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Marsala, panchine di piazza Matteotti: Caliò chiarisce le sue parole, solidarietà dal Pd provinciale

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domenica 27 settembre 2026 - 21:58

Caliò chiarisce le sue parole sulle panchine

Marsala – Caliò chiarisce le sue parole dopo la polemica riaccesa sulla rimozione delle panchine di piazza Matteotti, nell’area di Porta Mazara.

Il caso era tornato al centro del dibattito dopo alcune dichiarazioni pronunciate dall’assessora comunale Anna Caliò durante la Festa dell’Unità e successivamente criticate dall’associazione Amici del Terzo Mondo.

Caliò ricopre nella Giunta Patti le deleghe ai Servizi Sociali e Socio-Sanitari, Pari Opportunità e Parità di Genere, oltre ad altre competenze nell’ambito sociale e della prevenzione.

Le critiche degli Amici del Terzo Mondo

L’associazione, attraverso il presidente Enzo Zerilli, aveva giudicato “inopportuna e fuori luogo” la ricostruzione secondo cui le panchine sarebbero state rimosse anche perché utilizzate la sera da persone extracomunitarie.

Gli Amici del Terzo Mondo avevano richiamato la necessità, soprattutto quando si affronta il tema dell’immigrazione, di utilizzare un linguaggio capace di evitare contrapposizioni e generalizzazioni.

La vicenda delle panchine non nasce però in questi giorni. La rimozione risale allo scorso luglio e aveva già provocato un acceso confronto politico e cittadino. In quella fase l’Amministrazione aveva spiegato l’intervento parlando di decoro, sicurezza e riqualificazione della piazza, escludendo finalità discriminatorie e annunciando una successiva riorganizzazione degli spazi.

Caliò: “Sono profondamente rammaricata”

Dopo le polemiche, l’assessora ha affidato a un intervento pubblico una lunga precisazione.

“Sono profondamente rammaricata che alcune mie dichiarazioni siano state travisate e ricondotte a una rappresentazione che non corrisponde alla mia storia personale, professionale e politica”, afferma Caliò.

L’assessora richiama il proprio percorso professionale da medico e l’attività svolta a contatto con le persone più fragili, sostenendo di non avere mai fatto distinzioni tra cittadini italiani, immigrati o stranieri.

“La salute è un diritto che va tutelato a prescindere dall’etnia, dalla provenienza o dalla condizione sociale”, ribadisce.

“Non sono riuscita a esprimermi con la chiarezza necessaria”

Nella sua replica Caliò non si limita però a respingere le interpretazioni date alle proprie parole.

Riconosce infatti che il messaggio espresso durante il precedente intervento avrebbe potuto essere formulato in maniera più chiara.

“Nelle dichiarazioni di ieri, non sono riuscita a esprimere questo concetto con la chiarezza necessaria”, afferma.

L’assessora aggiunge che chi ricopre un incarico istituzionale deve utilizzare parole particolarmente precise e dichiara di assumersi la responsabilità di “non averlo fatto nel modo migliore”.

Allo stesso tempo respinge una lettura delle proprie affermazioni che, a suo giudizio, la collocherebbe su posizioni lontane dal proprio percorso personale, politico e professionale.

Accoglienza e integrazione, la posizione dell’assessora

Caliò chiarisce le sue parole soffermandosi soprattutto sulla differenza che individua tra accoglienza e integrazione.

Per l’assessora l’accoglienza rappresenta soltanto il primo passaggio. L’integrazione, sostiene, richiede invece partecipazione, rispetto reciproco, riconoscimento di diritti e doveri e capacità di sentirsi parte della stessa comunità.

Caliò afferma inoltre di stare lavorando con associazioni e realtà impegnate nell’immigrazione e nell’inclusione, con l’obiettivo di costruire percorsi concreti.

Il punto, secondo la sua precisazione, sarebbe dunque affrontare le situazioni di disagio e i problemi di convivenza senza trasformarli in contrapposizione tra cittadini italiani e stranieri.

Il sostegno della segretaria provinciale del Pd

Sulla vicenda interviene anche Valeria Battaglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trapani. Il suo ruolo alla guida provinciale del partito è confermato anche dalle comunicazioni pubbliche del Pd trapanese.

Battaglia esprime sostegno alla posizione chiarita da Caliò e torna sulla decisione di rimuovere le panchine di piazza Matteotti.

Secondo la segretaria provinciale, la rimozione delle sedute non andrebbe letta come un provvedimento diretto contro una determinata categoria di persone, ma come un passaggio all’interno di una più ampia riorganizzazione dell’area.

Battaglia richiama criticità legate a degrado, vivibilità e bivacchi e sostiene che l’obiettivo dell’intervento debba essere quello di coniugare sicurezza, fruibilità degli spazi e inclusione sociale.

Si tratta della posizione politica espressa dalla segretaria provinciale del Pd all’interno di un dibattito che resta aperto e sul quale, già nei mesi scorsi, erano emerse valutazioni differenti anche dentro l’area politica che sostiene l’Amministrazione.

Battaglia critica alcuni consiglieri di maggioranza

La segretaria provinciale interviene inoltre sulle reazioni arrivate da alcuni esponenti della maggioranza consiliare.

Battaglia definisce “surreale” l’atteggiamento di quei consiglieri che, a suo giudizio, avrebbero preferito alimentare la polemica anziché approfondire le ragioni dei provvedimenti adottati dall’Amministrazione.

Secondo la dirigente del Pd, chi sostiene una maggioranza avrebbe il compito di conoscere i dossier e i provvedimenti prima di esprimere una valutazione e di contribuire a spiegare ai cittadini le scelte amministrative.

Anche in questo caso si tratta di una valutazione politica della segretaria provinciale, destinata probabilmente ad alimentare ulteriormente il confronto interno alla coalizione.

Una polemica che parte dalla rimozione di luglio

Le panchine di piazza Matteotti erano state rimosse nel mese di luglio e la decisione aveva provocato fin dall’inizio reazioni contrastanti.

La sindaca Andreana Patti aveva escluso motivazioni discriminatorie, parlando di un intervento legato al recupero del decoro, alla sicurezza e a un progetto di rigenerazione dell’area, con la prospettiva di reinstallare sedute nell’ambito della nuova sistemazione della piazza. ANSA.it

Sul tema erano però arrivate anche critiche da forze politiche e associazioni, che avevano contestato l’idea di contrastare situazioni di degrado attraverso la semplice rimozione dell’arredo urbano.

Le dichiarazioni pronunciate da Caliò alla Festa dell’Unità hanno quindi riaperto un confronto che, in realtà, non si era mai completamente chiuso.

L’assessora: “Continuerò a lavorare per una comunità inclusiva”

Nella parte conclusiva del proprio intervento Anna Caliò ribadisce l’intenzione di continuare a collaborare con associazioni, operatori sociali e sanitari e realtà del territorio.

L’obiettivo dichiarato è mettere al centro le persone che vivono situazioni di maggiore fragilità e lavorare per una comunità “più inclusiva e coesa”.

L’assessora esprime inoltre la convinzione di poter contare sulla collaborazione della sindaca Patti e dell’intera Amministrazione.

La vicenda resta dunque su due piani: da una parte il chiarimento personale e politico di Caliò, dall’altra il dibattito più ampio sulla gestione di piazza Matteotti, sulla sicurezza, sull’inclusione e sul significato stesso delle scelte adottate negli spazi pubblici.


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