Servizio idrico trapanese, approvato il nuovo Piano d’Ambito
Trapani – Il servizio idrico trapanese entra in una nuova fase. Dopo anni di difficoltà, ritardi, commissariamenti e frammentazione gestionale, l’Assemblea Territoriale Idrica di Trapani ha approvato all’unanimità due delibere considerate decisive per il futuro dell’acqua nei 25 Comuni della provincia.
L’ATI ha dato il via libera al nuovo Piano d’Ambito, costruito su basi economiche sostenibili, e ha conferito mandato a Invitalia per avviare le procedure di gara finalizzate all’individuazione del futuro gestore del Servizio Idrico Integrato.
L’obiettivo è arrivare alla nascita di una società mista pubblico-privata. In questo modello, il controllo della risorsa resterà in capo ai Comuni, mentre il partner privato dovrà portare competenze tecniche, capacità organizzativa e forza di investimento.
Servizio idrico trapanese, finisce la fase dello stallo.
La seduta dell’ATI segna un passaggio politico e amministrativo importante. Per il presidente Francesco Gruppuso, si chiude una lunga stagione segnata da paralisi, rimpalli di responsabilità e difficoltà operative.
Nel corso della relazione illustrativa, Gruppuso ha ricostruito le tappe che hanno portato al voto. Il percorso era iniziato con un piano ritenuto sbilanciato e con criticità che, nel tempo, avevano portato anche al commissariamento regionale.
La svolta è arrivata con una riorganizzazione dell’Ente, con l’approvazione di bilanci e rendiconti, il recupero dei crediti, l’insediamento del direttore generale Pierluigi Carugno e il conseguimento delle autorizzazioni necessarie per procedere alla pianificazione del servizio.
Secondo la governance dell’ATI, questi passaggi hanno permesso di superare la fase di inerzia e di restituire all’Assemblea Territoriale Idrica un ruolo centrale nella programmazione del futuro servizio.
Il ruolo di Invitalia e la gara a doppio oggetto.
Uno dei punti centrali riguarda il mandato affidato a Invitalia, che dovrà attivare le procedure di evidenza pubblica per l’affidamento del servizio tramite gara a doppio oggetto.
Si tratta di un passaggio tecnico ma sostanziale. La gara servirà a individuare il partner privato operativo della futura società mista. I Comuni manterranno il controllo pubblico della risorsa, mentre il soggetto privato dovrà contribuire con know-how, organizzazione e capacità di investimento.
La collaborazione con Invitalia e con le istituzioni nazionali e regionali ha consentito, secondo quanto comunicato dall’ATI, di affrontare problemi storici. Tra questi, anche la ricostruzione delle banche dati e delle reti dei Comuni che in passato facevano parte dell’EAS.
Questo lavoro ha permesso di ricomporre un quadro tecnico e amministrativo necessario per costruire un sistema più uniforme.
Per approfondire le attività istituzionali è possibile consultare il sito di Invitalia.
Tariffa unica provinciale per i 25 Comuni.
Tra le novità più rilevanti del nuovo Piano d’Ambito c’è l’introduzione della tariffa unica provinciale.
La misura punta a uniformare il sistema di fatturazione in tutti i 25 Comuni del Trapanese, compresi quelli rimasti per anni in una condizione di incertezza gestionale dopo l’esperienza EAS.
La tariffa unica, secondo l’impostazione dell’ATI, dovrà garantire maggiore equità tra gli utenti e una copertura più ordinata dei costi del servizio. L’obiettivo è superare differenze e disomogeneità che per anni hanno reso complicata la gestione del sistema idrico provinciale.
La nuova regolazione, inoltre, rappresenta una tutela per i bilanci comunali. La definizione delle tariffe, infatti, evita che i costi della gestione transitoria ricadano direttamente sui singoli Comuni.
Oltre 806 milioni di investimenti.
Il nuovo Piano prevede oltre 806 milioni di euro di investimenti infrastrutturali per il territorio.
Le risorse saranno destinate al potenziamento delle reti idriche, alla modernizzazione degli impianti strategici, alla riduzione delle perdite, alla digitalizzazione del sistema e agli interventi necessari per contrastare la crisi idrica.
È uno dei punti più rilevanti dell’intero percorso. La provincia di Trapani vive da anni criticità legate all’approvvigionamento, alle reti, alla dispersione e alla continuità del servizio. Per questo, la nuova pianificazione dovrà trasformarsi in opere concrete.
Gli investimenti previsti puntano a rendere il sistema più moderno, efficiente e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini, delle imprese e dei Comuni.
PNRR, reti e opere strategiche.
La nuova pianificazione consente anche di mettere in sicurezza finanziamenti extrabilancio e risorse legate al PNRR, rimaste a lungo a rischio.
Tra le opere considerate strategiche figurano il rifacimento della condotta di adduzione Bresciana e i sistemi di denitrificazione.
Si tratta di interventi importanti per migliorare la qualità e la disponibilità della risorsa idrica, ridurre le fragilità del sistema e rafforzare la capacità di risposta del territorio nei periodi di maggiore criticità.
Il Piano guarda quindi sia alla gestione ordinaria sia alla prospettiva futura. La crisi idrica non può essere affrontata solo con interventi emergenziali. Servono programmazione, manutenzione, nuove infrastrutture e una gestione più industriale del servizio.
Nuove risorse idriche e dissalatore mobile.
Nel quadro del lavoro svolto, l’ATI richiama anche il recupero di oltre 290 litri al secondo di nuove risorse idriche.
Un risultato ottenuto grazie alla sinergia con la Cabina di Regia regionale e con Siciliacque. Questo recupero rappresenta un passaggio concreto per ridurre le difficoltà di approvvigionamento e rafforzare la disponibilità complessiva del sistema.
Tra i risultati segnalati c’è anche lo sblocco dei progetti per il nuovo dissalatore mobile di Trapani, pensato per ridurre la dipendenza dall’invaso Garcia.
In un territorio spesso esposto a emergenze idriche, ogni nuova fonte e ogni intervento di efficientamento possono fare la differenza. Per questo, la nuova fase dovrà tenere insieme investimenti strutturali e soluzioni capaci di rispondere alle urgenze.
Una gestione più moderna ed equa.
La riforma del servizio idrico punta a superare la frammentazione che ha caratterizzato il passato.
Una gestione più unitaria può permettere controlli migliori, programmazione più efficace, economie di scala e maggiore capacità di investimento. Allo stesso tempo, resta centrale il tema del controllo pubblico della risorsa.
L’acqua, infatti, è un bene essenziale. La scelta della società mista punta a bilanciare due esigenze: da una parte il ruolo dei Comuni, dall’altra la necessità di competenze tecniche e di risorse adeguate per affrontare interventi complessi.
Il nuovo assetto dovrà ora dimostrare, nei fatti, di poter garantire un servizio più stabile, trasparente e sostenibile.
Gruppuso: “La fase della paralisi è finita”.
Il presidente dell’ATI Trapani, Francesco Gruppuso, ha parlato di una svolta concreta per la provincia.
“La fase della paralisi e dei rimpalli di responsabilità è finita”, ha dichiarato a margine del voto in Assemblea.
Gruppuso ha sottolineato il lavoro dell’ufficio di piano, la guida del direttore generale Carugno e la cooperazione con Regione Siciliana, Invitalia, Ministero dell’Ambiente e ARERA.
“Oggi diamo alla provincia di Trapani il passaporto per un servizio idrico moderno, efficiente ed equo, tutelando al contempo la stabilità finanziaria dei nostri Comuni”, ha aggiunto.
Il presidente ha poi ringraziato la struttura gestionale dell’ATI, il Consiglio di Amministrazione, i sindaci dei Comuni trapanesi e Invitalia per il supporto tecnico e istituzionale garantito negli ultimi mesi.
I sindaci al centro della nuova fase.
Il voto unanime dell’Assemblea conferma la compattezza dei sindaci dentro un percorso che riguarda tutti i Comuni della provincia.
Il tema dell’acqua, infatti, non appartiene a un solo territorio. Riguarda città, frazioni, campagne, attività produttive, famiglie, turismo e servizi essenziali.
Per questo, l’ATI assume un ruolo decisivo. Dovrà garantire indirizzo, controllo e capacità di programmazione, evitando che la nuova fase si perda ancora dentro ritardi o conflitti.
Il voto sulle delibere rappresenta un punto di partenza, non un punto di arrivo. Ora serviranno tempi certi, atti coerenti e un confronto costante con i territori.
Acqua, cittadini e imprese aspettano risposte.
Il servizio idrico trapanese è uno dei temi più sensibili per cittadini e imprese.
Le difficoltà degli ultimi anni hanno inciso sulla qualità della vita, sulla programmazione delle attività economiche e sulla fiducia verso le istituzioni. Le emergenze idriche, quando si ripetono, diventano un problema sociale, sanitario, turistico e produttivo.
Per questo, la nuova gestione dovrà essere valutata sui risultati. Riduzione delle perdite, continuità dell’erogazione, qualità dell’acqua, tempi di intervento, chiarezza delle bollette e capacità di programmare le opere saranno gli indicatori reali del cambiamento.
Le cifre e le delibere sono importanti. Tuttavia, i cittadini attendono soprattutto un servizio migliore.
Una svolta da trasformare in cantieri.
L’approvazione del nuovo Piano d’Ambito e l’avvio della gara segnano certamente una svolta. Tuttavia, la sfida più importante comincia adesso.
Gli oltre 806 milioni di euro di investimenti dovranno trasformarsi in cantieri, reti rinnovate, impianti più efficienti e minori dispersioni. La tariffa unica dovrà tradursi in un sistema più equo e comprensibile. La società mista dovrà dimostrare di saper funzionare nell’interesse pubblico.
Il territorio trapanese ha bisogno di un servizio idrico all’altezza delle sue esigenze. Non più un sistema frammentato e fragile, ma una gestione capace di guardare al futuro.
La giornata dell’approvazione in ATI apre quindi una fase nuova. Una fase che dovrà portare acqua, investimenti, responsabilità e risultati concreti nei 25 Comuni della provincia.
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