Angela Grignano: “Dopo 8 anni al via il processo per l’esplosione di Parigi, voglio giustizia”

redazione

Angela Grignano: “Dopo 8 anni al via il processo per l’esplosione di Parigi, voglio giustizia”

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martedì 20 Ottobre 2026 - 12:45

La consigliera comunale trapanese rimase gravemente ferita nella tragedia di rue de Trévise, che provocò quattro morti. Dieci interventi chirurgici e oltre sei anni di riabilitazione: “Non posso più ballare come prima”

Dopo quasi otto anni di attesa, per Angela Grignano arriva un momento decisivo nella lunga battaglia per ottenere giustizia. L’ex ballerina trapanese attuale consigliera comunale, rimasta gravemente ferita nell’esplosione avvenuta a Parigi il 12 gennaio 2019, è tornata nella capitale francese per assistere all’avvio del processo che dovrà fare luce sulle responsabilità della tragedia, costata la vita a quattro persone e che provocò numerosi feriti. “Il processo non mi ridarà indietro quello che mi è stato tolto, ma finalmente capiremo come è andata quel giorno”, ha raccontato Grignano ad Adnkronos alla vigilia dell’apertura del dibattimento. La giovane aveva appena 24 anni e si trovava a Parigi da un mese, con il sogno di entrare nel corpo di ballo di Disneyland Paris.

L’esplosione compromise gravemente la sua gamba sinistra, dando inizio a un percorso medico estremamente complesso. Per salvarle l’arto sono stati necessari dieci interventi chirurgici, innesti ossei e cutanei e operazioni sperimentali. Per oltre sei anni Angela ha vissuto tra sedia a rotelle, stampelle, scarpe ortopediche e riabilitazione. Soltanto nella primavera del 2025 è riuscita a tornare a camminare senza ausili. Le conseguenze, però, restano permanenti. “Tornare a camminare non significa tornare alla vita di prima. Non posso più correre, non posso più ballare come facevo un tempo”, ha spiegato, sottolineando anche le difficoltà nel vedere riconosciuti i danni professionali, psicologici e morali subiti.

Le responsabilità ancora da accertare

Il processo si svolgerà al Tribunale giudiziario di Parigi e coinvolgerà circa 500 persone, appartenenti ad almeno cinque nazionalità. Le udienze sono previste fino al 7 dicembre 2026. Al centro del procedimento ci sono le ipotesi relative al deterioramento del sottosuolo, alle perdite delle condutture fognarie e alla conseguente rottura di una tubazione del gas, dalla quale sarebbe scaturita l’esplosione. Tra i soggetti chiamati a rispondere figurano il Comune di Parigi, per presunte omissioni nei controlli sui cedimenti del marciapiede, e la società CIPA, amministratrice dello stabile, per le contestazioni relative alle perdite delle condutture. Una nuova perizia civile ha inoltre sollevato interrogativi sulla rete del gas e sulle possibili responsabilità di GRDF, che non figura tra gli imputati del processo penale. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del dibattimento.

“Sorridere non significa non soffrire”

In questi anni Angela ha raccontato la propria esperienza anche nelle scuole, cercando di trasformare il dolore in un messaggio di speranza per gli altri. Una forza che, paradossalmente, rischia di diventare un ostacolo nel riconoscimento delle conseguenze psicologiche del trauma. “Sorridere non significa non soffrire. E reagire non significa essere guariti”, ha ribadito, ricordando anche il senso di colpa per essere sopravvissuta mentre quattro persone persero la vita, tra cui due vigili del fuoco intervenuti per soccorrere gli altri. Adesso la sua battaglia entra in una nuova fase. Angela seguirà le udienze e testimonierà quando sarà chiamata a farlo, accompagnata dalla madre. Il suo obiettivo è ottenere una ricostruzione rigorosa dei fatti e il pieno riconoscimento dei danni subiti. La tragedia ha lasciato un segno profondo anche a Trapani, la sua città, che seguì con apprensione le condizioni della giovane durante il ricovero. Oggi, alla vigilia del processo, Grignano lancia un appello: “Mi piacerebbe sentire ancora una volta l’Italia al nostro fianco”. Perché, dopo anni di cure e sacrifici, sopravvivere è stato soltanto il primo passo. Adesso Angela chiede che venga fatta giustizia.

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