Ancora uno stop ai lavori del Consiglio comunale di Trapani sul nodo del PEF-Tari, mentre a Palazzo Cavarretta cresce la preoccupazione dei lavoratori di Formula Ambiente. Quindici dipendenti dell’azienda che si occupa del servizio di igiene ambientale hanno seguito da vicino la seduta, arrivando in aula per chiedere risposte sul proprio futuro occupazionale. La loro presenza non è stata simbolica. Al centro della vertenza ci sono infatti 15 posti di lavoro e altrettante famiglie, con il timore espresso dai lavoratori che la situazione possa avere conseguenze ancora più pesanti a partire dal 2027.
La seduta sospesa
Questa sera la maggioranza ha chiesto il prelievo del PEF, ma dopo la conferenza dei capigruppo il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo ha interrotto la seduta. I lavori torneranno in aula domani alle 20. Il mancato completamento dell’iter sul Piano economico finanziario dei rifiuti si intreccia con la vertenza di Formula Ambiente e con le risorse necessarie per garantire il servizio di igiene ambientale. Una situazione che tiene con il fiato sospeso i dipendenti, in attesa di una soluzione che possa scongiurare i licenziamenti. In Aula è successo di tutto, la maggioranza ha urlato contro Mazzeo, protestando per la decisione.
Lombardo: “Abbiamo bisogno del nostro lavoro”
A spiegare le ragioni della presenza dei lavoratori a Palazzo Cavarretta è stato Andrea Lombardo, operatore di Formula Ambiente. “Noi chiediamo che si eviti questo discorso del licenziamento – ha affermato –. Bisogna trovare una soluzione e risolvere questo problema, perché noi abbiamo bisogno del lavoro, come è giusto che sia, e il Comune deve darci delle garanzie”. Il timore riguarda nell’immediato i 15 lavoratori coinvolti, ma guarda anche al futuro. “Adesso parliamo di 15 famiglie e dal 2027 addirittura si parla di 30 famiglie”, ha spiegato Lombardo. Un numero che, al momento, rappresenta una preoccupazione espressa dai lavoratori e non una procedura di licenziamento già formalizzata.
Il nodo PEF-Tari
La questione ruota attorno al Piano economico finanziario dei rifiuti e alla conseguente definizione delle tariffe Tari. Il mancato completamento dell’iter si è intrecciato con la vertenza occupazionale e con la prospettiva di una riduzione dei servizi che potrebbe avere ripercussioni anche sul personale. Lombardo ha riconosciuto che un eventuale aumento della Tari rappresenterebbe un sacrificio per i cittadini, ma ha chiesto all’amministrazione e alla politica di arrivare rapidamente a una decisione. “So che aumentare la tassa è una cosa brutta per i cittadini – ha detto – ma è l’unica soluzione, visti anche gli aumenti della benzina e di tutti gli altri costi. Perché il Comune perde tempo e non lo fa oggi e aspetta di farlo domani? Qual è il motivo di aspettare?”.
Il precedente del 2018
Tra i lavoratori c’è anche il timore di rivivere quanto accaduto nel 2018, quando una precedente riorganizzazione del servizio aveva avuto conseguenze sui livelli occupazionali. “Non vogliamo fare come nel 2018, quando ci hanno lasciato a casa e poi le nuove aziende ci hanno riassunto con livelli più bassi. Qual è il motivo? Questo non capiamo”, ha raccontato Lombardo. La richiesta è quindi quella di non prolungare ulteriormente i tempi del confronto, mentre resta da definire il quadro economico necessario a garantire il servizio. “Non ha senso perdere tempo – ha aggiunto –. Noi abbiamo bisogno del lavoro”.
Oggi il Consiglio torna in aula
La seduta si è conclusa senza che arrivasse la soluzione attesa dai lavoratori. Il Consiglio comunale tornerà a riunirsi oggi alle 20 e il PEF resta uno dei nodi centrali del confronto. Intanto i dipendenti di Formula Ambiente continueranno a seguire da vicino la vicenda. “Bisogna trovare una soluzione, dietro ci sono quindici famiglie. Dal 2027 temiamo conseguenze ancora più pesanti”, ha ribadito Lombardo. La vertenza resta dunque aperta e il prossimo passaggio in aula potrebbe essere decisivo per delineare il quadro delle risorse e delle conseguenze sul servizio e sull’occupazione.