Trapani: ripreso il detenuto che era fuggito stamattina. La ricostruzione della vicenda

redazione

Trapani: ripreso il detenuto che era fuggito stamattina. La ricostruzione della vicenda

Condividi su:

domenica 12 Luglio 2026 - 16:17

 E’ durata poche ore la fuga dl detenuto del carcere di Trapani di cui vi abbiamo raccontato in un articolo precedente.

L’uomo è stato rintracciato e arrestato. si tratterebbe di un detenuto italiano che è stato è catturato al termine di una vasta operazione di ricerca scattata subito dopo l’evasione. Per tutta la mattinata la Polizia penitenziaria, supportata dalle altre forze dell’ordine, ha battuto la città e le aree limitrofe all’ospedale.

Secondo una prima ricostruzione, il detenuto era stato trasferito in ambulanza al Sant’Antonio Abate. Una volta giunto nell’area del pronto soccorso, approfittando dell’apertura del portellone del mezzo, sarebbe riuscito a dileguarsi tra le strade vicine, facendo perdere le proprie tracce.

L’ipotesi che appare più probabile:: malore simulato

Sulla vicenda è intervenuto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). Secondo il segretario generale Donato Capece, tutto lascia pensare che il detenuto abbia simulato un malore per ottenere il trasferimento fuori dal carcere.

«Sono in corso gli accertamenti del caso – afferma Capece – ma l’episodio appare emblematico dei rischi connessi ai ricoveri e alle traduzioni dei detenuti presso le strutture sanitarie esterne».

Il SAPPE sottolinea come episodi di questo tipo mettano ulteriormente sotto pressione gli organici della Polizia penitenziaria, già alle prese con una cronica carenza di personale.

Il sindacato evidenzia che il continuo ricorso a visite specialistiche, ricoveri e accertamenti sanitari fuori dagli istituti penitenziari comporta l’impiego di numerosi agenti per le scorte, sottraendoli ai servizi interni delle carceri.

Per questo il SAPPE torna a chiedere una riflessione sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria ai detenuti, ribadendo la necessità di individuare soluzioni che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute e adeguati livelli di sicurezza, evitando di gravare ulteriormente sul sistema penitenziario.

Restano inoltre da chiarire nel dettaglio le modalità con cui l’uomo è riuscito a eludere la vigilanza durante il trasferimento all’ospedale.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta