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Carlo Petrini, Assoenologi: “Una guida morale per vino, terra e cibo”

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venerdì 22 maggio 2026 - 10:00

Cordoglio per Carlo Petrini da Assoenologi

MarsalaCordoglio per Carlo Petrini da parte di Assoenologi. Il presidente Riccardo Cotarella ha espresso profonda commozione per la scomparsa del fondatore di Slow Food e Terra Madre, ricordandolo come uno dei più grandi interpreti della cultura agroalimentare contemporanea.

“Con lui l’Italia perde un personaggio straordinario, una delle menti più illuminate e autorevoli del nostro tempo nel racconto del rapporto tra uomo, terra e cibo”, afferma Cotarella nella nota diffusa da Assoenologi.

Il ricordo del presidente dell’associazione degli enologi italiani mette al centro il valore culturale, etico e umano dell’impegno di Petrini. La sua azione, infatti, ha segnato in modo profondo il modo di raccontare il cibo, l’agricoltura, le comunità rurali e la biodiversità.

Petrini ha saputo trasformare il tema dell’alimentazione in una riflessione più ampia sul rapporto tra qualità, territorio, sostenibilità e giustizia sociale. Per questo, la sua figura viene oggi ricordata come una guida morale per il mondo del vino, dell’agricoltura e dell’enogastronomia.

Cotarella: “Un filosofo della terra e del buon vivere”

Nel suo messaggio di cordoglio per Carlo Petrini, Riccardo Cotarella usa parole intense. “Perdiamo un filosofo della terra, del buon vivere e del buon cibo”, dichiara il presidente di Assoenologi.

Secondo Cotarella, Petrini ha dato dignità culturale al cibo, all’agricoltura e alle produzioni identitarie. Inoltre, ha insegnato al mondo che la qualità non è un lusso, ma una forma di rispetto.

“Rispetto per la natura, per il lavoro dell’uomo, per le tradizioni e per le comunità”, sottolinea Cotarella.

Il fondatore di Slow Food viene ricordato anche come un difensore instancabile della biodiversità, della sostenibilità e della cultura rurale. La sua voce, nel corso degli anni, ha saputo unire etica, ambiente e convivialità.

Proprio questa capacità di collegare mondi diversi ha reso Petrini una figura riconosciuta ben oltre i confini dell’enogastronomia. Il suo pensiero ha parlato a produttori, consumatori, istituzioni, comunità locali e nuove generazioni.

Carlo Petrini e il Congresso Assoenologi 2025 di Agrigento

Riccardo Cotarella ricorda con particolare emozione la partecipazione di Carlo Petrini al Congresso nazionale Assoenologi 2025 di Agrigento.

In quell’occasione, il fondatore di Slow Food offrì una riflessione profonda sul rapporto tra agricoltura, transizione ecologica, responsabilità e futuro. Secondo Cotarella, Petrini lasciò “una vera e propria lezione di pensiero”, richiamando tutti alla responsabilità verso il pianeta e verso le future generazioni.

Il suo intervento ad Agrigento rimane uno dei passaggi più significativi del dialogo tra mondo del vino e cultura agroalimentare. Infatti, Petrini invitò gli enologi, i produttori e tutti gli operatori del settore a guardare oltre la sola dimensione tecnica.

Il vino, nella sua visione, non è soltanto prodotto, mercato o performance. È anche identità, paesaggio, comunità, lavoro e responsabilità verso la terra.

Per leggere la relazione integrale di Carlo Petrini al Congresso Assoenologi 2025 è possibile consultare il contributo pubblicato da Assoenologi.

“Difendere la terra significa difendere l’uomo”

Nel comunicato viene riportato anche un estratto dell’intervento di Carlo Petrini al Congresso Assoenologi 2025 di Agrigento.

“Viviamo un tempo in cui difendere la terra significa difendere l’uomo”, affermava Petrini. Una frase che riassume bene il cuore del suo pensiero.

Per Petrini, l’agricoltura non può essere considerata soltanto produzione. Deve essere vista anche come custodia del mondo. Ogni vigneto, ogni campo e ogni paesaggio raccontano una storia di relazioni tra natura e comunità.

Nel suo intervento, il fondatore di Slow Food ricordava che la transizione ecologica non è una moda, ma una necessità morale. Secondo la sua visione, consegnare alle nuove generazioni un pianeta più giusto, più fertile e più umano rappresenta un dovere collettivo.

Queste parole assumono oggi un valore ancora più forte. Raccontano un’idea di agricoltura capace di tenere insieme ambiente, lavoro, cultura e futuro.

Il vino come identità, cultura e responsabilità

Nel suo intervento ad Agrigento, Carlo Petrini richiamava anche il ruolo del vino. “Il vino, come il cibo, deve tornare a essere espressione di identità, cultura e responsabilità”, sosteneva.

Una riflessione che parla direttamente al mondo enologico italiano. La qualità, secondo Petrini, nasce dal rispetto dei territori, della biodiversità e del lavoro delle persone.

Questa idea si collega a una visione più ampia della produzione agricola. Non basta creare eccellenza se manca il rispetto per chi lavora, per i luoghi e per gli equilibri naturali.

Per questo, Petrini invitava a costruire un futuro in cui progresso e natura non fossero più avversari, ma alleati. Una prospettiva che resta centrale nel dibattito contemporaneo su vino, cibo e sostenibilità.

Assoenologi, attraverso le parole di Cotarella, riconosce proprio questa eredità: una lezione culturale che continuerà a vivere nel lavoro quotidiano di chi crede nella terra e nella qualità.

Una guida morale per vino, agricoltura ed enogastronomia

“Il mondo del vino, dell’agricoltura e dell’enogastronomia perde oggi una guida morale”, afferma ancora Riccardo Cotarella.

Il presidente di Assoenologi ricorda Petrini come un uomo capace di vedere lontano e di parlare alle coscienze. Il suo pensiero ha attraversato decenni, anticipando temi oggi diventati centrali: biodiversità, sostenibilità, comunità del cibo, produzioni identitarie, rapporto tra agricoltura e ambiente.

Slow Food e Terra Madre hanno dato forma concreta a questa visione. Hanno costruito reti, generato consapevolezza e restituito centralità ai territori e ai produttori.

Il cordoglio per Carlo Petrini espresso da Assoenologi non riguarda quindi soltanto una figura pubblica. Riguarda un modo di intendere la cultura del cibo e del vino come responsabilità verso le persone e verso il pianeta.

L’eredità di Carlo Petrini

Carlo Petrini lascia, nelle parole di Cotarella, “un’eredità immensa”. Un’eredità che continuerà a vivere nel lavoro di chi crede nella qualità, nella terra e nella cultura del cibo.

Il suo messaggio resta attuale perché invita a cambiare sguardo. Il cibo non è solo consumo. Il vino non è solo prodotto. L’agricoltura non è solo economia. Tutto questo è anche memoria, comunità, cura e futuro.

La sua lezione ha dato voce ai piccoli produttori, ai territori fragili e alle tradizioni locali. Inoltre, ha mostrato che il rispetto della biodiversità non è un tema di nicchia, ma una questione decisiva per la sopravvivenza delle comunità.

Il ricordo di Assoenologi, dunque, diventa anche un invito a proseguire quel percorso. Difendere la terra, valorizzare il lavoro dell’uomo e custodire il legame tra cibo e cultura restano obiettivi essenziali.

In un tempo segnato da cambiamenti climatici e trasformazioni profonde, il pensiero di Petrini continua a indicare una direzione. Una direzione fatta di qualità, responsabilità, rispetto e umanità.


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