Da lunedì 26 ottobre cambia la raccolta differenziata a Marsala. Meno ritiri per le famiglie, mentre la Tari aumenta. L’Amministrazione comunale promette una città più pulita, ma qualche dubbio sull’efficacia della nuova organizzazione appare inevitabile. Il nuovo calendario prevede due raccolte settimanali dell’organico e una sola della plastica, contro le tre precedenti per entrambe le tipologie di rifiuti. Una riduzione che riguarda le utenze domestiche e che, secondo l’assessore all’Ambiente Daniele Nuccio, permetterà di recuperare circa 2.800 ore di lavoro da destinare ad altri servizi. L’obiettivo è contrastare il fenomeno delle discariche abusive, oltre 200 quelle censite sul territorio, potenziare lo spazzamento, migliorare la pulizia delle periferie e intensificare i controlli attraverso telecamere e Polizia municipale. Un programma certamente ambizioso, che però presenta qualche interrogativo. È davvero possibile migliorare il servizio riducendo la frequenza della raccolta? E soprattutto, come reagiranno le famiglie che, a fronte di un aumento della Tari stimato tra il 10 e il 12%, dovranno tenere in casa più a lungo i rifiuti?
L’Amministrazione Patti sostiene che si tratti di una sperimentazione necessaria per utilizzare meglio il personale disponibile. Resta però da capire se le ore recuperate saranno sufficienti ad affrontare un problema, quello dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti, che da anni compromette il decoro della città. C’è poi un’altra questione: con l’arrivo della primavera e l’aumento delle temperature, due soli ritiri settimanali dell’organico potrebbero diventare problematici. Lo stesso assessore ha prospettato il ripristino del terzo passaggio tra aprile e maggio.Intanto i cittadini si preparano a pagare di più per un servizio che, almeno nella raccolta porta a porta, sarà meno frequente. La scommessa dell’Amministrazione è che la città diventi complessivamente più pulita. Ma tra le intenzioni e i risultati c’è una differenza che soltanto i prossimi mesi potranno chiarire.