Trapani, depositata la mozione di sfiducia a Tranchida: 11 consiglieri firmano, 3 fuori

Nicola Baldarotta

Trapani, depositata la mozione di sfiducia a Tranchida: 11 consiglieri firmano, 3 fuori

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giovedì 05 Novembre 2026 - 14:47

Undici firme per chiedere la sfiducia al sindaco Giacomo Tranchida. La mozione è stata depositata questa mattina e porta la sottoscrizione di undici dei tredici consiglieri comunali che compongono l’opposizione. Un numero che supera la soglia minima di dieci firme prevista dal regolamento per avviare formalmente il percorso. Ma, oltre al dato numerico, a emergere è soprattutto la fotografia degli equilibri politici all’interno della minoranza, dove non sono mancate divisioni e distinguo. A non firmare il documento sono stati Annalisa Bianco, già presidente del Consiglio comunale ed espressione del gruppo Trapani Tua, Giuseppe Guaiana e Santo Vassallo.

Particolarmente significativa appare la posizione di Bianco, anche in considerazione del suo riferimento all’area politica di Mimmo Turano e delle precedenti indiscrezioni su una sua possibile mancata adesione alla mozione. Una scelta che assume ulteriore rilievo se si considera che gli altri due esponenti del gruppo, Giovanni Carpinteri e Alberto Mazzeo, hanno invece sottoscritto il documento. Anche le posizioni di Guaiana e Vassallo continuano ad alimentare il confronto all’interno dell’opposizione. I due consiglieri sono stati più volte criticati da altri esponenti della minoranza per atteggiamenti ritenuti troppo vicini all’amministrazione Tranchida, tanto da essere definiti, in alcune occasioni, una sorta di “stampella” del sindaco.

Il deposito della mozione arriva a pochi giorni dalla manifestazione di sabato scorso in piazza Aldo Bassi, già piazza Municipio, quando i consiglieri di opposizione hanno incontrato i cittadini per esprimere pubblicamente il proprio dissenso nei confronti dell’amministrazione comunale. Una mobilitazione che aveva rappresentato un momento di confronto politico e di protesta, con un appello rivolto anche ai consiglieri comunali affinché si arrivasse a un’iniziativa formale per mettere in discussione il mandato del primo cittadino. Adesso la mozione è sul tavolo. Le undici firme consentono di avviare il percorso, ma la partita politica è tutt’altro che chiusa. Il vero banco di prova sarà verificare se l’opposizione riuscirà a mantenere la compattezza necessaria nelle successive fasi consiliari e, soprattutto, se esisteranno i numeri per trasformare la richiesta di sfiducia in una concreta crisi politica per l’amministrazione Tranchida.

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