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Andreana Patti sindaca di Marsala, il voto dei cittadini non diventi terreno di giochi politici e cambi di bandiera

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sabato 27 giugno 2026 - 11:00

Marsala ha votato e quel voto va rispettato

Marsala – Marsala ha votato. Adesso Marsala vuole essere rispettata. Andreana Patti ha vinto le elezioni a Marsala non per un cavillo, non per un premio regalato dalla legge, non per una combinazione fortunata.

Ha vinto superando il 50% dei voti espressi dai marsalesi che sono andati alle urne. Ha vinto contro un sindaco uscente, Massimo Grillo, e contro un’ex sindaca, Giulia Adamo. Ha vinto in una competizione vera, difficile, con quattro candidati sindaco e con proposte diverse messe davanti alla città.

Marsala ha scelto. Ha scelto una novità. Ha scelto un cambio di rotta. Ha scelto quel “vento che è cambiato” che Andreana Patti ha ripetuto spesso in campagna elettorale. E adesso quel voto va rispettato.

Maggioranza e opposizione, ruoli diversi e stesso obiettivo

Questo non significa che la sindaca debba governare da sola. Anzi. Il Consiglio comunale deve fare il Consiglio comunale. La maggioranza deve sostenere, aiutare, discutere, spronare e anche correggere quando serve. L’opposizione deve controllare, verificare, proporre alternative e tenere alta l’attenzione sulla città.

Massimo Grillo, da ex sindaco, ha tutto il diritto e anche l’esperienza per fare un’opposizione seria e costruttiva. Giulia Adamo e i consiglieri eletti nelle liste non collegate alla Patti hanno il diritto e il dovere di rappresentare un’altra idea di città. Enzo Sturiano, con la sua lunga esperienza in Aula, e tutti gli altri consiglieri di opposizione possono dare un contributo importante.

Questa è la democrazia. Maggioranza e opposizione. Ruoli diversi, stesso obiettivo: Marsala.

Marsala non merita il solito teatrino

Quello che Marsala non merita, però, è il solito teatrino. Non merita cambi di bandiera alla prima curva. Non merita consiglieri eletti in una coalizione che, dopo poche settimane o pochi mesi, cominciano a mandare segnali, minacciare strappi, allontanarsi, creare frizioni o mettere in difficoltà il progetto che hanno chiesto ai cittadini di votare.

Lo dico oggi, prima che accada. E spero davvero che non accada.

Chi è stato eletto nella maggioranza di Andreana Patti è stato eletto anche perché faceva parte di quel progetto. I voti personali contano, certo. Nessuno li nega. Ma quei voti sono arrivati dentro una scelta politica chiara: sostenere una candidata sindaca, una coalizione, un’idea di città.

Se un cittadino ha votato un consigliere della maggioranza, lo ha fatto sapendo che quel consigliere avrebbe sostenuto Andreana Patti. Non lo ha votato per vederlo cambiare strada dopo qualche incarico mancato, dopo una presidenza non ottenuta, dopo un assessorato non assegnato, dopo una promessa non mantenuta o dopo il desiderio personale di primeggiare.

Le cariche passano, la città resta

Le cariche passano. La città resta.

Non ci sarà spazio per tutti. È normale. Non tutti possono diventare assessori, presidenti, vicepresidenti, capigruppo o punti centrali dell’amministrazione. Ma chi ha chiesto il voto ai marsalesi dentro una coalizione deve avere la maturità di portare avanti quel percorso.

Se invece qualcuno dovesse capire di non credere più in quel progetto, la strada più dignitosa sarebbe una sola: dimettersi e lasciare spazio al primo dei non eletti della stessa lista. A chi, magari, ha combattuto per la stessa vittoria e vuole davvero sostenere quel programma.

Poi, tra cinque anni, ognuno sarà libero di scegliere un altro candidato sindaco, un’altra coalizione, un’altra idea di città. È giusto così. Ma durante il mandato il voto dei cittadini non può diventare merce di scambio, né uno strumento per regolare conti personali.

Marsala ha bisogno di responsabilità

Marsala non ha bisogno di voltagabbana. Marsala non ha bisogno di vecchia politica travestita da novità. Marsala non ha bisogno di consiglieri che si spostano in base al vento, dopo aver detto ai cittadini che il vento era cambiato.

Marsala ha bisogno di lavoro, sacrificio, presenza, responsabilità. Ha bisogno di una sindaca che ascolti il Consiglio comunale, di una maggioranza che non si sfaldi per ambizioni personali e di un’opposizione forte, seria, preparata, capace di controllare e proporre.

La città ha già visto troppe stagioni di litigi, rotture, salti di banco, maggioranze nate larghe e poi finite a pezzi. Basta. È una politica vecchia, vecchissima. E Marsala, almeno questa volta, merita qualcosa di diverso.

Adesso Marsala deve camminare

Buon lavoro ad Andreana Patti. Buon lavoro alla maggioranza. Buon lavoro all’opposizione.

Ma una cosa deve essere chiara fin dall’inizio: chi ha chiesto il voto dentro un progetto deve rispettarlo. Se vuole cambiarlo, lo faccia alla luce del sole. Se non lo condivide più, abbia il coraggio di fare un passo indietro.

Perché i cittadini non votano per assistere ai giochi di palazzo. Votano per vedere la propria città camminare. E Marsala, adesso, deve camminare.

Enzo Amato


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