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Quinci sul caro carburanti: “Trasportatori e pescatori non ce la fanno più”

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domenica 27 settembre 2026 - 21:00

Quinci interviene sulla crisi di trasporti e marineria

Trapani – Il caro carburanti pesa sui trasporti e mette sotto pressione anche il comparto della pesca. A intervenire è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche denunciate da mesi da autotrasportatori, imprese della logistica e marineria.

Secondo Quinci, le misure adottate finora hanno avuto soprattutto carattere emergenziale e non sarebbero sufficienti ad affrontare problemi che considera ormai strutturali.

Il presidente richiama, in particolare, lo stanziamento regionale di 15 milioni di euro per gli autotrasportatori, recentemente definito dalla Regione Siciliana, a fronte di richieste più ampie avanzate dalle rappresentanze del settore. La Regione ha effettivamente annunciato il 25 settembre uno stanziamento complessivo di 15 milioni destinato a compensare parte dell’aumento della spesa per il gasolio.

“Autotrasportatori e marineria sono ad un passo dall’abisso”

Il giudizio di Quinci sulla situazione è molto netto.

“Autotrasportatori, logistica e marineria sono ad un passo dall’abisso”, afferma il presidente del Libero Consorzio.

Secondo Quinci, le proteste e gli stati di agitazione che stanno interessando i comparti non sarebbero finalizzati semplicemente a ottenere maggiori contributi, ma rappresenterebbero il segnale di attività che faticano ormai a rimanere economicamente sostenibili.

Il costo del trasporto e quello della pesca, sostiene, vengono aggravati anche da carenze infrastrutturali e da condizioni che rendono più difficile competere con altri territori.

Il rischio di uno stop dei comparti

Nel suo intervento Quinci richiama il rischio concreto di una fermata degli autotrasportatori e di un ulteriore aggravamento della crisi della marineria.

Gli armatori, sottolinea, potrebbero arrivare a lasciare ferme le imbarcazioni se i costi di gestione dovessero continuare a rendere antieconomica l’attività.

Una preoccupazione che nelle ultime settimane è emersa anche a Mazara del Vallo, dove le organizzazioni sindacali della pesca hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori chiedendo interventi sul costo del carburante e sulle misure regionali di sostegno.

Per Quinci occorre quindi affiancare agli interventi emergenziali una strategia capace di guardare più lontano.

“Le misure tampone non possono bastare”

Il caro carburanti pesa sui trasporti, ma secondo il presidente del Libero Consorzio il problema non può essere affrontato soltanto attraverso contributi temporanei.

Quinci ritiene necessario avviare un confronto più ampio con le categorie interessate e individuare strumenti che possano ridurre stabilmente gli svantaggi affrontati dagli operatori siciliani.

Nel suo ragionamento rientrano sia la questione delle infrastrutture sia quella fiscale, con particolare attenzione alle accise sui carburanti.

Il presidente sostiene che la Sicilia possa utilizzare anche gli strumenti previsti dal proprio Statuto speciale per aprire una discussione politica e parlamentare sul tema.

Il nodo delle accise e lo Statuto siciliano

Quinci invita le forze politiche regionali a confrontarsi sulla possibilità di intervenire attraverso strumenti legislativi condivisi.

Tra le ipotesi indicate figurano una diversa gestione delle accise e la creazione di un fondo di compensazione ambientale, collegato anche alla presenza in Sicilia di importanti poli di raffinazione.

Si tratta, allo stato attuale, di proposte politiche indicate dal presidente del Libero Consorzio e non di misure già approvate.

Quinci chiede su questi temi una convergenza che superi le appartenenze di maggioranza e opposizione, sostenendo che il problema riguardi l’intero sistema economico siciliano.

L’appello all’Assemblea regionale

Nel suo intervento il presidente richiama anche il ruolo dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Secondo Quinci, i disegni di legge-voto e le altre iniziative legislative potrebbero rappresentare uno strumento attraverso il quale costruire una posizione siciliana più forte nei confronti dello Stato.

Il presidente osserva che l’iter di un disegno di legge-voto sarebbe comunque lungo e articolato, ma ritiene che un’iniziativa condivisa potrebbe rappresentare un impegno anche per la prossima legislatura regionale.

Il riferimento all’azione dell’Assemblea e alla capacità di trovare una sintesi costituisce la valutazione politica espressa dallo stesso Quinci.

Una piattaforma dei Liberi Consorzi siciliani

Quinci annuncia inoltre un’iniziativa che intende promuovere nel suo ruolo di coordinamento tra i presidenti dei Liberi Consorzi Comunali siciliani.

L’obiettivo dichiarato è lavorare a una piattaforma comune di proposte e iniziative, da portare nei diversi tavoli istituzionali e da condividere anche con l’UPI.

La prospettiva è quella di evitare interventi frammentati provincia per provincia e provare invece a costruire una posizione unitaria sulle difficoltà legate a carburanti, trasporti e insularità.

Il Libero Consorzio di Trapani, sottolinea Quinci, intende mantenere aperto il confronto con associazioni di categoria, operatori e rappresentanti dei comparti interessati.

Infrastrutture e competitività del territorio

Nel ragionamento del presidente, il tema dei carburanti è strettamente collegato anche alle condizioni infrastrutturali della Sicilia occidentale.

Quinci sostiene che autotrasporto, logistica e pesca debbano sostenere costi aggiuntivi che incidono sulla capacità delle imprese di competere.

Per questo la risposta, secondo il presidente, dovrebbe mettere insieme sostegni immediati e interventi di più lungo periodo: infrastrutture, fiscalità, programmazione e confronto stabile con le categorie produttive.

Quinci: “Serve una risposta condivisa e duratura”

La posizione del presidente del Libero Consorzio si concentra dunque sulla necessità di superare la logica dell’emergenza.

Per Quinci, il rischio è che contributi temporanei riescano soltanto a rinviare una crisi che interessa settori fondamentali dell’economia della provincia di Trapani e della Sicilia.

La richiesta è quella di costruire una risposta politica e istituzionale coordinata, capace di affrontare sia il costo immediato dei carburanti sia gli svantaggi strutturali denunciati dagli operatori.

Il caro carburanti pesa sui trasporti e sulla marineria: per Quinci è arrivato il momento di trasformare il confronto con le categorie in una strategia che coinvolga Regione, istituzioni territoriali e rappresentanze economiche.

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