Vendita Podere Badia
Marsala – La vicenda della vendita Podere Badia accende un confronto che coinvolge istituzioni e forze politiche. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha reso pubblico un avviso collegato al Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026–2028. Tra i beni indicati figura anche il Fondo Favorita – Podere Badia di Marsala.
La notizia genera reazioni immediate. I testi che circolano in queste ore sono quattro e arrivano da fonti diverse. Il sindaco Massimo Grillo scrive al Libero Consorzio e ai deputati regionali. Il Circolo PD di Marsala dice no e chiede un tavolo aperto. Europa Verde Marsala richiama storia e valore ambientale del sito. Infine, Leonardo Curatolo propone un percorso alternativo con finanziamenti e rilancio pubblico.
Vendita Podere Badia: perché il caso riguarda Marsala
Nei comunicati il Podere Badia non appare come “un immobile qualunque”. Viene descritto come un bene legato alla storia agricola della città. Inoltre, viene indicato come area con funzione didattica.
Si parla di una superficie di quasi 200 mila metri quadrati. Il collegamento citato più volte è con l’Istituto Agrario “Abele Damiani”. I testi richiamano anche un possibile rischio. In particolare, temono che l’alienazione apra scenari futuri non controllabili.
La posizione del sindaco Grillo: “Scelta che non condivido”
Il sindaco Massimo Grillo invia una nota al Libero Consorzio Comunale di Trapani e, per conoscenza, ai deputati regionali eletti in provincia di Trapani. Nel testo spiega di avere appreso la scelta dalla stampa e da una lettera aperta del dottor Leonardo Curatolo.
Grillo afferma che inserire il Podere Badia nel piano delle alienazioni, e quindi metterlo in vendita, è una scelta che non condivide. Lo dice “come sindaco e come cittadino”.
Sottolinea poi un punto identitario. Marsala è una città fortemente vinicola. Per questo, secondo il sindaco, il Podere Badia vale come presidio agricolo e come luogo storico-culturale. Lo lega alla tradizione rurale e vitivinicola del territorio.
Nel testo invita a una riflessione sui rischi della vendita ai privati. Cita anche le conseguenze dello spossessamento del bene. Tra queste indica il depauperamento del territorio. Infine, chiede ai parlamentari regionali un confronto, tenendo conto della valenza didattica di cui fruisce l’Istituto Agrario “Abele Damiani”.
Il PD Marsala: no alla vendita e sì a un tavolo aperto
Il Circolo del Partito Democratico di Marsala, con una nota politica, esprime preoccupazione e contrarietà. Si riferisce alla decisione del Libero Consorzio di mettere in vendita il Podere Badia. Lo definisce storica azienda agricola dell’Istituto Agrario “Abele Damiani”.
Il PD richiama l’estensione dell’area, indicata in circa 200 mila metri quadrati. Sostiene che il bene rischia di uscire per sempre dalla disponibilità pubblica.
Nel comunicato il PD riconosce che il sindaco Grillo ha annunciato l’opposizione alla vendita. Tuttavia, contesta il metodo proposto dal primo cittadino. Secondo il testo, Grillo ipotizza un confronto solo con i deputati regionali. Il PD lo considera un limite.
Il Circolo chiede perché restino fuori i dirigenti scolastici, il mondo associativo e la società civile. Sostiene che il futuro del Podere Badia non possa decidersi “con pochi deputati”.
PD Marsala e la questione politica nazionale citata nel comunicato
Nel testo il PD inserisce anche un tema di coerenza politica. Contesta l’idea di coinvolgere solo la deputazione regionale. Sostiene che il sindaco non chiami in causa la rappresentanza nazionale del collegio.
Il comunicato cita l’onorevole Marta Fascina. La definisce “assente” dal territorio e parla di un rapporto politico che, secondo il PD, non produce tutela per Marsala.
Il Circolo collega il tema alla capacità di difendere il bene su più livelli. In questa chiave, chiede chiarezza politica al sindaco sui rapporti con i rappresentanti nazionali del suo schieramento.
Le richieste del PD e l’ipotesi di mobilitazione
Nella nota il PD afferma che vendere il Podere Badia significa sacrificare un presidio didattico e identitario. Collega la vendita al rischio di speculazioni edilizie.
Poi elenca richieste precise. Chiede il ritiro immediato del bando di vendita da parte del Libero Consorzio. Chiede un tavolo aperto con dirigenti scolastici, sindacati, associazioni e cittadini. Chiede anche chiarezza politica del sindaco.
Infine, annuncia una possibile raccolta firme e una mobilitazione popolare, se non arriveranno segnali di apertura reale alla città. La nota è firmata dalla segretaria Linda Licari.
Europa Verde Marsala: storia, paesaggio e funzione ambientale
Nel suo intervento, Europa Verde Marsala descrive la Badia come uno dei pochi polmoni verdi della città. Richiama una storia lunga e la lega a paesaggio e agricoltura.
Il testo indica che nel 1142 l’area risultava tra gli appezzamenti concessi al monastero di Santa Maria della Grotta. Inoltre, ricorda un passaggio del 1985. Il 30 novembre 1985, con atto del notaio Manzo, il fondo Badia fu venduto alla Provincia di Trapani. La destinazione indicata era “campo di esperimento per la scuola pratica di agricoltura”.
Europa Verde sottolinea che migliaia di studenti ricordano la Badia come luogo di apprendimento e bellezza. Aggiunge che ormai il sito è inglobato nel tessuto urbano. Per questo lo considera un elemento di sostenibilità. Collega la presenza di piante alla fotosintesi e alla cattura di anidride carbonica.
Europa Verde e le attività agricole citate nel comunicato
Nel testo si elencano diverse sperimentazioni. Si parla di coltivazione del cotone e di allevamento del baco da seta. Si citano selezioni di razze bovine e prove su olivo e vite. Si cita anche la coltivazione della quinoa e l’agricoltura biologica.
Europa Verde sostiene che il destino corretto del luogo sia potenziare ricerca e sperimentazione agricola e naturalistica. Dichiara indignazione per l’avviso pubblico del Libero Consorzio. Chiede al Presidente di togliere la Badia dall’elenco dei beni da vendere.
Nel comunicato lega la tutela del Podere a formazione e ricerca. Chiude con l’espressione dialettale: “cu vinni scinni”.
La lettera di Leonardo Curatolo: stop alla vendita e progetto di rilancio
Un altro testo è firmato da Leonardo Curatolo ed è indirizzato al Presidente Quinci e al sindaco Grillo. Curatolo richiama l’avviso con cui il Libero Consorzio avvia l’alienazione di numerosi beni. Tra questi indica anche il Fondo Favorita – Podere Badia di Marsala.
Curatolo scrive che il Podere Badia non è un immobile qualunque. Lo definisce storica azienda agricola pubblica e lo lega all’Istituto Agrario “Abele Damiani”. Sottolinea che il bene è connesso all’identità agricola, formativa e produttiva di Marsala.
Secondo la lettera, inserire il Podere tra i beni da alienare apre un futuro incerto. Inoltre, espone l’area al rischio di speculazioni edilizie. Curatolo chiede garanzie e una visione pubblica chiara, soprattutto sulla destinazione agricola e formativa.
La proposta alternativa: finanziamento, recupero e nuove funzioni
Curatolo richiama una proposta che definisce costruttiva. Chiede un finanziamento regionale per ristrutturare e rifunzionalizzare il Podere Badia.
Nel testo elenca obiettivi dettagliati. Parla di recupero e valorizzazione di un bene pubblico con valore storico, architettonico e paesaggistico. Parla di potenziamento delle attività didattiche e sperimentali dell’Istituto Agrario “Abele Damiani”.
Aggiunge un punto specifico: riportare a Marsala la Facoltà di Enologia. Collega l’idea al ruolo vitivinicolo della città e a un contesto agricolo produttivo.
Curatolo propone anche di aprire il Podere alla cittadinanza. Indica funzioni sociali, culturali e ambientali. Inoltre, immagina un polo di eccellenza per ricerca, formazione e innovazione in enologia e agricoltura sostenibile.
Le richieste finali: rimozione dal piano e posizione chiara del Comune
Nella parte conclusiva, Curatolo formula due richieste formali. Chiede al Presidente del Libero Consorzio di eliminare il Podere Badia dall’elenco dei beni da alienare. Chiede al sindaco di assumere una posizione chiara e determinata.
Curatolo invita il Comune a promuovere un progetto di recupero e rilancio. Nel testo cita Regione Siciliana, scuola, università e filiera vitivinicola come interlocutori del percorso.
Secondo la lettera, vendere il Podere Badia significa rinunciare a una visione fondata su conoscenza, agricoltura di qualità e patrimonio pubblico. Al contrario, investire sul Podere significa scommettere sul futuro di Marsala e del “Marsala”.
Quattro testi, un nodo comune: bene pubblico e scelte di sviluppo
I quattro documenti partono da prospettive diverse. Tuttavia, convergono su un punto. Il Podere Badia viene indicato come bene strategico per didattica, ambiente e identità agricola.
Allo stesso tempo, emergono differenze sul metodo. Il PD chiede un tavolo più ampio. Il sindaco propone un confronto con i deputati regionali. Europa Verde chiede la rimozione dal piano e un investimento su ricerca. Curatolo propone un progetto strutturato con finanziamento e rifunzionalizzazione.
Il dibattito, quindi, supera la semplice alienazione di un bene. Tocca la visione di città, il ruolo della scuola e la tutela del territorio. Ora la partita riguarda anche tempi e modalità del confronto. E riguarda le decisioni che seguiranno.
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