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Marsala, la Festa del Pastore cresce ancora: oltre 30mila visitatori nella seconda edizione

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lunedì 28 settembre 2026 - 10:30

La Festa del Pastore cresce ancora

Marsala – La Festa del Pastore cresce ancora. Quella che appena un anno fa era nata come una manifestazione di una sola giornata ha chiuso ieri sera la sua seconda edizione dopo un intero fine settimana capace di richiamare, secondo gli organizzatori, oltre 30mila visitatori.

Ciavolo, per due giorni, è diventata uno dei punti di maggiore richiamo del territorio marsalese, con persone arrivate da diverse zone della Sicilia e, secondo il bilancio diffuso dal parroco don Marco Laudicina, anche da altre regioni italiane.

Una crescita evidente, favorita anche da due giornate climaticamente particolarmente gradevoli, che hanno permesso al pubblico di vivere pienamente gli spazi della manifestazione, gli stand, gli spettacoli e le numerose iniziative organizzate.

Da una giornata a un intero weekend

Già la prima edizione aveva lasciato intravedere le potenzialità della Festa del Pastore. L’affluenza registrata nel 2025 aveva mostrato come un solo giorno fosse probabilmente troppo poco per una manifestazione costruita attorno a un tema capace di coinvolgere famiglie, giovani, appassionati di tradizioni e visitatori provenienti anche da fuori Marsala.

Quest’anno la scelta è stata quindi quella di raddoppiare, passando a due giornate. Il risultato ha premiato l’organizzazione: Ciavolo è stata attraversata da un flusso continuo di persone, con momenti nei quali le strade della contrada si sono riempite completamente, come mostrano anche le immagini della manifestazione.

Se il percorso di crescita continuerà, non appare difficile immaginare in futuro una Festa del Pastore ancora più ampia, magari capace di occupare l’intero fine settimana.

Il cuore della festa sono i pastori

Il nome della manifestazione racconta già la sua identità. La Festa del Pastore nasce per valorizzare il mondo pastorale, il lavoro quotidiano di chi ancora oggi porta avanti attività, saperi e produzioni profondamente legati alla storia del territorio.

Formaggi, carne, preparazioni tradizionali, ricette dolci e salate e prodotti della pastorizia hanno rappresentato il filo conduttore di una manifestazione che non vuole essere soltanto una sagra gastronomica.

Dietro ogni prodotto c’è infatti un mestiere, una cultura tramandata nel tempo, un rapporto con la terra e con gli animali che appartiene alla memoria e all’identità di molte comunità siciliane.

Don Marco Laudicina, nel suo messaggio conclusivo, ha voluto ringraziare innanzitutto proprio i pastori, riconoscendoli come i veri protagonisti della manifestazione e sottolineando la loro disponibilità nel mettere a disposizione esperienza, lavoro e passione.

Più di 200 volontari dietro il successo

Numeri importanti anche sul fronte dell’organizzazione. Secondo il bilancio del parroco, oltre 200 volontari hanno lavorato durante le due giornate, occupandosi dei tanti aspetti necessari per far funzionare un evento di queste dimensioni.

C’è chi si è occupato dell’accoglienza, chi degli stand, chi della logistica, chi dell’assistenza, chi degli allestimenti e chi ha lavorato dietro le quinte senza apparire. Una macchina organizzativa complessa che ha coinvolto gruppi parrocchiali, famiglie, giovani e numerose persone della comunità.

Ed è probabilmente proprio questo uno degli aspetti più significativi della Festa del Pastore: una manifestazione che non viene semplicemente ospitata in una contrada, ma che nasce e cresce dentro la comunità.

Parrocchia, MCL e pastori insieme nell’organizzazione

La manifestazione è stata promossa e organizzata dalla Parrocchia Maria SS. della Cava, insieme all’Associazione Circolo MCL Maria SS. della Cava e al gruppo dei pastori. L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio del Comune di Marsala, del Libero Consorzio Comunale di Trapani, del Movimento Cristiano Lavoratori e di Unioncamere.

Una rete che ha consentito alla seconda edizione di compiere un salto dimensionale evidente, mantenendo però al centro il carattere popolare e comunitario dell’evento.

Scuole e giovani dentro la manifestazione

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche agli Istituti Mario Nuccio e De Gasperi, coinvolti insieme a dirigenti, docenti e alunni. La presenza delle scuole dà alla manifestazione anche un significato educativo.

Raccontare ai più giovani il lavoro dei pastori, le produzioni tradizionali e le abitudini del mondo rurale significa infatti evitare che un patrimonio fatto di gesti, mestieri e conoscenze venga progressivamente dimenticato.

La festa diventa così anche un modo per mettere in contatto generazioni differenti e trasformare una tradizione in un’esperienza vissuta.

Musica, folklore e spettacoli per tutto il weekend

Accanto alla parte gastronomica e pastorale, il programma ha offerto numerosi momenti di intrattenimento.

Sul palco si sono alternati gruppi musicali, formazioni di ballo, gruppi folcloristici, artisti e DJ, contribuendo a creare un clima di festa durante tutto il fine settimana.

Musica e tradizioni si sono così intrecciate con gli stand gastronomici e con le attività dedicate alla cultura pastorale. Le immagini delle serate raccontano un pubblico numeroso e una partecipazione che si è protratta fino a tarda sera.

Una festa che ormai richiama pubblico da tutta la Sicilia

Il dato delle oltre 30mila presenze, comunicato dagli organizzatori, dà la misura del salto compiuto dalla manifestazione in appena due edizioni. Non più soltanto una festa di contrada, quindi, ma un appuntamento che comincia a esercitare un richiamo ben più ampio.

Don Marco parla di visitatori arrivati da tutta la Sicilia e anche da altre regioni, un elemento che conferma le potenzialità turistiche e promozionali di una manifestazione legata a un’identità locale molto precisa.

Ed è proprio questa specificità uno dei suoi punti di forza: la Festa del Pastore non prova a imitare altri eventi, ma costruisce la propria riconoscibilità attorno alla storia e alle tradizioni del territorio.

Una comunità capace di fare squadra

La Festa del Pastore cresce ancora anche perché dietro il successo non c’è soltanto un programma di eventi. C’è una comunità che ha deciso di lavorare insieme.

Nel suo messaggio conclusivo don Marco Laudicina si dice “orgoglioso” della propria comunità, dei giovani, dei volontari e dei pastori. Un sentimento comprensibile davanti a una manifestazione che richiede settimane di preparazione e una presenza costante durante le giornate dell’evento.

Il parroco ha inoltre ringraziato i Carabinieri della Stazione di Ciavolo, la Polizia Municipale, le Forze dell’ordine e le associazioni che hanno collaborato alla gestione della manifestazione.

Le scuse per eventuali disagi

La dimensione raggiunta dall’evento porta inevitabilmente con sé anche difficoltà organizzative. Lo stesso don Marco, nel bilancio conclusivo, riconosce che una manifestazione con una partecipazione così elevata può avere creato qualche disagio, porgendo le proprie scuse a chi possa avere incontrato difficoltà.

Tra traffico, parcheggi e migliaia di persone concentrate nella stessa zona, la gestione di un evento di queste proporzioni rappresenta ormai una delle principali sfide per le prossime edizioni.

Ma il dato complessivo resta quello di una festa riuscita, capace di moltiplicare il pubblico rispetto all’esordio.

Dalla Festa del Pastore è nato anche il presepe vivente

La crescita delle iniziative a Ciavolo non riguarda soltanto questa manifestazione. Proprio durante la prima edizione della Festa del Pastore era nata anche l’idea di realizzare un presepe vivente nella contrada, progetto che successivamente ha preso forma grazie al lavoro della comunità e che ha ottenuto a sua volta una forte partecipazione.

È un ulteriore segnale di come, negli ultimi tempi, attorno alla Parrocchia Maria SS. della Cava e alle realtà del territorio si sia sviluppata una capacità organizzativa che sta producendo appuntamenti sempre più partecipati.

Una rete di iniziative diverse ma unite dallo stesso elemento: riscoprire il territorio attraverso la comunità, la tradizione e la capacità di stare insieme.

Il successo delle immagini e dei momenti finali

Le fotografie della manifestazione raccontano bene l’atmosfera delle due giornate. Strade gremite, stand affollati, volontari con le magliette della Festa del Pastore, momenti sul palco, sorrisi e una grande partecipazione comunitaria.

Tra gli scatti anche quelli della grande torta preparata per celebrare la manifestazione e i momenti conclusivi vissuti insieme dagli organizzatori e dai volontari.

Sono immagini che restituiscono non soltanto il numero delle presenze, ma anche il clima di una festa vissuta da chi l’ha organizzata con evidente coinvolgimento personale.

Ora la sfida è continuare a crescere

Dopo appena due edizioni, la Festa del Pastore di Ciavolo sembra avere già conquistato una propria identità. La prima edizione aveva acceso la curiosità; la seconda ha mostrato che quella intuizione poteva crescere rapidamente. Due giorni, oltre 30mila presenze secondo gli organizzatori, più di 200 volontari e un’intera contrada coinvolta.

Adesso la sfida sarà consolidare quanto costruito, migliorare ancora gli aspetti organizzativi e continuare a custodire ciò che rende questa festa diversa dalle altre: i pastori, i prodotti, le tradizioni e una comunità che ha deciso di raccontare se stessa attraverso le proprie radici.

La seconda edizione è appena terminata. Ma, guardando la partecipazione di questo fine settimana, la sensazione è che per la Festa del Pastore la storia sia soltanto all’inizio.

Enzo Amato


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