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Marsala vieta l’acqua di un pozzo a Bufalata: gli accertamenti dopo un caso di salmonellosi

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martedì 15 settembre 2026 - 11:20

Marsala vieta l’acqua di un pozzo a Bufalata: controlli dopo un caso di salmonellosi

MARSALA – Marsala vieta l’acqua di un pozzo privato in contrada Bufalata dopo gli accertamenti dell’Asp di Trapani. Le analisi, eseguite nell’ambito di un’indagine epidemiologica per un caso di salmonellosi, hanno rilevato una non conformità microbiologica. L’acqua è stata quindi giudicata non idonea al consumo umano e potenziale veicolo di malattie infettive.

La sindaca Andreana Patti ha disposto il divieto con l’ordinanza n. 92 dell’11 settembre 2026. Il provvedimento interessa la specifica fonte di approvvigionamento sottoposta a controllo e chiunque ne utilizzi l’acqua.

Il divieto non riguarda l’intera rete idrica di Marsala. L’ordinanza precisa che la misura resta circoscritta al pozzo interessato dagli accertamenti, senza estendersi ad altre fonti o a immobili estranei alle verifiche.

Il campionamento dell’Asp e l’esito delle analisi

L’indagine sanitaria è stata avviata a seguito di un caso di salmonellosi. Il 3 settembre il personale tecnico della prevenzione dell’Asp ha effettuato un prelievo presso l’abitazione alimentata dal pozzo.

Il campione è stato raccolto dal rubinetto del lavello del bagno. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, l’immobile riceve l’acqua attraverso il pozzo privato senza accumulo in cisterna.

Il Laboratorio di Sanità Pubblica ha successivamente riscontrato la non conformità microbiologica. L’Asp ha trasmesso gli esiti al Comune e ha proposto un intervento urgente per impedire l’esposizione delle persone al rischio sanitario.

L’atto comunale richiama un rischio attuale e concreto connesso all’utilizzo dell’acqua. Non specifica, però, quali microrganismi siano stati rilevati e non attesta un collegamento causale definitivo tra l’acqua del pozzo e il caso di salmonellosi.

Quali utilizzi dell’acqua sono vietati

L’ordinanza dispone il divieto assoluto e immediato per uso umano, alimentare e igienico-personale. Le prescrizioni comprendono diverse attività quotidiane, oltre al semplice consumo dell’acqua.

In particolare, non è consentito utilizzare l’acqua del pozzo per:

  • bere;
  • preparare, manipolare o cuocere alimenti;
  • lavare stoviglie, utensili e recipienti destinati al contatto con gli alimenti;
  • provvedere all’igiene e alla pulizia della persona;
  • svolgere altri utilizzi che comportino ingestione, contatto diretto con il corpo o esposizione al rischio sanitario;
  • irrigare colture destinate al consumo fresco.

I destinatari devono adottare tutte le cautele necessarie per evitare impieghi vietati, anche accidentali. L’obbligo riguarda anche l’utilizzo dell’acqua da parte di altre persone presenti nell’immobile.

Quanto dura il divieto e chi effettua i controlli

Le prescrizioni devono essere rispettate dalla notificazione dell’ordinanza. Il documento non indica una data prestabilita per la fine delle limitazioni.

Il divieto resta efficace fino alla comunicazione dell’Autorità sanitaria sul venir meno delle condizioni di rischio, sulla base di nuovi accertamenti. L’ordinanza contempla inoltre un successivo provvedimento di revoca o modifica.

I destinatari e gli eventuali utilizzatori dell’immobile devono consentire l’accesso al pozzo e agli impianti. Il personale dell’Asp e gli altri organi competenti potranno così effettuare sopralluoghi, campionamenti e ulteriori verifiche.

Alla Polizia Municipale di Marsala spettano la notificazione del provvedimento e la vigilanza sul rispetto delle prescrizioni. L’Asp curerà gli ulteriori accertamenti sanitari.

Le verifiche sulla documentazione del pozzo

L’Asp ha segnalato anche che, agli atti del proprio Dipartimento, non risulta documentazione istruttoria propedeutica all’utilizzo del pozzo.

Su questo punto l’ordinanza introduce una precisazione: il provvedimento non esprime una valutazione definitiva sulla regolarità amministrativa del pozzo. Gli eventuali accertamenti restano affidati agli uffici competenti.

Il Comune ha disposto la trasmissione dell’atto al Genio Civile, agli uffici comunali interessati e alla Prefettura di Trapani. L’ordinanza, inoltre, non dispone lavori sul pozzo o sull’impianto privato.

A Trapani un confronto in Prefettura sulla rete idrica

A Trapani prosegue, parallelamente, la gestione di una distinta situazione di contaminazione, che interessa la rete di distribuzione di un quartiere del capoluogo.

Secondo il resoconto del vertice riportato nel materiale informativo, la prefetta Daniela Lupo ha riunito gli enti coinvolti per fare il punto sugli interventi e sull’approvvigionamento sostitutivo.

Al confronto sono stati convocati rappresentanti della Regione Siciliana, dei Dipartimenti regionali dell’Acqua e dei Rifiuti e della Protezione civile. Coinvolti anche Asp, Assemblea Territoriale Idrica, Genio Civile, Vigili del Fuoco, Aeronautica Militare, Esercito, Forze dell’Ordine, Dia e Siciliacque.

L’incontro segue la riunione del 26 agosto, durante la quale era stato concordato un ulteriore sostegno al servizio con le autobotti. Il supporto degli altri Comuni e della Regione accompagna gli interventi avviati dall’Amministrazione comunale sulla rete.

Autobotti e supporto tecnico al Comune

Durante il confronto sono stati esaminati gli esiti del tavolo tecnico ristretto del 7 settembre, ospitato dall’Assemblea Territoriale Idrica.

La collaborazione tra ATI e Protezione civile regionale avrebbe consentito di migliorare la distribuzione sostitutiva. Secondo il resoconto, le richieste vengono evase nella giornata della prenotazione o in quella successiva.

La Protezione civile ha confermato la disponibilità a sostenere il Comune e a rafforzare il Centro Operativo Comunale, attivato il 26 agosto. Prosegue inoltre il coordinamento con gli altri enti locali per l’impiego delle autobotti.

La Regione ha manifestato anche la disponibilità di tecnici per valutare le criticità e individuare possibili soluzioni, sia immediate sia di lungo periodo.

Nuovi prelievi e attenzione alle scuole

Sul piano sanitario, l’Asp ha comunicato l’avvio di una nuova campagna sistematica di prelievi e analisi, successiva ad alcuni interventi sulla rete. Le verifiche serviranno ad accertare il rientro dei parametri di potabilità.

Particolare attenzione riguarda le scuole dell’area interessata. I Vigili del Fuoco, il 37° Stormo dell’Aeronautica Militare e il 6° Reggimento dei Bersaglieri hanno manifestato disponibilità a intervenire in caso di necessità, attraverso una programmazione coordinata.

La Prefettura ha infine disposto la prosecuzione dei controlli delle Forze dell’Ordine. L’attività di vigilanza si inserisce nel quadro delle misure avviate nel secondo semestre del 2024 per l’emergenza idrica.

Per Marsala, il riferimento resta l’ordinanza sul singolo pozzo privato di Bufalata. Per Trapani, gli interventi riguardano invece la rete del quartiere interessato: i documenti forniti non indicano un collegamento tra le due vicende.

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