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Candidatura dei vini fortificati, Marsala protagonista a Jerez

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giovedì 04 giugno 2026 - 10:10

Candidatura dei vini fortificati, nuovo passo a Jerez

Marsala – La candidatura dei vini fortificati verso il riconoscimento UNESCO compie un nuovo passo internazionale a Jerez, nell’ambito di Vinoble 2026. Il percorso mira al riconoscimento della pratica della fortificazione dei vini nella Fascia Mediterranea del Sole – The Sun Belt quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

A darne comunicazione è l’avv. Diego Maggio, presidente dei Paladini di Sicilia, che firma la nota e sottolinea il valore culturale, enologico e internazionale del progetto.

Dopo la firma del Protocollo d’Intesa di Marsala del gennaio 2025, il meeting di Catania nel mese di settembre e l’incontro di febbraio al Wine Paris 2026, la tappa spagnola rappresenta il quarto appuntamento ufficiale del progetto.

La rete internazionale coinvolge Marsala, Jerez, Samos e la Francia Mediterranea. Si tratta di territori diversi, ma uniti da una tradizione enologica antica e da una visione comune: valorizzare i vini fortificati come patrimonio culturale, identitario e mediterraneo.

Candidatura dei vini fortificati, il ruolo della Sicilia

La candidatura dei vini fortificati nasce da un’intuizione originariamente concepita dai Paladini di Sicilia, insieme al Club UNESCO di Marsala e al Comitato Miglioriamo Marsala. La Regione Siciliana, attraverso il Dipartimento Agricoltura, ha accolto l’idea e l’ha trasformata in un progetto di respiro internazionale.

Secondo quanto evidenziato dall’avv. Diego Maggio, la Regione Siciliana ha assunto il ruolo di promotrice ufficiale, capofila della rete europea e patrocinatrice istituzionale. Inoltre, l’Assessorato regionale dell’Agricoltura ha scelto di affidare all’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio la gestione amministrativa del progetto.

A Jerez, l’IRVO è stato rappresentato dal direttore, dott. Vito Bentivegna. I Paladini di Sicilia esprimono fiducia nel fatto che il Dipartimento Agricoltura e l’IRVO possano rafforzare l’impegno nei confronti di un’iniziativa considerata un fiore all’occhiello della Sicilia.

Il progetto, infatti, può generare ricadute positive sull’immagine internazionale dell’Isola, sul turismo culturale e sull’intero sistema economico e vitivinicolo siciliano.

Wines of Peace, il messaggio della Sun Belt

Nel corso degli incontri in terra andalusa è stata condivisa anche la proposta di identificare simbolicamente i vini fortificati della candidatura come “Wines of Peace – The Sun Belt”.

L’iniziativa, ideata dai Paladini di Sicilia e fatta propria dalla Regione Siciliana, punta a rafforzare il significato culturale e ideale del progetto. Inoltre, vuole promuovere un messaggio di dialogo tra i popoli, in sintonia con i valori fondativi dell’UNESCO.

Secondo quanto comunicato dall’avv. Maggio, la futura sottoscrizione ufficiale di questa dichiarazione potrebbe avvenire in Grecia. La scelta avrebbe un forte valore simbolico, perché dalla culla della civiltà mediterranea potrebbe partire una rinnovata cultura della pace tra le comunità.

La candidatura, quindi, non riguarda soltanto il vino. Al contrario, racconta una storia di identità, memoria, cooperazione e relazioni tra territori che condividono tradizioni enologiche e culturali.

Marsala DOC presente alla missione di Jerez

Alla missione di Jerez ha preso parte anche Alessandro Castro, delegato dei Paladini di Sicilia per la Penisola Iberica. Il suo ruolo è stato quello di affiancare il presidente Diego Maggio nei rapporti con le autorità spagnole, i produttori e gli operatori del settore.

Per il Marsala DOC erano presenti Roberto Magnisi, vicepresidente del Consorzio e direttore delle Cantine Florio, l’enologo Tommaso Maggio, anch’egli della Florio e insignito del riconoscimento di “Enologo dell’Anno”, e Alexandra Curatolo.

Quest’ultima ha condotto la degustazione ufficiale delle tipologie di Marsala davanti a operatori, giornalisti e qualificati intenditori provenienti da diversi Paesi.

La presenza del Marsala DOC conferma il ruolo centrale della città in questo percorso. Infatti, Marsala è una delle capitali storiche dei vini fortificati e può offrire al progetto UNESCO una tradizione di grande valore culturale ed enologico.

Ringraziamenti ai partner internazionali

Nel comunicato firmato dall’avv. Diego Maggio, i Paladini di Sicilia rivolgono una particolare riconoscenza al Concours Mondial de Bruxelles, al presidente Baudouin Havaux e a Karin Meriot. Secondo la nota, il loro ruolo è stato importante nel favorire la coesione internazionale tra i partner e nel trasformare una visione in una rete di collaborazione tra territori e produttori.

Apprezzamento viene espresso anche alla società Repubbliche S.r.l. di Giuseppe Cudia, per il contributo alla costruzione quotidiana delle relazioni istituzionali che sostengono il progetto.

Un ringraziamento viene inoltre rivolto al presidente del Consejo Regulador de Jerez, César Saldaña, e alla direttrice marketing Carmen Aumesquet, che hanno curato e coordinato l’organizzazione della manifestazione e degli incontri internazionali dedicati al progetto UNESCO.

Particolarmente significativa è stata anche la partecipazione online del presidente dell’Instituto do Vinho do Porto, Gilberto Igrejas, che ha confermato l’interesse verso il progetto UNESCO e verso la sua positiva conclusione.

Il dossier nazionale curato da Diego Maggio

Prosegue, in stretta collaborazione con il Consorzio di Tutela del Marsala DOC, la stesura del dossier nazionale a cura dell’avv. Diego Maggio, presidente dei Paladini di Sicilia. Il documento costituirà la componente italiana della candidatura transnazionale.

Il cammino continua quindi con una rete sempre più coesa. Partner, istituzioni e territori condividono la convinzione che la pratica della fortificazione dei vini rappresenti un patrimonio enologico di straordinario valore.

Tuttavia, il progetto guarda anche oltre il settore vitivinicolo. La tradizione dei vini fortificati diventa infatti uno strumento di dialogo, pace e cooperazione tra le comunità del Mediterraneo.

Per Marsala, questa candidatura ha un significato speciale. La città può continuare a raccontare al mondo una parte decisiva della propria storia, legata al vino, alla cultura e alla capacità di costruire ponti internazionali.

Il percorso UNESCO richiede tempo, competenza e visione. Tuttavia, la tappa di Jerez conferma che la strada è tracciata e che Marsala resta al centro di una rete mediterranea sempre più ampia e riconosciuta.


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