Biglietti più cari per le isole, cresce la protesta
Trapani – I biglietti per le isole minori diventano più cari e la protesta entra nel dibattito politico e istituzionale. L’aumento dei diritti portuali, in vigore dal 1° luglio nei porti del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, riguarda anche i collegamenti con Egadi, Pelagie e Ustica.
La misura nasce dalla delibera n. 3 del 28 gennaio 2026, adottata dal commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale, l’avvocato Annalisa Tardino. Secondo l’Ente, l’adeguamento serve a coprire i maggiori costi di gestione legati a sicurezza, cybersecurity e manutenzione delle infrastrutture portuali.
Per le comunità delle isole minori, però, il provvedimento rischia di trasformarsi in un nuovo peso economico. Residenti, imprese e attività commerciali vivono già ogni giorno gli svantaggi legati all’insularità e non hanno alternative reali ai collegamenti via mare.
Il PD Egadi chiede la revisione della delibera
A prendere posizione è il coordinatore del Partito Democratico delle Egadi, Salvatore Tammaro, che ha inviato una formale istanza al commissario straordinario, al segretario generale dell’Autorità Portuale e al componente del Comitato di Gestione, Dario Genovese.
Il PD Egadi chiede una revisione della delibera. Secondo Tammaro, pur comprendendo le esigenze di bilancio dell’Autorità Portuale, la rimodulazione tariffaria produce effetti pesanti soprattutto sui territori insulari.
Per chi vive nelle isole, la continuità territoriale non è una semplice modalità di trasporto. È un diritto fondamentale, perché riguarda la possibilità di spostarsi, lavorare, curarsi, studiare e ricevere beni essenziali.
Il richiamo al principio di insularità
Nella richiesta, il PD Egadi richiama anche l’articolo 119 della Costituzione, che riconosce il principio di insularità. Le istituzioni pubbliche, secondo questo principio, devono adottare misure capaci di compensare gli svantaggi derivanti dalla condizione geografica delle isole.
Da qui le richieste avanzate all’Autorità di Sistema Portuale. La prima riguarda l’esenzione, o almeno una forte riduzione, dei diritti portuali per i residenti. La seconda riguarda le merci destinate al consumo interno delle isole.
Il PD Egadi chiede anche un monitoraggio sugli effetti degli aumenti. Il rischio, infatti, è che i maggiori costi dei collegamenti finiscano per incidere anche sui beni di prima necessità.
Il nodo degli investimenti nelle Egadi
Nel documento viene evidenziato anche un altro punto. Secondo il PD Egadi, l’aumento delle tariffe risulta ancora più difficile da accettare se si guarda alla situazione degli investimenti nelle infrastrutture portuali delle isole.
Scali come Palermo, negli ultimi anni, hanno beneficiato di interventi importanti, soprattutto per lo sviluppo del traffico crocieristico e per il miglioramento dei servizi. Le Egadi, invece, continuerebbero a sostenere maggiori costi senza avere ricevuto analoghi interventi in termini di infrastrutture, efficienza e sicurezza.
Per i rappresentanti del territorio, questo crea uno squilibrio evidente. Le isole contribuiscono al sistema portuale con un traffico costante di passeggeri e merci, ma chiedono maggiore attenzione nelle scelte e negli investimenti.
La posizione del sindaco Pagoto
La posizione del PD Egadi trova punti di contatto con quella del sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto. Il primo cittadino aveva già espresso perplessità al momento dell’approvazione della riforma.
Secondo Pagoto, il fatto che nel Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale sia previsto un solo rappresentante del Comune di Trapani rischia di indebolire il confronto con i territori insulari.
“Non si tiene conto del parere delle isole”, osserva il sindaco. Pagoto ricorda che il traffico di merci e passeggeri da e verso gli arcipelaghi ha avuto un peso importante nella nascita e nel consolidamento dell’Autorità di Sistema Portuale.
La questione arriva al Ministero
Il sindaco di Favignana ha annunciato la volontà di investire della questione anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obiettivo è chiedere ulteriori chiarimenti sulle motivazioni tecniche contenute nella relazione allegata alla delibera commissariale.
Pagoto intende approfondire ogni aspetto del provvedimento, soprattutto in relazione agli effetti concreti sulle comunità insulari. Per le Egadi, la questione non riguarda solo il prezzo del biglietto. Tocca mobilità, servizi, turismo, commercio e vita quotidiana.
Liberty Lines: “Gli aumenti non dipendono da noi”
Nel dibattito è intervenuta anche Liberty Lines, chiamata in causa da diversi utenti dopo l’aumento del costo dei biglietti. La compagnia ha precisato che gli incrementi entrati in vigore dal 1° luglio non dipendono dalle proprie politiche tariffarie.
Secondo Liberty Lines, gli aumenti derivano esclusivamente dall’adeguamento dei diritti portuali disposto dall’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale. La società ricorda che tasse portuali e tasse di sbarco sono componenti del prezzo del biglietto sulle quali il vettore non ha potere decisionale.
Una precisazione che sposta il tema dal rapporto tra utenti e compagnia alla scelta istituzionale che ha introdotto i nuovi importi.
Il costo dell’insularità
La vicenda riapre il tema del costo dell’insularità. Per chi vive nelle Egadi, nelle Pelagie o a Ustica, ogni aumento dei collegamenti marittimi non è una voce marginale. Incide sulla vita quotidiana, sui bilanci familiari, sulle imprese e sull’approvvigionamento delle merci.
Il rischio segnalato dai rappresentanti delle isole è che l’insularità diventi un costo sempre più pesante, invece di essere compensata da misure dedicate. Il confronto adesso si sposta sul piano istituzionale, con la richiesta di rivedere la delibera e di aprire un dialogo più diretto con le comunità interessate.
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