Presidenza del Consiglio, la prima grande scelta politica della nuova fase
Marsala – Dopo la vittoria di Andreana Patti, eletta sindaca di Marsala al primo turno, si apre una nuova fase politica per la città. Non c’è solo la composizione della giunta da completare. Non ci sono solo gli assessori da scegliere, le deleghe da assegnare e gli equilibri da definire. C’è anche un’altra partita, molto importante, che riguarda il futuro assetto istituzionale della città: la Presidenza del Consiglio comunale.
È una carica spesso sottovalutata da chi guarda la politica solo da lontano. Eppure il presidente del Consiglio comunale ha un ruolo centrale. Convoca e guida i lavori d’aula, rappresenta il Consiglio, garantisce il rispetto delle regole, tiene insieme maggioranza e opposizione nei momenti più delicati. Inoltre, in una fase nuova come questa, può diventare anche una figura di equilibrio, di dialogo e di autorevolezza istituzionale.
Il nuovo Consiglio comunale non è ancora entrato ufficialmente nella sua piena operatività. Si attende il completamento dell’iter formale, con verifiche e proclamazione degli eletti. Tuttavia, il quadro politico è già abbastanza chiaro. La coalizione di Andreana Patti dovrebbe poter contare su 15 consiglieri comunali di maggioranza, mentre le opposizioni dovrebbero avere 9 seggi, compreso quello del sindaco uscente Massimo Grillo, qualora decidesse di accettare il ruolo di consigliere comunale.
Da qui nasce la domanda che in queste ore circola negli ambienti politici, nei gruppi, nei bar, nei commenti social e tra chi segue da vicino la vita amministrativa della città: chi sarà il prossimo presidente del Consiglio comunale di Marsala?
Presidenza del Consiglio, tradizione e scelta politica
Dalla stagione dell’elezione diretta del sindaco, la presidenza del Consiglio comunale è andata quasi sempre a una figura espressione della maggioranza. È una scelta politica comprensibile. Chi vince le elezioni governa la città e, di solito, prova anche a indicare una figura di garanzia dentro l’aula consiliare.
Naturalmente il presidente viene eletto dal Consiglio comunale. Quindi non basta una semplice indicazione politica. Servono voti, accordi, convergenze e una scelta capace di reggere davanti alla nuova geografia dell’aula.
Proprio per questo, la prima ipotesi porta inevitabilmente dentro la maggioranza di Andreana Patti. La nuova sindaca ha vinto con una coalizione larga, composta da liste civiche, Partito Democratico, movimenti e forze che hanno sostenuto il suo progetto. Questa maggioranza dovrà decidere se puntare sul criterio del consenso personale, sul peso delle liste, sull’equilibrio tra partiti e civiche o su un segnale politico più largo.
La scelta non sarà solo tecnica. Sarà il primo vero messaggio della nuova stagione amministrativa.
Maria Linda Licari, l’ipotesi della doppia guida femminile
Il primo nome che viene naturale fare è quello di Linda Licari. È stata la più votata tra i consiglieri della maggioranza e ha ottenuto 970 preferenze nella lista del Partito Democratico. Un risultato importante, netto, che conferma il suo peso politico e personale.
Linda Licari, inoltre, è segretaria del Partito Democratico di Marsala. Questo elemento rende la sua figura ancora più centrale negli equilibri della coalizione. Il Pd ha sostenuto Andreana Patti in modo convinto e ha ottenuto un risultato importante, con tre possibili consiglieri comunali. Per questo, il suo nome può essere considerato tra quelli più forti.
C’è però un punto decisivo. Maria Linda Licari è stata indicata come assessore designato da Andreana Patti. Se dovesse entrare in giunta, naturalmente non potrebbe ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio comunale. Per diventare presidente dell’aula dovrebbe quindi rinunciare alla carica di assessore, restare consigliera comunale e poi ricevere il sostegno della maggioranza.
Sarebbe una scelta dal grande valore simbolico. Marsala avrebbe una sindaca donna e una presidente del Consiglio comunale donna. Una doppia guida femminile che segnerebbe una pagina nuova nella vita istituzionale della città.
Non sarebbe solo una questione di genere. Sarebbe anche una scelta politica forte. Linda Licari unirebbe consenso personale, ruolo di partito, esperienza e appartenenza piena alla coalizione vincente. Tuttavia, tutto dipenderà dalle scelte sulla giunta e dal ruolo che Andreana Patti vorrà affidarle nella nuova amministrazione.
Giovanni Maniscalco e il peso di Si Muove la città
Un’altra ipotesi molto concreta riguarda Giovanni Maniscalco, eletto nella lista Si Muove la città con 716 preferenze. Qui entra in gioco un altro criterio: il peso della lista più votata della coalizione.
Si Muove la città ha ottenuto un risultato fortissimo. È stata la lista più votata in assoluto e, grazie anche al premio di maggioranza, dovrebbe portare in Consiglio comunale cinque consiglieri. È il gruppo più numeroso della maggioranza. Quindi è normale che possa rivendicare un ruolo importante nell’assetto istituzionale.
Maniscalco è il primo degli eletti della lista. Questo lo rende un nome naturale per una carica come la presidenza del Consiglio comunale. Sarebbe una scelta coerente con il risultato elettorale della lista e con il peso numerico che Si Muove la città avrà in aula.
In politica, spesso, il primo gruppo della maggioranza chiede una rappresentanza di livello. Se non arriverà un assessorato di peso o se si cercherà un equilibrio diverso nella giunta, la presidenza del Consiglio potrebbe diventare uno spazio importante per riconoscere il ruolo della lista che ha ottenuto più voti.
Anche questa ipotesi, quindi, ha una sua logica. Non sarebbe una scelta di rottura, ma una scelta di equilibrio interno alla maggioranza.
Gabriele Di Pietra, grande affermazione e profilo civico
Tra i nomi più forti c’è anche quello di Gabriele Di Pietra, eletto nella lista Compatti per Marsala con 841 preferenze. Il suo risultato personale è stato molto significativo. Dentro la maggioranza, dopo Maria Linda Licari, è uno dei candidati con il consenso più alto.
Compatti per Marsala dovrebbe ottenere tre consiglieri comunali. È una lista civica importante dentro il progetto che ha sostenuto Andreana Patti. Per questo, anche da questa area potrebbe arrivare una richiesta di rappresentanza istituzionale.
Di Pietra potrebbe ambire alla presidenza del Consiglio comunale proprio perché unisce due elementi: il buon risultato personale e l’appartenenza a una lista civica forte. In una maggioranza composta da anime diverse, scegliere un profilo civico potrebbe aiutare a mantenere un equilibrio tra partiti e movimenti.
C’è però anche qui un altro ragionamento da fare. Se Gabriele Di Pietra dovesse essere indicato per un assessorato, cambierebbe lo scenario. In quel caso lascerebbe il Consiglio e si aprirebbe lo scorrimento nella lista. Il primo dei non eletti, Oreste Alagna, potrebbe entrare in aula, visto il distacco ridotto rispetto agli eletti.
Quindi il nome di Di Pietra resta tra quelli più interessanti, ma dipende dalla composizione finale della giunta. Se resterà consigliere comunale, potrà essere una delle figure da osservare con attenzione per la presidenza.
Eleonora Milazzo, l’opzione femminile di Progettiamo Marsala
Un’altra possibilità porta a Eleonora Milazzo, eletta nella lista Progettiamo Marsala con 721 preferenze. Anche il suo risultato è importante. Progettiamo Marsala dovrebbe avere due consiglieri comunali e potrebbe chiedere un riconoscimento politico dentro la nuova fase amministrativa.
In queste ore si parla anche delle ambizioni delle liste civiche nella composizione della giunta. Qualcuno sostiene che Progettiamo Marsala possa chiedere un assessorato. In quel caso, bisognerà capire se la scelta potrà cadere su Eleonora Milazzo o su Piergiorgio Giacalone, anche lui eletto nella stessa lista.
Se uno dei due dovesse entrare in giunta, scatterebbe lo scorrimento e il primo dei non eletti della lista entrerebbe in Consiglio comunale. Se invece Eleonora Milazzo restasse in aula, potrebbe essere valutata anche per la presidenza del Consiglio.
La sua eventuale elezione avrebbe un significato politico preciso. Sarebbe una scelta civica, femminile e interna alla maggioranza. Inoltre, rafforzerebbe il ruolo di Progettiamo Marsala dentro gli equilibri della coalizione.
Naturalmente, anche in questo caso, tutto dipenderà dalle scelte della sindaca sulla giunta. Prima di capire chi potrà guidare il Consiglio comunale, bisognerà capire chi resterà in aula e chi entrerà nell’esecutivo.
Michele Gandolfo e Rino Passalacqua, l’area Marsala Civica-Sud chiama Nord
Nel ragionamento sulla presidenza del Consiglio non va dimenticata l’area di Marsala Civica – Sud chiama Nord. La lista dovrebbe portare in aula due consiglieri: Michele Gandolfo, con 360 preferenze, e Rino Passalacqua, con 314 preferenze.
È una componente della maggioranza che ha contribuito alla vittoria di Andreana Patti. Per questo, anche da qui potrebbe arrivare una richiesta di spazio politico o istituzionale. La presidenza del Consiglio comunale, però, di solito viene assegnata a una figura capace di rappresentare un equilibrio ampio.
Gandolfo e Passalacqua potrebbero essere valutati dentro una logica complessiva di accordo tra le liste. Non sono forse i nomi più immediati nella discussione pubblica, almeno in questa fase, ma appartengono a una delle componenti che faranno parte della maggioranza. Quindi restano dentro il perimetro delle ipotesi.
La politica, del resto, non segue sempre il criterio del candidato più votato. A volte sceglie il profilo più utile per tenere insieme i gruppi, evitare tensioni e garantire stabilità.
Presidenza del Consiglio, l’ipotesi di apertura all’opposizione
Fin qui abbiamo ragionato sulle ipotesi più tradizionali, cioè quelle interne alla maggioranza. Tuttavia, in città circola anche un’altra suggestione. È un’ipotesi più politica, forse meno probabile, ma certamente interessante: dare la presidenza del Consiglio comunale a una figura dell’opposizione.
Sarebbe una scelta nuova, forte, quasi di pacificazione istituzionale. Un modo per dire che la campagna elettorale è finita e che ora, pur nella distinzione dei ruoli, si lavora tutti per Marsala.
In questo ragionamento, il primo nome sarebbe quello di Massimo Grillo, sindaco uscente e candidato arrivato secondo. Se accetterà il seggio in Consiglio comunale, Grillo entrerà in aula con un bagaglio politico e amministrativo molto importante. Ha guidato la città per cinque anni, conosce la macchina comunale, i dossier aperti, le criticità e i progetti avviati.
Eleggerlo presidente del Consiglio sarebbe una scelta molto forte. Per alcuni potrebbe rappresentare un gesto di apertura e maturità istituzionale. Per altri, invece, potrebbe sembrare una scelta difficile da spiegare alla maggioranza che ha appena vinto le elezioni dopo una competizione dura.
È quindi un’ipotesi suggestiva, ma complessa. Potrebbe piacere a chi sogna una città meno divisa e più capace di collaborare. Allo stesso tempo, dovrebbe essere accettata politicamente da una maggioranza che ha il diritto e la responsabilità di esprimere la propria guida istituzionale.
Gaspare Di Girolamo, il più votato in assoluto
L’altra grande ipotesi di apertura all’opposizione riguarda Gaspare Di Girolamo. Qui il discorso cambia ancora. Di Girolamo è stato il candidato più votato in assoluto alle elezioni comunali, con 1.866 preferenze nell’Unione di Centro. Un dato enorme, forse tra i più alti mai registrati nelle competizioni comunali marsalesi.
Il suo consenso personale è andato oltre ogni previsione. Di Girolamo era assessore uscente della giunta Grillo e ha sostenuto la ricandidatura del sindaco uscente. Tuttavia, il suo risultato sembra avere superato i confini dello schieramento. Da più letture politiche emerge infatti una possibilità interessante: una parte degli elettori potrebbe avere votato lui nella lista, scegliendo però Andreana Patti come sindaca.
Se questa lettura venisse confermata dai flussi e dal dato politico complessivo, significherebbe che Di Girolamo ha raccolto una fiducia trasversale. Non solo voti di appartenenza, quindi, ma anche voti personali, territoriali e di stima.
Il suo nome, per questo, non può essere ignorato. Una presidenza del Consiglio affidata a Gaspare Di Girolamo sarebbe una scelta fuori dagli schemi. Sarebbe un riconoscimento al candidato più votato della città e, nello stesso tempo, un messaggio di dialogo verso una parte dell’opposizione.
C’è anche un elemento territoriale e umano che rende l’ipotesi ancora più suggestiva. Di Girolamo è molto radicato nell’area di Terrenove-Bambina, dove avrebbe raccolto una vera e propria valanga di preferenze. Andreana Patti ha origini proprio in quell’area e, secondo molte letture del voto, anche lì avrebbe ottenuto un consenso molto forte. Sarebbe quindi una specie di ponte politico e territoriale tra due figure diverse, ma legate a una stessa parte importante della città.
Naturalmente resta un ostacolo politico evidente. Di Girolamo non fa parte della maggioranza. È stato eletto in una lista collegata a Massimo Grillo. Quindi la sua eventuale elezione alla presidenza richiederebbe una scelta di grande apertura da parte della coalizione Patti e una disponibilità piena da parte sua a interpretare il ruolo in modo istituzionale, non di parte.
Non è l’ipotesi più semplice. Però è una di quelle che fanno discutere. E la politica, quando vuole davvero cambiare passo, a volte parte proprio da scelte che inizialmente sembrano difficili.
Vincenzo Sturiano, il nome pesante che sembra fuori dalla partita
Tra i consiglieri più votati c’è anche Enzo Sturiano, eletto nella lista Forza Italia con 1.092 preferenze. È uno dei nomi più esperti della politica marsalese e ha già ricoperto per anni il ruolo di presidente del Consiglio comunale.
Proprio per questo, il suo profilo avrebbe esperienza, conoscenza dell’aula e capacità di gestione dei lavori consiliari. Tuttavia, in questa fase appare molto difficile immaginare un suo ritorno alla presidenza. Sturiano era schierato con Giulia Adamo, arrivata terza nella competizione per la carica di sindaco. Inoltre, la nuova maggioranza difficilmente potrebbe scegliere per la guida dell’aula una figura così identificata con un’altra area politica.
Il suo peso in Consiglio, comunque, resterà forte. Con più di mille preferenze, Sturiano sarà certamente una voce importante dell’opposizione. La sua esperienza potrà incidere nei lavori d’aula, nelle commissioni, nel confronto sui regolamenti e nelle dinamiche politiche.
Ma, almeno oggi, la sua candidatura alla presidenza del Consiglio comunale appare più lontana rispetto ad altre ipotesi.
La giunta cambierà tutto: prima gli assessori, poi la presidenza
Il punto centrale è uno: prima di capire chi potrà diventare presidente del Consiglio comunale, bisognerà capire come sarà completata la giunta di Andreana Patti.
Alcuni eletti potrebbero entrare nell’esecutivo. Altri potrebbero restare in Consiglio. Alcune liste potrebbero chiedere un assessorato. Altre potrebbero puntare alla presidenza dell’aula. È un gioco di incastri delicato, dove ogni scelta produce un effetto.
Se Maria Linda Licari entrerà in giunta, il suo nome uscirà dalla partita per la presidenza. Se Gabriele Di Pietra sarà chiamato a fare l’assessore, cambieranno gli equilibri dentro Compatti per Marsala e scatterà lo scorrimento. Se Progettiamo Marsala otterrà un assessorato, anche lì si aprirà una nuova dinamica. Se invece la sindaca sceglierà assessori esterni o profili non eletti, molti dei nomi oggi in campo resteranno pienamente disponibili per il ruolo istituzionale.
Questa è la ragione per cui ogni previsione va presa con prudenza. In politica, soprattutto nei giorni successivi a una vittoria, le ipotesi cambiano rapidamente. Basta una scelta, un accordo, una rinuncia o una richiesta di lista per modificare l’intero schema.
Una scelta che dirà molto sul metodo Patti
La presidenza del Consiglio comunale sarà anche il primo banco di prova del metodo di Andreana Patti. La nuova sindaca ha vinto con una proposta politica che ha parlato di città, servizi, ascolto, normalità amministrativa e nuovo rapporto con i cittadini. Ora dovrà trasformare quella proposta in scelte concrete.
La scelta del presidente dell’aula potrà dire molto. Patti e la sua maggioranza sceglieranno il criterio del più votato? Daranno spazio alla lista più forte? Premieranno una figura femminile? Cercheranno un equilibrio tra Partito Democratico e civiche? Oppure proveranno un gesto di apertura verso l’opposizione?
Non esiste una risposta obbligata. Esiste però una responsabilità politica. Marsala esce da una campagna elettorale intensa, a tratti dura. La città ha scelto una nuova sindaca e una nuova maggioranza, ma ha anche mandato in Consiglio comunale figure dell’opposizione con numeri importanti. Questo significa che il confronto sarà vivo.
Per questo servirebbe una presidenza autorevole, equilibrata e capace di garantire tutti. Non una figura usata solo per completare un puzzle politico, ma una persona in grado di far funzionare bene l’aula.
Maggioranza solida, opposizione forte: servirà equilibrio
La nuova maggioranza avrà numeri solidi. Con 15 consiglieri su 24, Andreana Patti potrà contare su una base consiliare importante. Tuttavia, i numeri da soli non bastano. Servono compattezza, metodo e capacità di ascolto.
L’opposizione, dal canto suo, non sarà debole. Dentro l’aula ci saranno Massimo Grillo, se accetterà il seggio, Gaspare Di Girolamo, Vincenzo Sturiano, Vito Abrignani, Francesco Carini, Guglielmo Ferrantelli, Maria Flavia Sammartano, Rino Fernandez e Duilio Piccione. Sono nomi con esperienza, consenso e peso politico.
Questo renderà il Consiglio comunale interessante, ma anche impegnativo. Le sedute potrebbero diventare luoghi di confronto vero. Perciò la figura del presidente sarà ancora più importante. Dovrà saper dare ordine, garantire i diritti delle opposizioni, tutelare la maggioranza e mantenere il livello del dibattito alto.
Marsala ha bisogno di un Consiglio comunale che discuta, controlli, proponga e lavori. Non di un’aula bloccata dalle polemiche. La presidenza del Consiglio, quindi, non sarà una carica di secondo piano. Sarà una delle chiavi della nuova amministrazione.
Chi potrebbe essere il nome giusto?
A oggi, le ipotesi più naturali restano quelle interne alla maggioranza. Maria Linda Licari, se rinunciasse all’assessorato, sarebbe un nome molto forte. Giovanni Maniscalco rappresenterebbe il peso della lista più votata. Gabriele Di Pietra porterebbe in aula il consenso di una civica importante. Eleonora Milazzo sarebbe una scelta femminile e civica. Michele Gandolfo o Rino Passalacqua potrebbero rientrare in un equilibrio più ampio tra le componenti della coalizione.
Poi ci sono le ipotesi di apertura. Massimo Grillo sarebbe una scelta istituzionale molto forte, quasi un messaggio di pacificazione cittadina. Gaspare Di Girolamo, invece, rappresenterebbe il riconoscimento al candidato più votato in assoluto e a un consenso personale impressionante. Sarebbero scelte meno tradizionali, ma proprio per questo capaci di aprire un dibattito nuovo.
Alla fine, però, la domanda resta politica: la maggioranza vorrà premiare il proprio equilibrio interno o mandare un segnale più largo alla città?
Marsala aspetta la prima scelta dell’aula
La nuova stagione amministrativa è appena cominciata. Andreana Patti dovrà completare la giunta, definire le deleghe, costruire il rapporto con i gruppi consiliari e preparare i primi passaggi amministrativi. Subito dopo, o quasi in parallelo, arriverà anche la partita della presidenza del Consiglio comunale.
Sarà una scelta importante. Non solo per i partiti e per le liste, ma per tutta la città. Perché il Consiglio comunale è il luogo in cui si discutono gli atti, si controlla l’amministrazione, si ascoltano le opposizioni e si dà voce ai territori.
Marsala ha votato. Ora Marsala vuole capire come verrà amministrata. E vuole vedere se il clima nuovo annunciato in campagna elettorale diventerà davvero metodo di governo.
Il nome del prossimo presidente del Consiglio comunale sarà il primo segnale. Potrà indicare equilibrio, continuità, rinnovamento, apertura o forza della maggioranza. Per questo la discussione è già aperta.
E forse è giusto che sia così. Perché una città partecipa anche quando discute dei suoi rappresentanti, delle sue istituzioni e del modo in cui vuole essere guidata.
Ora la parola passa alla politica. Ma anche ai cittadini: chi dovrebbe rappresentare al meglio il nuovo Consiglio comunale di Marsala?
Enzo Amato
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