Il grave incidente durante le partenze del gruppo TCR
ERICE – La Monte Erice si è fermata dopo il grave incidente avvenuto ieri, domenica 6 settembre, durante la 68ª edizione della cronoscalata. Il bilancio comunicato dagli organizzatori è di due vittime e diversi feriti.
L’incidente si è verificato alle ore 11.37, durante le partenze delle vetture appartenenti al gruppo TCR. L’auto numero 54, condotta dal concorrente Marco Nicoletti, è uscita di strada fuori controllo.
L’episodio è avvenuto in corrispondenza della postazione 9, situata a circa un chilometro e mezzo dalla linea di partenza. Secondo la ricostruzione diffusa da ACI Sport, nell’incidente sono rimasti coinvolti un pilota, un commissario di percorso e due persone del pubblico.
La gara, valida come tredicesimo appuntamento del Campionato Italiano Velocità Montagna Sud, è stata immediatamente sospesa. Il Collegio dei commissari sportivi ha poi deciso di interrompere definitivamente la manifestazione. ACI Sport
Due vittime e diversi feriti
Due persone hanno perso la vita in seguito all’incidente. Il commissario di percorso coinvolto è stato ricoverato in ospedale.
Anche il pilota della vettura uscita di strada è stato trasferito in ospedale per gli accertamenti necessari.
I controlli sanitari hanno interessato inoltre un altro pilota che si era ritirato in precedenza e che si trovava nella zona interessata dall’incidente.
I feriti, dopo i primi interventi sul posto, sono stati trasportati al Pronto soccorso dell’ospedale di Trapani.
L’intervento immediato dei soccorsi
L’allarme alla Direzione gara è arrivato via radio pochi istanti dopo l’incidente. I commissari presenti lungo il percorso hanno richiesto l’intervento delle ambulanze.
La vettura della Direzione gara ha raggiunto il luogo dell’accaduto con il medico di gara. Durante il tragitto sono state allertate le unità sanitarie più vicine.
Sul posto sono intervenute complessivamente quattro ambulanze con medici rianimatori. Sono arrivati anche le Forze dell’Ordine e il magistrato di turno.
Gli organizzatori hanno illustrato la successione degli interventi durante una conferenza stampa convocata nel pomeriggio presso il centro servizi dell’Hotel Venere di Erice, a Valderice.
All’incontro hanno partecipato Giovanni Pellegrino, presidente dell’Automobile Club Trapani; Fabrizio Fondacci, direttore di gara, e Mariano Saluto, medico di gara.
La cronologia comunicata dagli organizzatori
La vettura numero 54 ha ricevuto il via alle 11.36.
Alle 11.37 è arrivata alla Direzione gara la segnalazione via radio dalla postazione 9.
Alle 11.39 la vettura della Direzione gara ha raggiunto il punto dell’incidente con il medico di gara. Nello stesso momento sono arrivate le prime due ambulanze con medico rianimatore.
Alle 11.42 altre due ambulanze hanno raggiunto il luogo dell’accaduto.
Dopo i primi soccorsi, i feriti sono stati trasferiti al Pronto soccorso dell’ospedale di Trapani.
Il cordoglio dell’Automobile Club
L’Automobile Club Trapani e l’Automobile Club d’Italia hanno espresso profondo cordoglio per le vittime e vicinanza ai loro familiari.
Il pensiero degli organizzatori è stato rivolto anche alle persone rimaste coinvolte e ai feriti trasportati in ospedale.
La manifestazione, uno degli appuntamenti sportivi più attesi della provincia di Trapani, si è conclusa così nel dolore e nello sgomento.
Saranno le autorità competenti a svolgere gli accertamenti necessari per ricostruire nei dettagli la dinamica dell’incidente.
Quinci: «Una giornata di festa lascia spazio allo sconforto»
Anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, è intervenuto sulla tragedia.
«Un evento luttuoso che lascia sgomenti e che impone il rispetto per un dolore profondo e inaspettato», ha dichiarato Quinci, esprimendo cordoglio alle famiglie delle vittime e vicinanza ai feriti.
Il presidente ha rivolto un pensiero anche agli organizzatori della cronoscalata e ai responsabili di gara. A loro ha manifestato la solidarietà della comunità provinciale.
«Le verifiche e gli accertamenti tecnici faranno luce su questo avvenimento funesto, che lascia un segno cupo e di smarrimento», ha aggiunto.
«Una giornata di festa e di sport è costretta a lasciare il campo a un sentimento di sconforto che va affrontato con la forza della solidarietà», ha concluso Salvatore Quinci.
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