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Affitti brevi a Marsala, tra decreto regionale e TARI: cosa sta succedendo nel turismo

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sabato 27 giugno 2026 - 10:00

Affitti brevi a Marsala, due questioni diverse da chiarire

Marsala – Gli affitti brevi a Marsala tornano al centro del dibattito, tra regole regionali, tributi comunali e richieste di maggiore chiarezza da parte degli operatori turistici. Le vicende sono due e non vanno confuse: da un lato c’è il nuovo decreto dell’Assessorato regionale al Turismo, contestato dal deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina; dall’altro c’è il caso sollevato da ASE Sicilia sulla TARI applicata dal Comune di Marsala a una locazione turistica non imprenditoriale.

Sono due piani diversi, uno regionale e uno comunale, ma entrambi raccontano bene il momento di incertezza che stanno vivendo molti operatori delle locazioni turistiche, non solo a Marsala ma in tutta la Sicilia. Il tema di fondo è sempre lo stesso: capire se una casa data in locazione turistica possa essere trattata come una struttura ricettiva tradizionale oppure se debba mantenere una disciplina distinta.

Il caso regionale: Safina critica il decreto sulle locazioni turistiche

Il primo fronte è regionale. Dario Safina, deputato regionale del Partito Democratico e rappresentante politico del territorio trapanese, ha contestato il nuovo provvedimento dell’Assessorato regionale al Turismo sulle locazioni turistiche.

Secondo Safina, il decreto continuerebbe ad applicare alle locazioni turistiche obblighi che sarebbero stati superati dalle modifiche approvate dall’Assemblea Regionale Siciliana nel 2026. Il nodo riguarda soprattutto la presentazione dell’Allegato B e i requisiti richiesti agli operatori.

Per il parlamentare regionale, le locazioni turistiche dotate di abitabilità o agibilità e dei requisiti propri delle civili abitazioni non dovrebbero essere sottoposte agli stessi obblighi previsti per alberghi e strutture extralberghiere. La sua posizione è netta: una legge regionale prevale su un decreto assessoriale e l’amministrazione regionale dovrebbe prenderne atto.

In questo caso, dunque, la critica di Safina non riguarda il Comune di Marsala né la sindaca Andreana Patti. Il bersaglio politico e amministrativo è la Regione Siciliana, in particolare l’Assessorato al Turismo. È un passaggio importante da chiarire, anche per evitare letture politiche improprie.

Safina è stato tra gli esponenti del centrosinistra che hanno sostenuto la candidatura di Andreana Patti a sindaca di Marsala. La sua presa di posizione, quindi, non va letta come una critica all’amministrazione comunale marsalese, ma come un intervento su una questione regionale che interessa tutto il comparto turistico siciliano.

Per gli aggiornamenti istituzionali sul settore turistico regionale è possibile consultare anche il portale della Regione Siciliana.

Il caso Marsala: la TARI applicata come alle strutture ricettive

Il secondo fronte è invece comunale e riguarda direttamente Marsala. ASE Sicilia, Associazione Affitti Brevi Sicilia, ha espresso preoccupazione per un avviso di pagamento TARI emesso dal Comune nei confronti di un’utenza domestica destinata a locazione turistica non imprenditoriale.

Secondo l’associazione, a quell’immobile sarebbe stata applicata una tariffa prevista per le strutture ricettive, assimilando di fatto la locazione turistica a un albergo senza ristorazione. Una impostazione che ASE Sicilia contesta, sostenendo che una locazione turistica non imprenditoriale non può essere automaticamente trattata come un albergo.

Il proprietario, infatti, concede in locazione un immobile arredato senza offrire servizi tipici dell’attività alberghiera, come reception, somministrazione di alimenti e bevande, pulizia giornaliera o cambio biancheria durante il soggiorno. Per l’associazione, quindi, l’immobile mantiene la natura di utenza domestica e non dovrebbe essere equiparato, ai fini della TARI, a una struttura ricettiva esercitata in forma imprenditoriale.

L’avviso è del 2025: la vicenda non nasce con Patti

Nella vicenda marsalese c’è però un elemento temporale importante. L’avviso di pagamento citato da ASE Sicilia è datato 2 luglio 2025. In quel periodo il Comune di Marsala era ancora guidato dall’amministrazione dell’allora sindaco Massimo Grillo.

Questo significa che la questione non nasce con l’amministrazione Patti. La nuova sindaca Andreana Patti si trova oggi davanti a un tema già aperto, che riguarda regolamenti, interpretazioni tributarie e applicazione della TARI.

Il punto, dunque, non è attribuire responsabilità politiche immediate alla nuova amministrazione, ma capire se il Comune intenda riesaminare la questione alla luce delle osservazioni sollevate dagli operatori e dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale. In una città che punta molto sul turismo, il rapporto tra regole, tributi e locazioni turistiche merita un confronto chiaro e ordinato.

Affitti brevi a Marsala, il nodo è distinguere case e alberghi

Le due vicende, pur essendo diverse, hanno un filo conduttore preciso. Gli operatori degli affitti brevi chiedono che le locazioni turistiche non vengano confuse con alberghi, B&B imprenditoriali o strutture ricettive tradizionali.

Nel caso regionale, la contestazione riguarda gli obblighi amministrativi previsti dal decreto dell’Assessorato al Turismo. Nel caso comunale, la contestazione riguarda invece la TARI e l’applicazione di una tariffa ritenuta più vicina a quella alberghiera che a quella domestica.

In entrambi i casi, il tema centrale è la distinzione tra una casa data in locazione turistica e una struttura ricettiva vera e propria. Una differenza che, secondo gli operatori, non è solo formale ma sostanziale, perché riguarda servizi offerti, organizzazione dell’attività, adempimenti e costi.

Le preoccupazioni degli operatori turistici

ASE Sicilia, che rappresenta 138 associati e oltre 600 posti letto, teme che un’applicazione troppo rigida o non proporzionata delle regole possa penalizzare tanti piccoli proprietari che operano regolarmente.

La preoccupazione è duplice. Da una parte c’è il rischio di aumentare i costi e gli adempimenti per chi affitta in modo non imprenditoriale. Dall’altra c’è il timore che regole percepite come sproporzionate possano scoraggiare la regolarità e favorire il ritorno al sommerso.

Il tema riguarda anche i Comuni. Meno strutture registrate significano meno posti letto ufficiali, minore tracciabilità dell’offerta turistica, meno imposta di soggiorno e minori entrate da destinare ai servizi per cittadini e visitatori.

Turismo, regole e chiarezza per il futuro

Marsala è una città che negli ultimi anni ha visto crescere il turismo, anche grazie agli affitti brevi, alle locazioni turistiche e alla maggiore attrattività del territorio. Proprio per questo il tema merita attenzione, equilibrio e chiarezza.

Non si tratta di contrapporre alberghi e affitti brevi, né di mettere in discussione la necessità di regole. Il punto è capire quali regole debbano essere applicate e a chi. Una locazione turistica non imprenditoriale non è un albergo. Allo stesso tempo, il settore deve muoversi dentro un quadro ordinato, trasparente e rispettoso della legge.

La richiesta che arriva dagli operatori è quindi quella di aprire un confronto istituzionale, sia a livello regionale sia a livello comunale, per evitare confusione e possibili contenziosi.

Safina chiede alla Regione di correggere il decreto. ASE Sicilia chiede al Comune di Marsala di riesaminare la questione TARI. Due richieste diverse, ma con un obiettivo comune: dare certezze a un comparto che rappresenta una parte importante dell’offerta turistica siciliana e marsalese.


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