Gli studenti chiedono un sopralluogo
Marsala – Gli studenti chiedono un sopralluogo. Non una risposta soltanto sulla carta, ma una visita diretta all’interno del Liceo Scientifico “Pietro Ruggieri” per verificare personalmente le condizioni nelle quali, secondo il Comitato studentesco, la scuola è costretta da anni a organizzare la propria attività.
La lunga lettera aperta è indirizzata a Salvatore Quinci, presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, ente competente per gli istituti superiori della provincia. Il ruolo istituzionale di Quinci è confermato dagli atti ufficiali dell’Ente.
Il tono degli studenti è fermo, ma il documento chiarisce fin dall’inizio di non voler attribuire all’attuale presidente responsabilità relative alle amministrazioni precedenti.
La richiesta è più semplice: “Venga a vedere”.
Vedere le aule, i corridoi, le attrezzature concentrate negli spazi rimasti, i lavori ancora incompleti e ciò che significa per alcuni studenti uscire da scuola quando è già sera. Testo incollato
Doppi turni che continuano da anni
Uno dei problemi principali segnalati riguarda i doppi turni.
Secondo quanto riferisce il Comitato, la necessità di svolgere lezioni pomeridiane si trascina dal periodo successivo all’emergenza Covid. Fino allo scorso anno sarebbe stata coinvolta una classe; quest’anno sarebbero diventate due, a causa dell’aumento degli studenti e dell’impossibilità di ospitare alcune classi numerose negli ambienti disponibili. Testo incollato
Per i ragazzi non si tratta semplicemente di una questione organizzativa.
Il doppio turno incide sugli orari di studio, sulle attività extrascolastiche, sugli spostamenti e, soprattutto nei mesi invernali, comporta l’uscita dall’istituto quando fuori è già buio.
Il Comitato ritiene quindi che la situazione non possa continuare ad essere affrontata come una soluzione temporanea destinata a protrarsi anno dopo anno.
“Non vogliamo essere messi davanti agli altri”
Nella lettera entra inevitabilmente anche il rapporto con le esigenze di altri istituti marsalesi, in particolare con il Liceo Pascasino.
Gli studenti del Ruggieri precisano però un punto importante: non contestano il diritto degli studenti di un’altra scuola ad avere spazi adeguati e soluzioni ai propri problemi.
Quello che chiedono è che l’intervento a favore di un istituto non finisca per ridurre ulteriormente gli spazi disponibili per un altro.
La frase che riassume meglio la posizione del Comitato arriva nella parte conclusiva della lettera: “Non chiediamo che la nostra scuola venga messa davanti alle altre. Chiediamo che non venga messa dopo le altre”. Testo incollato
I laboratori che nel tempo sono diventati aule
Il problema degli spazi, secondo gli studenti, ha modificato profondamente anche la struttura didattica della scuola.
Il Comitato ricorda che in passato il Ruggieri disponeva di diversi laboratori: informatica, multimediale, linguistico, lettere, AutoCAD, disegno tecnico, oltre a biblioteca e sala docenti.
Gli studenti di oggi raccontano di non averli praticamente mai conosciuti come tali.
Secondo la lettera, con l’eccezione della presidenza, della segreteria, del laboratorio di scienze e di una piccola stanza utilizzata per la fisica, quasi ogni ambiente disponibile sarebbe stato progressivamente trasformato in aula. Testo incollato
Un aspetto particolarmente sentito in un liceo nel quale l’attività scientifica e laboratoriale dovrebbe rappresentare una componente importante della formazione.
Tecnologia presente, ma senza gli spazi per utilizzarla
Il paradosso sottolineato dagli studenti è che la scuola dispone anche di attrezzature moderne.
Visori, strumenti per podcast, computer con carrelli, plotter, robot e un’aula immersiva sono presenti, ma secondo il Comitato mancano ambienti sufficienti nei quali poterli installare e utilizzare stabilmente.
Le apparecchiature sarebbero quindi continuamente montate, smontate e spostate in funzione delle diverse attività.
“Non è una mancanza di strumenti, ma una mancanza di spazi in cui poterli utilizzare”, è in sostanza la denuncia degli studenti. Testo incollato
Una contraddizione evidente: investire sulla tecnologia senza poter disporre pienamente degli ambienti necessari a trasformarla in attività didattica quotidiana.
La richiesta di verificare tutti gli spazi disponibili
Da qui nasce una delle richieste più precise rivolte al presidente Quinci.
Il Comitato chiede al Libero Consorzio di effettuare una ricognizione complessiva degli spazi scolastici disponibili a Marsala, verificando l’eventuale presenza di locali inutilizzati o recuperabili e la possibilità di una distribuzione più equilibrata.
Gli studenti citano, tra le situazioni da verificare, anche gli ambienti collegati al Pascasino e al Liceo Classico dopo gli accorpamenti intervenuti nel tempo.
Su questi aspetti la lettera esprime valutazioni e informazioni raccolte dagli stessi studenti, che chiedono proprio all’Ente provinciale di accertarne concretamente la situazione.
La loro domanda, dunque, non è che vengano sottratte aule ad altri, ma che venga fatta una verifica tecnica e imparziale prima di concludere che non esistano alternative. Testo incollato
Il prefabbricato atteso da anni
Nella lettera viene ricordato anche il tema del prefabbricato destinato ad aumentare la disponibilità di aule.
Secondo la ricostruzione degli studenti, l’intervento sarebbe stato prospettato già nel periodo dell’emergenza Covid, mentre la realizzazione sarebbe cominciata soltanto durante lo scorso anno scolastico e risulterebbe ancora in corso.
Il Comitato sostiene inoltre che, anche una volta completato, il nuovo spazio potrebbe non essere sufficiente per restituire alla scuola tutti i laboratori sacrificati negli anni.
Da qui un interrogativo molto semplice: quanto ancora bisognerà aspettare perché una soluzione annunciata diventi pienamente utilizzabile? Testo incollato
La sicurezza e l’uscita serale
Tra gli aspetti più delicati sollevati dagli studenti c’è quello della sicurezza.
Il Comitato ricorda un episodio avvenuto due anni fa, quando uno studente sarebbe stato investito da un’automobile all’uscita dalla scuola, intorno alle 20, dopo le lezioni pomeridiane, riportando secondo la lettera un trauma cranico e diverse contusioni. Testo incollato
L’episodio viene utilizzato per spiegare perché i doppi turni non possano essere considerati soltanto attraverso il numero delle aule disponibili.
Uscire alle otto di sera, soprattutto durante l’inverno, significa anche muoversi in condizioni differenti rispetto al normale orario scolastico.
Il cortile del Ruggieri e la richiesta del Pascasino
Un altro punto di confronto riguarda il cortile del Liceo Ruggieri.
Secondo quanto riferiscono gli studenti, sarebbe stata avanzata la possibilità di utilizzare il cortile come percorso di attraversamento per studenti del Pascasino, allo scopo di evitare un tratto stradale considerato problematico sotto il profilo della sicurezza.
Il Comitato si oppone a questa ipotesi e chiede che, qualora esistano problemi di viabilità esterna, si intervenga direttamente sulla strada, sui marciapiedi, sugli attraversamenti o sulla manutenzione.
Il cortile, sottolineano, deve conservare prioritariamente la propria funzione scolastica, didattica e sportiva, anche perché il Ruggieri comprende l’indirizzo di Liceo Sportivo. Testo incollato
La frase scelta dagli studenti è netta: “Il nostro istituto è una scuola. Non è una scorciatoia”.
Il progetto per nuove attrezzature sportive
A rafforzare la richiesta di tutela del cortile c’è anche un ulteriore elemento indicato nella lettera.
Gli studenti riferiscono della volontà di realizzare nuove attrezzature sportive attraverso un progetto dal valore indicativo di circa 200 mila euro e chiedono come questo intervento possa conciliarsi con un eventuale utilizzo dell’area come percorso di attraversamento per studenti di un altro istituto. Testo incollato
Anche in questo caso il Comitato chiede quindi una valutazione preventiva e complessiva degli utilizzi dello spazio.
Scooter e motocicli esposti ai furti
C’è poi una questione più quotidiana, ma non meno sentita dagli studenti: il parcheggio di scooter e motocicli.
Il Comitato afferma che, non potendo accedere al cortile, i mezzi vengono lasciati all’esterno e sarebbero esposti a episodi di furto già verificatisi in passato.
La proposta è individuare un’area interna formalmente autorizzata, dotata di rastrelliere e adeguata segnaletica, nella quale gli studenti possano lasciare i propri mezzi durante le lezioni. Testo incollato
Le transenne che accompagnano interi cicli scolastici
La lettera richiama infine la presenza di lavori di manutenzione ancora incompleti.
Transenne e zone delimitate sarebbero visibili da anni, tanto che – scrivono gli studenti – alcuni ragazzi oggi prossimi al diploma avrebbero trovato quelle stesse situazioni entrando al Ruggieri all’inizio del proprio percorso scolastico. Testo incollato
Un’immagine utilizzata dal Comitato per rappresentare la sensazione di una scuola costretta ad attendere troppo a lungo soluzioni definitive.
“Venga a vedere”
Gli studenti chiedono un sopralluogo perché ritengono che soltanto osservando direttamente la situazione sia possibile comprenderne pienamente le conseguenze.
Chiedono a Quinci di percorrere i corridoi, entrare nelle aule, osservare il laboratorio, verificare le attrezzature e gli spazi mancanti, vedere le transenne e capire concretamente cosa comporti per una classe concludere le lezioni alle otto di sera. Testo incollato
Dopo il sopralluogo, la richiesta è di effettuare una verifica imparziale su tutti gli edifici scolastici disponibili, individuando eventuali aule inutilizzate, locali recuperabili o soluzioni capaci di riequilibrare la distribuzione degli spazi.
Non una guerra tra scuole, dunque, almeno nelle intenzioni dichiarate dagli studenti.
Piuttosto una richiesta di parità di attenzione.
“Non vogliamo più essere una scuola che aspetta”
Il passaggio finale della lettera racchiude il senso dell’intero documento.
Il Comitato non chiede privilegi né favoritismi. Chiede, nelle proprie parole, equità.
Gli studenti ritengono che ogni comunità scolastica debba ricevere la stessa attenzione dalle istituzioni e che nessuna possa essere costretta ad attendere indefinitamente mentre i problemi diventano strutturali.
Per questo chiedono un intervento urgente, un sopralluogo e soprattutto una risposta concreta.
“Non vogliamo più essere una scuola che aspetta – scrivono –. Vogliamo essere una scuola che viene finalmente considerata”. Testo incollato
Adesso la parola passa al Libero Consorzio Comunale di Trapani.
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