I pescatori di Mazara protestano
Mazara del Vallo – I pescatori di Mazara protestano contro il caro carburante e chiedono alla Regione Siciliana di rivedere il bando destinato agli indennizzi per l’aumento dei costi del gasolio.
Flai Cgil e Uila Uil Trapani hanno proclamato lo stato di agitazione dei pescatori di Mazara del Vallo al termine di un’assemblea molto partecipata svoltasi sabato 26 settembre.
La decisione, spiegano le organizzazioni sindacali, nasce dal progressivo peggioramento delle condizioni economiche del comparto e dall’incidenza sempre maggiore dei costi di gestione sulle attività della marineria.
Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto il prezzo del carburante e alcune criticità che Flai e Uila individuano nella misura predisposta dalla Regione Siciliana per sostenere il settore.
Il caro gasolio al centro della protesta
Per i sindacati, l’aumento del costo del carburante sta comprimendo in maniera significativa i margini economici delle imprese della pesca, con conseguenze che ricadono anche sui lavoratori.
I segretari provinciali di categoria Giovanni Di Dia, per la Flai Cgil, e Leonardo Falco, per la Uila Uil, chiedono quindi interventi che tengano conto della particolare organizzazione del lavoro a bordo dei pescherecci.
“La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno”, sostengono i due rappresentanti sindacali, secondo i quali il settore della pesca mazarese rischia un ulteriore indebolimento se non arriveranno misure considerate adeguate alle reali caratteristiche del comparto.
Si tratta della posizione espressa dalle organizzazioni sindacali nell’ambito della mobilitazione appena proclamata.
Il bando regionale contro il caro carburante
Il riferimento è al bando pubblicato a metà settembre dal Dipartimento regionale della Pesca mediterranea, che prevede indennizzi per le imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei costi del carburante legato alla crisi in Medio Oriente.
La misura dispone risorse per oltre 17 milioni di euro, tra fondi FEAMPA e ulteriori stanziamenti regionali. Le domande potranno essere presentate dal 1° al 10 ottobre 2026.
Il bando è stato approvato con decreto del 14 settembre e alcuni allegati sono stati successivamente modificati con un ulteriore provvedimento del 17 settembre.
È proprio sulle modalità di accesso e applicazione della misura che Flai e Uila chiedono una revisione.
La richiesta sui “contratti alla parte”
Uno dei punti principali sollevati dai sindacati riguarda i cosiddetti contratti alla parte e di comparto, utilizzati nel settore della pesca e regolati dalla contrattazione nazionale.
Di Dia e Falco chiedono che il bando tenga conto concretamente degli accordi stipulati tra armatori e pescatori e dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni rappresentative del settore.
“Chiediamo con forza che il bando venga rivisto e corretto”, affermano i due segretari, facendo riferimento ai rapporti di lavoro regolati dalla contrattazione sottoscritta da Flai, Fai, Uila, Coldiretti e Federpesca.
Secondo le organizzazioni sindacali, la formulazione attuale della misura non garantirebbe una tutela sufficiente ai lavoratori che operano secondo queste modalità contrattuali.
Flai e Uila chiedono un incontro con Sammartino
Le organizzazioni sindacali chiedono adesso un confronto diretto con l’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea Luca Sammartino.
La Regione, presentando il bando, ha definito l’intervento come un sostegno ai maggiori costi di produzione sostenuti dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura, con una dotazione finanziaria superiore ai 17 milioni di euro.
Flai e Uila ritengono però necessario intervenire sulle regole della misura prima che entri pienamente nella fase operativa.
La richiesta è quella di arrivare a un confronto nel quale affrontare sia il tema del contributo per il gasolio sia il riconoscimento delle specificità contrattuali della marineria.
Un incontro anche con gli armatori
Lo stato di agitazione non riguarda soltanto il rapporto con la Regione.
Di Dia e Falco annunciano che nei prossimi giorni proporranno anche un incontro con i rappresentanti delle parti datoriali, con l’obiettivo di affrontare più complessivamente le difficoltà che stanno interessando il settore.
Il confronto dovrebbe riguardare costi, sostenibilità economica delle imprese e condizioni dei lavoratori.
Per i sindacati la crisi del comparto non può infatti essere affrontata separando le esigenze delle aziende da quelle degli equipaggi.
La pesca resta centrale per Mazara
La mobilitazione assume un significato particolare a Mazara del Vallo, città nella quale la pesca continua a rappresentare uno dei settori tradizionalmente più importanti sul piano economico e occupazionale.
Proprio per questo Flai e Uila chiedono interventi in tempi brevi.
Secondo i sindacati, il combinarsi del caro carburante con le altre difficoltà già presenti nel comparto rischia di rendere sempre più difficile la sostenibilità delle attività di pesca.
La questione non riguarda quindi soltanto gli armatori o gli equipaggi, ma un sistema economico più ampio che coinvolge lavoratori, famiglie e attività legate alla filiera.
Possibili nuove iniziative di protesta
I pescatori di Mazara protestano e lo stato di agitazione rappresenta, nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali, il primo passaggio di una mobilitazione che potrebbe intensificarsi.
Flai e Uila avvertono infatti che, in assenza di “segnali concreti”, potranno essere valutate ulteriori forme di protesta.
Per il momento la richiesta è quella di aprire rapidamente un confronto con la Regione Siciliana e con le rappresentanze datoriali.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a una correzione del bando sul caro carburante che, secondo i sindacati, tenga maggiormente conto delle caratteristiche del lavoro nella pesca e degli accordi contrattuali già esistenti.
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