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Caffè e cuore, lo studio: fino a 3-5 tazze al giorno non aumentano i rischi

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martedì 21 luglio 2026 - 11:00

Caffè e cuore

Salute – Caffè e cuore, dalla scienza arriva una notizia che farà piacere a tanti consumatori.

Bere caffè nero in quantità moderate, senza zuccheri, creme o altri additivi, non sembrerebbe aumentare i rischi per la salute cardiovascolare nella maggior parte degli adulti.

Secondo una dichiarazione scientifica dell’American Heart Association, pubblicata sulla rivista Circulation, un consumo fino a 400 milligrammi di caffeina al giorno può essere considerato sicuro per la maggior parte delle persone adulte.

Si tratta, in termini pratici, dell’equivalente di circa 3-5 tazze di caffè nero filtrato.

Lo studio pubblicato su Circulation

A coordinare il lavoro sono stati gli scienziati Gregory Marcus, Frank Hu e Rob van Dam, insieme al gruppo di studio dell’American Heart Association.

Gli esperti hanno analizzato la letteratura scientifica più recente sul rapporto tra caffeina, caffè e salute cardiovascolare.

L’attenzione si è concentrata su diversi aspetti: pressione arteriosa, colesterolo, diabete, aritmie e rischio cardiovascolare complessivo.

Il risultato principale è chiaro: per la maggior parte degli adulti, un consumo moderato di caffeina non sembra associato a un aumento del rischio per il cuore.

Non tutto il caffè è uguale

I ricercatori invitano però alla prudenza.

Il caffè non è fatto soltanto di caffeina. Contiene molte altre sostanze, alcune potenzialmente benefiche, come composti antiossidanti, e altre da valutare con attenzione.

Tra queste c’è il cafestolo, presente soprattutto nel caffè non filtrato, che può essere associato a un aumento del colesterolo LDL.

Per questo gli studiosi sottolineano che è difficile isolare l’effetto della sola caffeina da quello degli altri composti contenuti nella bevanda.

Conta anche il modo in cui il caffè viene consumato.

Un caffè nero, senza zucchero e senza aggiunte, non è la stessa cosa di bevande ricche di zuccheri, sciroppi, creme o altri ingredienti calorici.

Fino a 400 mg al giorno

La soglia indicata dagli esperti è quella dei 400 mg di caffeina al giorno.

Questa quantità corrisponde, in modo orientativo, a un massimo di 3-5 tazze di caffè nero filtrato.

Naturalmente si tratta di una stima generale, perché il contenuto di caffeina può cambiare in base al tipo di caffè, alla miscela, alla preparazione e alla quantità servita.

Il messaggio dello studio non è quindi “bere più caffè fa bene a tutti”, ma piuttosto che un consumo moderato, per molti adulti sani, non deve essere considerato automaticamente un pericolo per il cuore.

Attenzione agli energy drink

Diverso è il discorso per gli energy drink.

Secondo gli autori, le bevande energetiche possono contenere quantità elevate di caffeina, spesso associate ad altri stimolanti e a zuccheri.

In questi casi gli effetti sull’organismo possono essere diversi rispetto al consumo tradizionale di caffè.

Gli studiosi segnalano che dosi massicce di caffeina, soprattutto se assunte rapidamente o attraverso prodotti concentrati, possono avere effetti nocivi.

Per questo serve cautela, in particolare tra i giovani e tra chi presenta condizioni di salute particolari.

Una notizia che arriva mentre cambiano le abitudini dei consumatori

La ricerca arriva in un momento in cui stanno cambiando anche le abitudini legate al consumo di caffè.

In una recente intervista al Financial Times, Giuseppe Lavazza, presidente dell’omonima azienda, ha parlato di una trasformazione del mercato.

Secondo Lavazza, i consumatori stanno acquistando “meno ma meglio”, mostrando maggiore interesse per il caffè in chicchi e per le macchine con macinacaffè integrato.

Un cambiamento che sembra andare nella direzione di un consumo più consapevole e attento alla qualità.

Il punto centrale: moderazione

La parola chiave resta moderazione.

Lo studio non cancella le differenze individuali.

La sensibilità alla caffeina può variare da persona a persona. Dipende anche da fattori genetici, età, abitudini, condizioni cliniche e farmaci assunti.

C’è chi può bere caffè senza avvertire disturbi e chi, invece, può sperimentare palpitazioni, insonnia, agitazione o aumento della pressione anche con quantità più basse.

Per questo gli autori chiedono ulteriori approfondimenti.

Servono nuovi studi per capire meglio come la caffeina agisca su gruppi diversi di popolazione e come cambino gli effetti tra caffè, tè, integratori ed energy drink.

Cosa significa per chi beve caffè

Per chi beve caffè ogni giorno, la notizia può essere letta con equilibrio.

Un consumo moderato di caffè nero, senza zuccheri o additivi, non sembrerebbe rappresentare un rischio cardiovascolare per la maggior parte degli adulti.

Non significa però che tutti debbano bere caffè, né che chi ha problemi cardiaci possa modificare le proprie abitudini senza confrontarsi con il medico.

Chi soffre di ipertensione, aritmie, disturbi del sonno, ansia o altre patologie dovrebbe sempre valutare il proprio consumo di caffeina con un professionista sanitario.

Tra piacere quotidiano e attenzione alla salute

Il caffè resta uno dei gesti quotidiani più diffusi.

Per molti è una pausa, un rito, un momento sociale.

La ricerca scientifica oggi invita a guardarlo senza demonizzazioni, ma anche senza eccessi.

La differenza la fanno quantità, qualità, modalità di consumo e condizioni personali.

In altre parole, il caffè nero assunto con moderazione può restare parte di uno stile di vita equilibrato.

Gli energy drink e le dosi elevate di caffeina, invece, richiedono maggiore prudenza.


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