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Messina Denaro, rito abbreviato per Floriana Calcagno: udienza il 15 luglio

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giovedì 25 giugno 2026 - 10:10

Floriana Calcagno, rito abbreviato al Tribunale di Marsala.

MarsalaFloriana Calcagno sarà giudicata dal Tribunale di Marsala con il rito abbreviato, condizionato alla testimonianza di una donna di Campobello di Mazara.

La decisione riguarda il procedimento legato alla figura del defunto boss mafioso Matteo Messina Denaro. Calcagno, insegnante, è stata rinviata a giudizio lo scorso 12 febbraio dal gup di Palermo per favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena.

La richiesta di rito abbreviato condizionato è stata avanzata dall’avvocato difensore Ferdinando Di Franco ed è stata accolta dal collegio presieduto da Alfonso Malato.

La prossima udienza è fissata per il 15 luglio.

Floriana Calcagno, respinte le eccezioni della difesa.

Nel corso dell’udienza, il Tribunale non ha accolto le eccezioni difensive relative all’incompetenza territoriale e alla presunta inutilizzabilità delle intercettazioni effettuate dopo un decreto di proroga.

Il processo, quindi, proseguirà a Marsala con il rito abbreviato.

Si tratta di un passaggio importante sul piano processuale, perché il giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti, salvo le integrazioni ammesse dal giudice. In questo caso, il rito è stato condizionato alla testimonianza indicata dalla difesa.

Per informazioni generali sugli uffici giudiziari è possibile consultare il portale del Ministero della Giustizia.

Il racconto dopo l’arresto del boss.

Floriana Calcagno si era presentata spontaneamente ai magistrati della Procura di Palermo il 21 gennaio 2023, cinque giorni dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro.

Ai pubblici ministeri aveva raccontato di avere scoperto solo in quel momento la vera identità dell’uomo che aveva frequentato per mesi e con il quale avrebbe avuto una relazione.

Secondo quanto riferito dalla donna, lui si sarebbe presentato con il nome di Francesco Salsi e avrebbe detto di essere un medico anestesista in pensione.

Sempre in base al suo racconto, i due si sarebbero conosciuti nel 2022 in un supermercato di Campobello di Mazara.

Le contestazioni dell’accusa.

La ricostruzione dell’accusa è diversa.

Secondo le indagini del Ros, il ruolo dell’insegnante negli ultimi due anni di latitanza del boss sarebbe stato più rilevante rispetto a quanto sostenuto dalla stessa Calcagno.

Gli investigatori ritengono che la donna e il ricercato si sarebbero frequentati a lungo. Inoltre, secondo l’accusa, Calcagno avrebbe ospitato Matteo Messina Denaro nella sua casa al mare.

Nel procedimento vengono richiamate anche immagini visionate dopo la cattura del boss. In alcuni casi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due sarebbero stati insieme in auto. In altri momenti, la donna avrebbe preceduto con la propria vettura quella del capomafia per verificare l’eventuale presenza di posti di blocco.

Sempre secondo l’accusa, Calcagno avrebbe anche portato pacchi nel covo di Campobello di Mazara.

Il ruolo della Dda di Palermo.

A sostenere l’accusa nel processo è il pubblico ministero della Dda di Palermo Bruno Brucoli.

Il procedimento si inserisce nel più ampio quadro delle indagini nate dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, avvenuto il 16 gennaio 2023, e dedicate alla rete di relazioni, protezioni e contatti che avrebbero accompagnato l’ultima fase della latitanza del boss.

Il processo dovrà ora stabilire se le contestazioni mosse all’imputata troveranno conferma in sede giudiziaria.

Presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Floriana Calcagno è imputata, ma le accuse restano da provare nel processo.

Come previsto dall’ordinamento, vale per lei la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

La scelta del rito abbreviato non equivale a un’ammissione di responsabilità. Rappresenta una modalità processuale prevista dalla legge, sulla quale il Tribunale si pronuncerà sulla base degli atti e delle integrazioni ammesse.

La prossima tappa è fissata per il 15 luglio, quando il procedimento tornerà davanti al Tribunale di Marsala.

Il caso resta al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica per il legame con gli ultimi anni della latitanza di Matteo Messina Denaro e con le persone che, secondo gli investigatori, avrebbero avuto rapporti con lui prima dell’arresto.


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