trasportatori, imprese di servizi, attività commerciali, fornitori di macchinari e attrezzature e altre realtà produttive che dipendono, in misura diversa, dall’andamento del settore primario.
“Quando soffre l’agricoltura ne risente un sistema più ampio”
Nella posizione espressa dal consigliere, il comparto agricolo deve quindi essere osservato come parte di una filiera più estesa.
Una difficoltà prolungata delle aziende può avere conseguenze anche sull’indotto e sulla capacità delle imprese di programmare nuovi investimenti.
Di Girolamo invita per questo le istituzioni ad affrontare il problema non come un’emergenza isolata, ma con una visione che tenga insieme potere d’acquisto delle famiglie, attività produttive e sostenibilità economica delle aziende.
“Non possiamo pensare che famiglie e imprese possano continuare a sostenere aumenti dei costi senza conseguenze”, sostiene.
L’appello alle istituzioni
Il caro gasolio pesa sull’economia, secondo Di Girolamo, e per questo dovrebbe diventare una delle questioni sulle quali concentrare maggiormente l’attenzione istituzionale.
Nel suo intervento il consigliere chiede strumenti in grado di attenuare il peso dei carburanti e di sostenere soprattutto le categorie maggiormente esposte.
Non vengono indicate, nella nota, misure tecniche specifiche da adottare, ma viene posto il tema della necessità di passare dalla constatazione del problema a interventi capaci di incidere sui costi sostenuti da cittadini e imprese.
La richiesta è quindi rivolta ai diversi livelli istituzionali chiamati a occuparsi di politiche economiche, energetiche e di sostegno ai comparti produttivi.
Competitività e investimenti
Un altro aspetto richiamato riguarda la capacità delle imprese di programmare il futuro.
Costi di gestione più elevati, secondo il consigliere, possono tradursi in una minore propensione agli investimenti e in una perdita di competitività, soprattutto per le aziende che operano in settori nei quali trasporto e carburante rappresentano componenti importanti della spesa.
Il rischio indicato è quello di rendere più difficile non soltanto mantenere le attività esistenti, ma anche creare condizioni favorevoli affinché nuove generazioni decidano di investire e lavorare nel territorio.
“Non possiamo parlare di futuro se chi produce, lavora e investe ogni giorno viene messo nelle condizioni di non poter più sostenere i costi della propria attività”, afferma Di Girolamo.
Il tema del futuro dei giovani
L’intervento collega così il caro carburanti anche a una questione più ampia: la possibilità per i giovani di costruire prospettive professionali a Marsala.
Per il consigliere, difendere la capacità produttiva delle imprese significa preservare lavoro e opportunità, soprattutto in comparti storicamente legati all’economia locale.
La preoccupazione espressa è che un progressivo aumento dei costi possa scoraggiare investimenti, ridurre i margini delle aziende e rendere meno attrattivi alcuni mestieri e attività imprenditoriali.
Una questione destinata a restare nel dibattito
L’intervento di Gaspare Di Girolamo si inserisce in un confronto sul costo dei carburanti che nelle ultime settimane ha coinvolto anche categorie produttive, sindacati e rappresentanti istituzionali del territorio.
Il consigliere marsalese pone soprattutto l’accento sulle conseguenze per il comparto agricolo e chiede che il tema entri con maggiore forza nell’agenda delle istituzioni.
“Difendere il lavoro, sostenere le famiglie, tutelare le attività produttive e rafforzare l’agricoltura significa difendere il futuro della nostra comunità”, conclude.
Una presa di posizione che rilancia dunque, anche a Marsala, il tema di come contenere l’impatto dei costi energetici su un territorio nel quale agricoltura, trasporto delle merci e piccole e medie attività continuano ad avere un peso rilevante nell’economia locale.
Leggi gli approfondimenti su Marsala Live