La cantieristica navale siciliana rappresenta un comparto strategico per lo sviluppo industriale dell’Isola, con oltre 8 mila lavoratori tra occupati diretti e indotto e una quota pari al 4,4% della produzione nazionale di costruzione e riparazione navale. Per rafforzarne la competitività, la Fim Cisl Sicilia propone un piano che punta su infrastrutture, formazione, investimenti e nuove tecnologie legate alla transizione energetica. Le proposte sono state illustrate durante l’incontro “Rilancio dell’industria navale e il Libro Verde CISL”, organizzato nella sede della Cisl Palermo Trapani, a Palermo, con la partecipazione dei rappresentanti sindacali e di Fincantieri e Trapani Shipyard. Il settore si articola in due filoni complementari: la navalmeccanica di Palermo e la cantieristica specializzata tra Trapani, Messina e Siracusa, con competenze nella lavorazione dell’alluminio, nella costruzione di imbarcazioni veloci e nelle produzioni di nicchia. Tra le principali realtà figurano Fincantieri Palermo, Trapani Shipyard, Liberty Lines, l’Arsenale di Augusta e le aziende attive a Messina, tra cui Intermarine e Rodriquez.
Le proposte della Fim Cisl, punto per punto
1. Un tavolo regionale permanente della cantieristica navale
La Fim Cisl chiede l’istituzione di un organismo stabile di confronto tra sindacati, Regione Siciliana, Autorità di Sistema Portuale e aziende del comparto, per coordinare strategie, investimenti e interventi necessari al rilancio industriale.
2. Un Polo formativo della navalmeccanica siciliana
L’obiettivo è ridurre la distanza tra domanda e offerta di lavoro, rafforzando la formazione professionale e preparando le nuove generazioni alle competenze richieste dalle imprese, anche in relazione alle trasformazioni tecnologiche del settore.
3. Il pieno sfruttamento della ZES Unica
Il sindacato punta a utilizzare le opportunità offerte dalla Zona economica speciale unica per favorire nuovi investimenti, sostenere le aziende e rendere più attrattivi i poli produttivi siciliani.
4. Il completamento dei bacini e l’adeguamento delle infrastrutture portuali
Tra le priorità indicate figurano il completamento del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate a Palermo e l’adeguamento delle banchine di Trapani e Augusta. Interventi ritenuti indispensabili per intercettare la domanda di riparazione e ammodernamento navale di grandi dimensioni e per sviluppare le attività legate all’assemblaggio dell’eolico offshore.
5. La leadership nel Green Shipping e nell’eolico galleggiante
La Fim Cisl propone di investire nella costruzione e gestione di imbarcazioni di servizio in alluminio, come le CTV utilizzate per il trasporto degli operatori verso gli impianti eolici offshore, e nello sviluppo di navi a basse emissioni. L’obiettivo è consolidare nuove competenze e rafforzare la presenza siciliana nei mercati internazionali.

Lavoro di qualità e contrattazione al centro del rilancio
Nel corso dell’incontro, il segretario generale della Fim Cisl Sicilia, Piero Nicastro, ha sottolineato le prospettive del comparto: “Palermo torna a costruire, Trapani cresce”. Una fase di trasformazione che, secondo il sindacato, richiede una strategia condivisa per evitare che le opportunità industriali si traducano in nuove disuguaglianze. Accanto agli investimenti, un ruolo centrale viene attribuito alla contrattazione di secondo livello e alla tutela dei lavoratori dell’indotto. Il segretario regionale Fim Cisl Sicilia, Antonio Nobile, ha richiamato il Protocollo d’intesa sul modello produttivo e sugli appalti della filiera Fincantieri, indicandolo come un possibile riferimento anche per altre realtà industriali dell’Isola. L’accordo punta a garantire trasparenza, semplificazione e sostenibilità sociale lungo la catena di fornitura. Per Nicastro, inoltre, innovazione tecnologica, fondi del Pnrr e infrastrutture non bastano senza un investimento concreto sulle persone. Da qui la richiesta di una contrattazione moderna, di maggiori garanzie per l’indotto e di un protocollo etico e partecipato sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Politica industriale sul lungo periodo
Il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, ha ribadito la necessità di una politica industriale di lungo periodo, fondata su partecipazione, formazione, sicurezza e qualità del lavoro. “La crescita non può essere costruita sul dumping contrattuale o sulla compressione delle tutele, ma sulla valorizzazione delle competenze e della dignità di chi lavora”, ha affermato, chiedendo al governo regionale e alle imprese un vero Patto sociale per la Sicilia. A concludere i lavori è stato il segretario organizzativo nazionale Fim Cisl, Massimiliano Nobis, secondo cui il rilancio della cantieristica nell’Isola può produrre effetti positivi per l’intero sistema industriale italiano. La ripresa del settore, dopo la crisi legata alla pandemia e con nuove opportunità anche nella cantieristica civile e commerciale, rappresenta una possibilità di consolidare nel medio e lungo periodo occupazione e produzione di qualità.