È durata circa tre ore la fuga di un detenuto di 34 anni, evaso all’alba dal carcere Pietro Cerulli di Trapani e rintracciato dagli agenti della Polizia penitenziaria mentre stava per salire su un autobus in via Marsala. L’uomo è stato individuato intorno alle 7.10, a circa due chilometri e mezzo dall’istituto penitenziario.
La fuga dal reparto Mediterraneo
L’evasione è avvenuta intorno alle 4 del mattino dal reparto Mediterraneo della casa circondariale trapanese. Il detenuto, nato a Roma e sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, si trovava da solo nella propria cella. Secondo la ricostruzione diffusa dal sindacato di Polizia penitenziaria Sappe, l’uomo sarebbe riuscito a fuggire praticando un foro in una parete affacciata su un’area esterna al padiglione. Una volta fuori, avrebbe poi superato il muro di cinta, riuscendo a lasciare il carcere. La scoperta della fuga ha fatto scattare immediatamente l’allarme e le ricerche. Gli agenti hanno avviato le operazioni che, nel giro di poche ore, hanno permesso di individuare il detenuto in via Marsala, proprio mentre stava per salire su un autobus. La fuga si è così conclusa prima che l’uomo riuscisse ad allontanarsi ulteriormente.
I sindacati chiedono verifiche sulla sicurezza
A rendere noto l’episodio è stato Gaspare D’Aguanno, del Sappe di Trapani. Sulla vicenda è intervenuto anche Rocco Parrinello del Sinappe, che ha espresso apprezzamento per la professionalità e la tempestività degli agenti della Polizia penitenziaria, riusciti a rintracciare il detenuto in poche ore. Il sindacato ha inoltre chiesto la chiusura temporanea del reparto Mediterraneo per consentire verifiche approfondite sulle condizioni strutturali e sui sistemi di sicurezza, individuare eventuali criticità e adottare gli interventi necessari a evitare il ripetersi di episodi simili. L’evasione riaccende così l’attenzione sulla sicurezza all’interno del carcere trapanese e sulle condizioni operative del personale penitenziario, chiamato quotidianamente a garantire la custodia dei detenuti e la sicurezza dell’istituto.
La nota Uilpa
Dal sindaco Uil della Polizia Penitanziaria, arriva una nota a firma del segretario regionale Gioacchino Veneziano: “L’evasione di cui al momento non si conoscono i esattamente i dettagli pare sia ad opera di un recluso straniero, avvenuta dal reparto mediterraneo, struttura dove da anni reclamiamo la chiusura per la fatiscenza sommata alle falle strutturali di cui abbiamo consegnato le foto anche al Vice Capo DAP Massimo Parisi. Il Pietro Cerulli di Trapani paga il peccato originale di avere avuto costruito un padiglione con l’aumento della capienza detentiva da 358 a 555 posti, con un organico di appena 220 unità comprese le 27 che operano al Nucleo Traduzioni e Piantonamento e gli 80 impegnati negli uffici, quindi sono appena 90 poliziotti che nell’arco delle 24 ore vigilano sugli attuali 570 detenuti presenti”.