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The Smuggle sostiene la ricerca: da Marsala a Tunisi in canoa per aiutare i bambini

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martedì 15 settembre 2026 - 12:15

The Smuggle sostiene la ricerca: da Marsala a Tunisi in canoa per i bambini

MARSALA – The Smuggle sostiene la ricerca attraverso una traversata del Mediterraneo in canoa surfski, da Marsala a Tunisi. Un percorso di 273 chilometri per raccogliere fondi a favore di Safer, un dispositivo progettato per assistere neonati e bambini con difficoltà respiratorie nei Paesi con risorse limitate.

Il comunicato di presentazione fissa la partenza per martedì 15 settembre 2026, alle ore 6:30, dal molo della Società Canottieri Marsala, sul Lungomare Boeo 9. Protagonisti dell’iniziativa sono Andrea Menga, 23 anni, originario di Monopoli, e Giovanni De Carlo, 27 anni, di Chiavari, neolaureato.

I due giovani condividono il percorso formativo MEDTEC e l’impegno come volontari nel Gruppo di Milano di Medici con l’Africa Cuamm. Dall’incontro tra studio, ricerca e volontariato è nata l’idea di trasformare una sfida sportiva in un sostegno concreto alla salute infantile.

Dagli studi universitari al progetto Safer

Menga e De Carlo provengono da MEDTEC, il corso internazionale di Humanitas University e Politecnico di Milano che integra Medicina e Chirurgia e Ingegneria Biomedica, con un doppio titolo di studio.

Attraverso la formazione universitaria hanno conosciuto il progetto Safer. De Carlo, in particolare, vi ha collaborato nell’ambito della propria tesi di laurea.

Il dispositivo è stato ideato da Raffaele Dellacà, docente del Politecnico di Milano e di MEDTEC. Il progetto ha ottenuto nel 2020 un Polisocial Award, avviando un percorso di sviluppo che richiede ulteriori risorse per proseguire.

Medici con l’Africa Cuamm è partner dello studio clinico previsto in Uganda. La raccolta fondi collegata alla traversata vuole contribuire proprio a questa fase, necessaria per valutare il dispositivo e portarne avanti lo sviluppo.

Un supporto respiratorio per i contesti con poche risorse

Safer nasce per affrontare le difficoltà che possono ostacolare l’assistenza respiratoria nei contesti sanitari meno attrezzati. Tra queste rientrano la disponibilità limitata di ossigeno, l’instabilità della rete elettrica e i trasferimenti dai centri periferici agli ospedali.

La pagina della campagna descrive Safer come un dispositivo CPAP che integra supporto respiratorio, monitoraggio, batteria e gestione dell’ossigeno. Lo studio clinico in Uganda servirà a valutarne sicurezza, efficacia e utilizzabilità nelle condizioni reali di impiego. Il progetto resta quindi nel percorso di ricerca e validazione. Dettagli sulla campagna The Smuggle per Safer.

Uno degli ambiti di interesse riguarda il trasporto in ambulanza dei piccoli pazienti. L’obiettivo è favorire la continuità dell’assistenza respiratoria durante il tragitto da una struttura periferica a un ospedale dotato di maggiori risorse.

Una traversata per finanziare la ricerca

La necessità di reperire fondi ha spinto i due giovani a ideare The Smuggle. Andrea Menga racconta che la mancanza di risorse aveva rallentato la fase di studio e validazione.

«Così ci siamo messi in gioco e abbiamo pensato a un modo per raccogliere i finanziamenti necessari per continuare questo progetto», spiega.

Il nome dell’impresa richiama l’idea di “contrabbandare”, in senso simbolico, salute e possibilità di cura verso i luoghi che ne hanno meno. La traversata vuole attirare l’attenzione sulle difficoltà di accesso all’assistenza e coinvolgere nuovi sostenitori nella ricerca.

La raccolta ha dunque una finalità precisa: contribuire al lavoro necessario perché il dispositivo possa completare il proprio percorso di valutazione.

Da Marsala a Tunisi: 273 chilometri e circa quattro giorni

Il programma prevede l’arrivo a Tunisi in circa quattro giorni. Andrea e Giovanni dovranno affrontare lunghe ore di pagaiata, condizioni meteo-marine variabili e le esigenze logistiche di una traversata in mare aperto.

Nelle prime due miglia nautiche, alcune imbarcazioni della scuola della Società Canottieri Marsala accompagneranno i protagonisti.

Per tutto il percorso è prevista la presenza di una barca di sicurezza, incaricata di fornire supporto, assistenza medica e copertura logistica. A bordo ci sarà anche Andrea Ferrero, un altro compagno del corso MEDTEC, con esperienza di navigazione.

La durata indicata rappresenta la previsione degli organizzatori per il viaggio. Il comunicato presenta il programma della traversata, senza riportare aggiornamenti sul suo effettivo avanzamento.

Cinque prototipi destinati allo studio in Uganda

Secondo il comunicato, l’obiettivo dell’iniziativa è sostenere la fase di studio e validazione di cinque prototipi di Safer, destinati all’Uganda.

Il progetto coinvolgerà gli operatori di Medici con l’Africa Cuamm e riguarderà, in particolare, l’assistenza ai piccoli pazienti durante i trasferimenti verso gli ospedali di Aber e Mbarara.

La sperimentazione dovrà contribuire a comprendere come il dispositivo possa rispondere alle esigenze degli operatori e dei pazienti. Il trasporto, infatti, è uno dei passaggi sui quali si concentra il progetto, con l’intento di mantenere il supporto respiratorio anche fuori dalle strutture ospedaliere.

Patrocini e sponsor della traversata

The Smuggle gode del patrocinio della Fondazione Politecnico di Milano, di Humanitas University, della Federazione Italiana Canoa Kayak e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. All’iniziativa hanno concesso il patrocinio anche i Comuni di Monopoli e Sciacca.

I costi della traversata sono coperti dagli sponsor indicati dagli organizzatori: Lions Club Lainate, il broker assicurativo ATL Marine & Energy e l’assicuratore marittimo internazionale West of England P&I.

Questo sostegno permette di affrontare le spese dell’impresa sportiva, mentre la campagna benefica è dedicata alla prosecuzione del progetto di ricerca.

Come sostenere The Smuggle

Chi desidera contribuire può consultare la raccolta fondi The Smuggle per Safer su GoFundMe, dove sono illustrate le finalità della campagna.

Con la traversata da Marsala a Tunisi, Andrea Menga e Giovanni De Carlo vogliono mettere la propria preparazione e la passione sportiva al servizio della ricerca. Il traguardo benefico è sostenere un progetto pensato per portare assistenza respiratoria ai bambini nei contesti in cui garantirla è più difficile.


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